giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

#DecideRoma, Associazioni contro gli sgomberi
Pubblicato il 10-03-2017


decideromaOggi pomeriggio le realtà socioculturali a rischio sgombero trainate dalla rete Decide Roma si sono ritrovate tutte insieme al Campidoglio per protestare contro gli sgomberi emanati dal Comune. Gli ‘sfratti’ ordinati dalla famigerata delibera 140 della Giunta Marino e dalla pressione indebita della Corte dei Conti, con incredibile ritardo la Giunta Raggi è riuscita a rispondere con un atto che in sostanza ripropone la stessa 140, ordinando di proseguire gli sgomberi, partendo sì dalle realtà commerciali, ma proseguendo prima o poi con le realtà sociali e associative. Il terzo settore chiede una rivoluzione culturale, mettendo in primo piano il “valore sociale”, ieri infatti è arrivata una proposta di delibera per la Sindaca in cui si chiede entro quattro mesi di definire con un’apposita commissione prima di dare mandato ai vigili urbani e agli ufficiali giudiziari di allontanare altre associazioni dai locali di proprietà del Campidoglio.
“Sono 113 – si legge in una nota della Cgil di Roma e del Lazio e del Sunia Cgil di Roma e del Lazio – le realtà sociali di Roma a un passo dalla chiusura per effetto della delibera 140 della giunta Marino, riconfermata dalla giunta Cinquestelle con la delibera del 22 febbraio. L’attività di recupero crediti, iniziata dai magistrati della Corte dei Conti subito dopo il caso affittopoli, rischia di essere controproducente, a discapito di luoghi di produzione di cultura che si sono contraddistinti negli anni per la loro utilità sociale, in particolare nelle periferie”.
A rischio infatti sono realtà storiche come il teatro dell’Orologio (con alle spalle 36 anni di attività), chiuso dai vigili del fuoco per la mancanza di un’uscita di sicurezza; sigilli al Rialto Sant’Ambrogio, la sede del movimento sull’acqua pubblica; Il Celio Azzurro, asilo nato grazie a un gruppo di volontari nel 1990 a cui sono stati chiesti cinquemila euro al mese e 250mila euro di debiti pregressi; La scuola popolare di musica di Testaccio, nata nel 1976 a cui si chiede un milione di euro di affitto arretrato; A rischio anche l’Accademia filarmonica romana a via Flaminia. Infine molti centri sociali storici noti da sempre nella Capitale per il loro apporto culturale e d’inclusione come la Torre, Casetta Rossa, e le sedi di Sant’Egidio a via Anicia e a Ostia, e il circolo Gianni Bosio, e il centro curdo Ararat.
Il numero di fascicoli aperti dal vice procuratore regionale Guido Patti è però in continuo aggiornamento, così come gli avvisi di sfratto che i funzionari capitolini, a loro volta terrorizzati da una possibile accusa di danno erariale, continuano a diramare. Nel calderone è finito di tutto: l’insegnamento gratuito dell’italiano agli immigrati e ai richiedenti asilo, l’assistenza ai senza fissa dimora, ludoteche per bambini disagiati.

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