martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Corte UE, nessun obbligo di accogliere i migranti
Pubblicato il 07-03-2017


sfollati“Gli Stati membri non sono tenuti, in forza del diritto dell’Unione, a concedere un visto umanitario” ai profughi che “intendono recarsi nel loro territorio con l’intenzione di chiedere asilo, ma restano liberi di farlo sulla base del rispettivo diritto nazionale”. Così una sentenza della Corte Ue, secondo cui “il diritto Ue stabilisce solo le procedure e i requisiti per il rilascio dei visti di transito o per soggiorni previsti sul territorio degli Stati membri della durata massima di 90 giorni”.
La Corte si è espressa sul ricorso presentato da una coppia siriana con tre figli minori, che il 12 ottobre 2016 hanno presentato domanda per cinque visti umanitari all’ambasciata del Belgio a Beirut, in Libano. L’intento della famiglia era ottenere dei lasciapassare con validità territoriale limitata per presentare una domanda d’asilo in Belgio e lasciare Aleppo, la città siriana in cui erano residenti. Uno dei due genitori, nella domanda, ha spiegato di essere stato sequestrato da un gruppo armato che, prima di liberarlo su cauzione, lo ha torturato. Nella richiesta i coniugi hanno espresso timori di possibili persecuzioni visto che la famiglia professa una fede cristiano ortodossa. Pochi giorni dopo la presentazione della domanda, però, l’Ufficio per gli stranieri belga ha respinto la richiesta, ritenendo che in realtà le intenzioni della famiglia fossero quelle di restare in Belgio per un periodo superiore a 90 giorni, il tempo previsto dal visto territoriale limitato che i cittadini siriani avevano richiesto. Dopo il rifiuto, la famiglia ha fatto ricorso alla Corte europea appellandosi alla Convenzione europea per i diritti umani.
La sentenza mette a repentaglio i diritti umani dei rifugiati in un’Europa sempre più divisa e incerta proprio sulla questione dei migranti.
Sempre oggi è arrivato anche il via libera a grande maggioranza da parte del Parlamento ungherese alla reintroduzione della detenzione sistematica per i migranti che giungono nel paese. La misura era stata soppressa nel 2013 per le pressioni dell’Unione europea e dell’alto Commissariato Onu per i rifugiati (UNHCR). La legge è stata adottata con 138 voti a favore, 6 contrari e 22 astenuti. La norma prevede che i migranti vengano collocati in «zone di transito» alle frontiere con la Serbia e la Croazia, dove saranno detenuti in attesa dell’esame della domanda di asilo.
“Siamo in stato d’assedio – ha detto il premier ungherese, Viktor Orban – La tempesta migratoria non è finita, si è soltanto provvisoriamente calmata”. Budapest è decisamente contraria alla politica Ue di ricollocazione dei migranti nei diversi paesi dell’Unione e Orban ha definito l’immigrazione “un cavallo di Troia per il terrorismo”. Le nuove misure si applicheranno non soltanto a chi arriverà prossimamente nel paese, ma anche a quanti già vi si trovano e che a febbraio risultavano essere 586. I migranti verranno alloggiati in container, che potranno lasciare soltanto se decideranno di fare ritorno al loro paese d’origine.

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