lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bonino: ripartiamo da immigrazione, lavoro e giovani
Pubblicato il 19-03-2017


emma boninoSintesi dell’intervento di Emma Bonino


Cari compagni e care compagne socialiste. Rimango affezionata a questo appellativo. Anche se al nostro interno ci dilaniamo questa parola è bella e anche saggia. Ci troviamo qui al termine che di un quarto di secolo che sarebbe dovuto essere di transizione. Dopo tanto peregrinare rischiamo di trovarci al punto di partenza, una sorta di proporzionale con un quorum messo per evitare la rappresentanza delle forze minori. Come se fossero loro il problema. E la responsabilità non fosse delle forze politiche maggiori.

Avremo una specie di proporzionale abbastanza confuso. Questi anni dovevano essere la transizione verso il rispetto della legalità e lo stato di diritto. Invece la illegalità si è diffusa a ogni livello. Oggi magistratura e giustizia si occupano di politica, e questo rimane un vulnus per la democrazia. Rilanciamo l’amnistia, battaglia portata avanti da Rita Bernardini e dai radicali.

Tornerebbe utile riprendere il discordo tentato nel 2006 da socialisti e radiclai della Rosa del Pugno. Sappiamo ora che nella storia non di rilancia mai niente senza una capacità di innovazione. Ma possiamo alzare il livello di ambizione. Come radicale propongo due temi. Primo tema quello dell’immigrazione. Su questo si stanno scaricando tutte le tensioni sociali. Ma dobbiamo dirci che non si può perseguire l’integrazione senza il rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri che sono la base di convivenza sopportabile.

Abbiamo bisogno di 160.000 mila persone ogni anno per integrare i lavoratori che vanno in pensione. Senza gli immigrati non avremmo neanche gli alunni per i nostri 65.000 insegnanti.

Bisogna rimuovere le cause della paura. L’immagine collettiva dell’immigrato rappresenta una distorsione della realtà. Esiste un rapporto tra clandestinità e criminalità non tra immigrazione e criminalità. Se domani 800mila badanti lasciassero l’Italia cosa succederebbe ad altrettante famiglie. La politica non è fatta per cavalcare le paure ma per governare, prevedere e quindi gestire i cambiamenti. Va cambiata la Bossi Fini e faremo in campagna per il suo superamento.

Il secondo tema è quello del lavoro e dei giovani. Possiamo riflettere sulla Cina e l’avanzamento tecnologico che fa sparire interi settori di lavoro. E questo è un grande problema. La verità è che con il cambio tecnologico moli lavori sono destinati a scomparire. Qui serve la scuola. Una scuola migliore. Questo mutamento ci interpella di più: modernizzare e capire meglio quali saranno i lavori del futuro. Pongo il tema perché non ho la risposta . In paesi all’estero settori sono scomparsi, ma hanno dato delle risposte. I loro giovani parlano tre lingue e si sono adeguati. Fare politica con il retrovisore non aiuta anche se è più facile.

Infine l’Europa. Siamo in mezzo al guado e anche un po’ ammaccati. 60 anni fa l’Europa era distrutta, ora insieme agli Usa siamo il continente più ricco al mondo. Siamo sicuri che senza Europa risolveremmo i nostri problemi? Magari con la lira? Dobbiamo migliorare, ma per ora questa Europa teniamocela cara. Dobbiamo aggiustare la barca in cui siamo perché rappresenta il nostro destino e il nostro futuro.

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