mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Bioparco di Roma: simpatica iniziativa
per bambini e non solo
Pubblicato il 17-03-2017


bioparco1E’ stata recentemente inaugurata al Bioparco di Roma la mostra “La cacca: storia naturale dell’innominabile” ovvero: ciò che tutti fanno ma di cui pochi parlano! La rassegna, in doppia lingua, è costituita da dieci sezioni interattive in cui si trovano installazioni tridimensionali e modelli realistici, fra cui due dinosauri con escrementi fossili. E poi la “cacca machine”, una macchina didattica che illustra il processo digestivo a partire dal cibo ingerito.

Tutto ciò, oltre a coinvolgere i fruitori, favorisce l’apprendimento di una tematica ‘particolare’, che suscita ilarità nei visitatori, soprattutto nei bambini, con garbo e ironia. Pensata con un linguaggio e una grafica a misura di bambino, la mostra è di interesse anche per gli adulti, consentendo di apprendere che ben pochi altri materiali si prestano a una simile varietà di utilizzi. La cacca infatti è fonte di cibo, è mezzo di comunicazione, di identificazione, è combustibile, è materiale da costruzione, fertilizzante, nascondiglio.

bioparco“La mostra trae origine dall’omonimo libro della zoologa inglese Nicola Davies – spiega Federico Coccìa, Presidente della Fondazione Bioparco di Roma – ed ha l’obiettivo di far conoscere, in maniera divertente, la naturalità di questo materiale da molteplici punti di vista, a partire da quello fisiologico per arrivare a quello naturalistico ed ecologico, con un filo conduttore: la cacca è vita, ovvero, senza la cacca degli animali non ci sarebbe terra fertile e quindi non ci sarebbero gli alberi, l’ossigeno, il cibo…non ci sarebbe la vita.”

La mostra è introdotta da un percorso erboso minato da cacche che i visitatori devono attraversare facendo attenzione a non calpestare. Ecco il primo impatto con l’innominabile: un fastidio da evitare per scoprire però che non è soltanto questo. Numerose ed interessanti le sezioni della mostra: si parte da “Dimmi cosa mangi…ti dirò come la fai!”,  sezione che evidenzia la correlazione tra ciò che si mangia e ciò che… si fa, quali siano le differenze tra erbivori e carnivori, quale genere di regime alimentare permette di sfruttare meglio le fonti di cibo. I bambini si troveranno davanti a un tavolo apparecchiato con tre modelli di cacca e tre cibi nascosti da coprivivande e dovranno scoprire cosa hanno mangiato i proprietari della cacca.

Vi è poi la sezione “Perché si fa la cacca?”, ovvero il processo della digestione spiegato attraverso la divertente “cacca machine”: da un cesto i bambini possono prelevare modelli in plastica di cibi diversi, li inseriscono nella macchina ed azionano una manovella che produce cacca ed energia.

“La cacca per comunicare”, sezione che spiega il ruolo fondamentale degli escrementi nel linguaggio degli animali,  che la usano per delimitare il territorio, per comunicare la disponibilità sessuale o per segnalare la propria presenza. Attraverso pannelli esplicativi, sagome a grandezza naturale di animali come lontra, tasso, impala e ippopotamo e relative cacche, il visitatore può apprendere come in natura le feci costituiscano una forma di comunicazione. Si prosegue con “Chi l’ha fatta questa?”,  sezione dove sarà possibile imparare ad identificare gli animali dai loro escrementi. Ancora “La cacca da mangiare”, che mette in luce come in alcuni animali coprofagi sfruttino le sostanze nutritive della cacca da un punto di vista alimentare. “La cacca come risorsa per gli animali e per le società umane”, che fa capire come la cacca possa essere utile come materiale da costruzione, come combustibile, fertilizzante o mezzo di difesa. Ed ecco “Scienziati per un giorno”, sezione che mostra l’importanza della cacca per la scienza. Qui una postazione interattiva permette ai bambini di calarsi nei panni di scienziati al lavoro: paleontologi che studiano la cacca fossile, zoologi che analizzano il contenuto di una cacca di volpe, medici/veterinari per osservazione al microscopio di vetrini di feci con parassiti, etologi per rilevare e riconoscere varie tipologie di cacche lungo un percorso allestito. Ed infine “La cacca del passato”, con due enormi modelli tridimensionali di dinosauro: un Neovenator salerii, carnivoro, e un Styracosaurus albertensis, erbivoro. Accanto ai modelli ci sono modelli di coproliti, ovvero escrementi fossili. Al termine del percorso, un plastico stilizzato rappresenta in sequenza la trasformazione della cacca in sostanza concimanti, utili per la crescita delle piante.

La mostra sarà visibile fino al 30 giugno 2017 e le prossime due domeniche – il 19 e  26 marzo – saranno disponibili specifiche attività collegate per tutta la famiglia, quali laboratori e  visite guidate.

Redazione Avanti!

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