giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

La Regina di Ghiaccio, una moderna Turandot al Brancaccio di Roma
Pubblicato il 13-03-2017


regina di ghiaccioDopo il successo del musical Rapunzel, Lorella Cuccarini torna a teatro con il musical La Regina di Ghiaccio. Ideato e diretto da Maurizio Colombi, l’opera si ispira alla fiaba persiana da cui nacque la Turandot di Giacomo Puccini.
La bella Lorella Cuccarini interpreta il ruolo di una crudele e malefica regina, vittima di un incantesimo, nel cui regno gli uomini sono costretti ad indossare una maschera per non incrociare il suo sguardo. Solo colui che sarà in grado di risolvere tre enigmi potrà averla in sposa. Riuscirà il Principe Calaf, interpretato da Pietro Pignatelli, a sciogliere il cuore di ghiaccio della regina con il calore e il fuoco del suo amore?
L’Opera lirica Turandot, incompiuta per la prematura scomparsa di Puccini, ebbe nelle varie edizioni dei finali distinti. Il moderno adattamento in musical di Maurizio Colombi, geniale regista che si conferma una delle menti più creative del genere musical – suoi sono Rapunzel e Peter pan – dà una nuova chiave di lettura fantastica, più vicina alla sensibilità dei bambini.
Nella rappresentazione in due atti in scena al Teatro Brancaccio di Roma toviamo infatti l’inserimento di personaggi inediti: le tre streghe Tormenta, Gelida e Nebbia che, fautrici di un incantesimo che rende Turandot insensibile all’amore, si pongono in contrasto con i buoni consiglieri dell’imperatore Ping, Pong e Pang; un albero parlante, la Dea della Luna Changé, il Dio del Sole Yao.
La musica originale, composta da 18 emozionanti brani musicali, arrangiata e diretta da Davide Magnabosco, mantiene dei riferimenti melodici ad alcune tra le più famose arie di Puccini, come il celeberrimo Nessun dorma, rivisitato in chiave pop e di altri “grandi” dell’opera lirica.
Il cast artistico è composto da da venti straordinari performer fra attori, cantanti, ballerini, acrobati che si alternano molto velocemente sul palco, tra balli di gruppo, assoli, canti a più voci, recitato. I costumi si ispirano all’ambientazione in Oriente della fiaba e sono un riuscito melange tra classico e moderno: non solo fanno risaltare la bellezza glaciale della regina Turandot, ma soprattutto, con dei toni dark-rock, rendono la cattiveria delle tre ancelle-concubine-cubiste.
Numerosi gli effetti speciali, dalla neve alla nebbia, che coinvolgono anche gli spettatori nelle prime file. E ad un certo punto l’elegante abito della fredda regina si trasforma in un vulcano di passione. Veloci cambi scenografici sono anche consentiti dalle moderne tecnologie stroboscopiche utilizzate e non mancheranno i colpi di scena, che porteranno fino all’abbattimento della quarta parete ed al coinvolgimento di tutti gli spettatori.
Un musical ben riuscito, consigliato ad adulti che vogliano immergersi in un paio di ore di musica ma anche e soprattutto ai loro bambini, la cui fantasia sarà senza dubbio stimolata, come quando irrompe sulla scena un mastodontico albero parlante. Repliche al Teatro Brancaccio di Roma fino al 26 marzo.

Al. Sia.

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