giovedì, 29 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Consip tra accuse e veleni. Orlando: “Noi parte offesa”
Pubblicato il 02-03-2017


marroni

Luigi Marroni, ad di Consip

“Mi sembra di vivere un incubo. Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo”. Il day after la svolta nell’inchiesta sugli appalti Consip e l’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo, Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del Consiglio, affida a una nota la sua ‘difesa’: “Non vedo l’ora che venga fuori la verità – scrive – voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla. Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno”.

Ma mentre anche i legali di Romeo assicurano che il loro assistito, incontrato in carcere, “è combattivo e lucido” e spiegano di essere al lavoro sull’ordinanza cautelare, “L’Espresso” anticipa on line i contenuti di un’inchiesta incentrata sulle accuse che Luigi Marroni, ad di Consip, avrebbe mosso proprio a Tiziano Renzi e a Denis Verdini quando, il 20 dicembre scorso, fu sentito come ‘persona informata dei fatti’ dai pm napoletani Henry John Woodcock e Celeste Carrano.

“Marroni comincia a parlare subito – scrive il settimanale – facendo saltare dalla sedia i magistrati. Il dirigente renziano racconta infatti di un vero e proprio ‘ricatto’ subito da un sodale di Tiziano Renzi, l’imprenditore Carlo Russo.Riferisce di pressanti ‘richieste di intervento’ sulle Commissioni di gara per favorire una specifica società; di ‘incontri’ riservati con il papà di Renzi a Firenze; e di ‘aspettative ben precise’ da parte di ‘Denis Verdini e Tiziano Renzi’ in merito all’assegnazione di gare d’appalto indette dalla Consip del valore di centinaia di milioni di euro”.

In un’intervista a “La Repubblica”, lo stesso Marroni racconta di aver presentato le dimissioni al ministro Padoan, “sia per tutelare l’azienda sia per la mia persona. Il ministro mi ha confermato la fiducia e invitato ad andare avanti. Cosa che faccio, ringraziandolo per la stima. Vado avanti con l’amarezza che la Consip sia portata al disonore della cronaca, e che questo magari impatti sul lavoro di centinaia di persone oneste”.

In merito alle presunte “pressioni” subite, l’ad della Consip ed ex assessore alla Sanità della Regione Toscana, ammette: “Da molti  anni occupo posizioni che mi danno potere decisionale, così la gente pensa di potermi chiedere favori e che io possa farli. Il segreto è uno solo: non fare questi favori, lasciare che te li chiedano e non farli. Anche se dire no magari comporta un prezzo”.

L’indagine Consip? “Noi siamo parte offesa”. “E’ una vicenda sottoposta a indagine e come ministro non posso fare nessuna sottolineatura, è presto anche per un giudizio di carattere politico”, dice il guardasigilli Andrea Orlando, mentre per il ministro degli Esteri Angelino Alfano “è una iperbole infondata dire che l’inchiesta Consip abbia ricadute sul governo. Come si è stati garantisti nei confronti di qualunque cittadino, lo si è nei confronti del padre di Renzi e di coloro che sono coinvolti”.

Di tutt’altro avviso il Movimento 5 stelle: “Quando la bomba atomica Consip esploderà sui partiti, non ci sarà riparo per  nessuno”, attacca il blog di Beppe Grillo. “Oggi più che mai c’è bisogno di onestà nelle istituzioni. Non è accettabile che il più alto livello della politica sia corrotto mentre la povertà dilaga, la disoccupazione aumenta e le imprese chiudono”. “La vicenda Romeo e Tiziano Renzi, Consip, l’arresto dell’imprenditore con l’accusa di  corruzione sono fatti gravi”, sottolinea anche il governatore della Toscana, Rossi, ma “per noi vale, come sempre, il principio di presunzione di innocenza. Alla magistratura, di cui rispettiamo il lavoro, chiediamo di fare presto” ma “dal punto di vista politico non si può che avere un sentimento di amarezza e dolore”.

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