mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Partito, diritti civili, Europa. I temi del Congresso
Pubblicato il 18-03-2017


evidenzaLa sintesi di alcuni interventi alla prima giornata del Congresso.

Angelo Bonelli
La grande questione è che oggi non esistono più i partiti tradizionali. E i loro elettori hanno fatto scelte diverse. C’è stata una profonda lacerazione nel Paese che ha portato molti elettori a votare i cinque stelle. Questa è la grande questione che dobbiamo affrontare e soprattutto come riappassionare i cittadini alla politica. Nencini parlava dell’Ulivo. Ma ci ricordiamo gli 11 partiti al governare. Ma ci ricordiamo anche quando Veltroni disse che Prodi era arrivato al capolinea. Ora invece siamo passati alla stagione di un uomo solo al comando. l Pd si è affidato a un uomo solo al comando che voleva rappresentare tutto. E’ presunzione da parte del Pd pensare di inglobare, ad esempio, la cultura socialista e quella dei verdi.

Ma nel frattempo gli elettori se ne sono andati. Pensare di avare la presunzione di inglobare tutti è, appunto, una presunzione. Mentre ora c’è l’urgenza per un progetto nuovo.

Benedetto Della Vedova
La questione sul fine vita, grazie a Cappato con l’esempio di Pannella, è di aver fatto emergere lo scandalo di un ddl sul fine vita. Il tempo che abbiamo va usato per contribuire con questa legislatura alle libertà civili si questo Paese.

Sulla legge elettorale si deve partire dal Mattarellum perché si fonda sui collegi. Il rischio con le preferenze con il combinato disposto creerebbe un disequilibrio delle maggioranze nel governo. Questa maggioranza potrebbe creare solo come primo obiettivo un referendum per uscire dall’Europa.

Le elezioni olandesi ci hanno insegnato che una campagna elettorale fatta in modo diretto può farci avanzare, l’esempio è stato dato dai verdi olandesi che si sono battuti per l’Europa e hanno vinto. L’identità profonda del diritto e del sociale europea è quella che ci contraddistingue, un’identità socialista e libertaria. Bisogna difenderla e possiamo farlo solo con l’unione europea. Non esiste solo l’identità dei nazionalismi e dei populismi.

Leonardo Scimmi
Turati aveva visto molto avanti sostenendo la creazione degli stati Unti del mondo Siamo invece ancora alle prese con l’unire l’Europa, Pensare oggi di navigare nel mondo a vista con la divisione degli stati nazione è utopia. Ma problema è quale Europa. È mancata la creazione di una Europa della cultura. Manca l’indentità europea e il popolo europeo. Manca un messaggio da parte della Commissione perché è impensabile che l’Europa si faccia da sola. E su questo hanno gioco facile gli antieuropeisti mentre l’obiettivo finale è quello di una Europa democratica.

Giovanni Negri
Siamo qui per capire cosa sia la sinistra che vorrei. Il nostro impegno vale solo a una condizione. Che si voglia costruire una nuova casa della politica. Una casa che contenga parti della mia storia e della vostra storia. La storia radicale e la storia socialista. Siamo pronti. Chi è stato radicale e chi è stato socialista ha un debito con la propria storia. Bisogna capire le campagne da fare per poter dare visibilità. Il vuoto politico oggi è tale che si possono raccogliere tante disponibilità. Ma vanno fatte delle verifiche e vanno fatte nell’arco di poco tempo. Provarci è un dovere. E chi ha detto che alla fine non si vada a scoprire che tornando a innaffiare, i nostri giardini non tornino a fiorire.

Federico Parea
La parola eresia ci porta alla scelta, non al dogmatismo, contro lo stato di fatto. L’eresia va contro i luoghi comuni per interpretare la realtà. Il risultato del referendum va a che fare con quello che abbiamo visto nei vari contesti europei e occidentali delle elezioni. Un voto negativo delle popolazioni, gli esclusi dal ragionamento a cui va rivolto la nostra attenzione. La società di mezzo oggi costituisce parte del problema, del blocco di conservazione, che ci fa parlare di carriere invece che di istruzione. Un modello radicalizzato che vediamo nel Pd di Veltroni, nato per conservare e inglobare tutti.
Noi siamo eretici perché rifiutiamo una realtà precostituita. Prendiamoci la libertà per essere quello che dobbiamo essere, ovvero riportare avanti tutti quelli che sono nati inidetro.

Enrico Buemi
Siamo figli dell’illuminismo da cui nasce la questione della separazione dei poteri dello Stato. Una questione non ancora risolta in tanti paesi e sicuramente non risolta nel nostro. Noi dobbiamo contribuire a farlo. Un paese che non sa tenere separati i potere è un paese che non è civile. Ma questi poteri a loro volta devono avere capacità autonoma.

Riccardo Nencini nella sua relazione ha posto il tema del finanziamento pubblico della politica. Dobbiamo riprendere con forza questo tema. Quello di oggi è un finanziamento occulto. Un vero imbroglio e noi dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Senza finanziamento pubblico non può esserci democrazia.

La questione della ineleggibilità dei magistrati deve essere risolta. Ci avviciniamo alle elezione e ancora non di vede soluzione: un magistrato non può essere candidato. Ci sono troppi dossier nella sua memoria. È una questione irrisolta su cui dobbiamo fare una battaglia di chiarezza. Così come sulla magistratura che vogliamo indipendente dalla politica ma anche libera dalla proprie consorterie interne.

Maria Pisani
La donna ha la sua dignità, non è un oggetto. Ma invece assistiamo a una quotidianità scandita da episodi tragici per quanto riguarda il mondo femminile, la Cei parla di diritti degli obiettori dimenticando quelli della donna. I medici hanno la possibilità di compromettere un diritto che il nostro partito ha conquistato con grande coraggio, quello all’aborto. (Leggi l’intervento integrale)

Una difficoltà come il diritto civile del testamento biologico che stiamo cercando di far affermare.

In questo anno da presidente del forum nazionale giovani, mi sono battuta per questa generazione, siamo l’unico Paese che non ha una legge quadro al riguardo, non esiste poi nel nostro Paese un patto tra formazione e lavoro, nonostante il fallimento degli stage. Da Fano abbiamo provato a vedere in prospettiva lo scenario di un Pse e dei progressisti, da cui abbiamo provato a declinare l’idea di socialismo che continua ad avere slancio verso i giovani, attraverso un nuovo linguaggio rivolgendosi agli esclusi.

Daniele Fichera
La nostra tradizione ha regalato a questo Paese diritti sociali, una storia di cui siamo orgogliosi, ma dobbiamo capire che siamo nel 21esimo secolo e non nel 20esimo, siamo in Europa non solo in Italia. Ci vuole un dibattito su capacità di Governo e adattamento, altrimenti non ne usciamo. Altrimenti il bipolarismo del secolo scorso finisce per riproporsi oggi tra populismo e una sinistra divisa. Le nostre battaglie vanno combattute a livello europeo, perché non esiste una sinistra che non può essere nazionalista. Non dobbiamo tornare nella palude della seconda repubblica e alla sua retorica degli ultimi vent’anni. Noi dobbiamo abbattere i muri, perché sennò il rischio è di trovare una sinistra che è un fossile.

Arturo Scotto
Quando Schulz ha presentato qualche settimana fa il proprio programma ha detto: “Il mio programma sono i 150 anni della socialdemocrazia tedesca”. Questo deve essere un tema anche per noi. Un nuovo inizio a partire da tre grandi questioni. La prima: l’eguaglianza che qui da noi non c’è più. La flat tax ne è un esempio. I voucher ne sono un altro esempio. Secondo punto: la ricostruzione dello Stato. La separazione dei poteri, la difesa della salute. Riportare la spesa della sanità alla media europa. Poi le privatizzazioni, che rischiano di mettere in discussione i diritti fondamentali dei cittadini. Ultimo punto la buona politica che viene attraverso l’autonomia e quindi il finanziamento della politica per sottrarla ai finanziamenti delle lobby. Buona politica significa la fine degli uomini soli al comando dove la leadership assorbe tutto. Il referendum trasformato in plebiscito sarebbe sì stato pericoloso. Per ricostruire il centrosinistra serve un cambiamento radicale. Un cammino che dobbiamo provare a fare tutti insieme.

Ugo Intini
Voglio introdurre tre elementi di fiducia. Primo. Non è vero che in tutta Europa la politica democratica tradizionale sta per essere travolta. In Germania, secondo i sondaggi, ha molto più dell’85%. In Francia è al 75. In Olanda ha appena avuto l’86. In Italia e in Italia soltanto l’area della democrazia e del buon senso fatica a raggiungere il 50%. Mentre Grillo, Salvini e Meloni sommati rischiano di raggiungerlo.
Chiamiamo allora le cose con il loro nome. Ci troviamo di fronte da noi non soltanto al populismo ma a un’aggressione squadrista contro il Parlamento e contro la democrazia rappresentativa. Squadrista. Perché all’inizio degli anni ‘20 c’era la piazza. Adesso, tutto è diventato virtuale. La nuova piazza è la rete elettronica. La rete, come la piazza, è certo piena di potenzialità positive. Ma da noi, come alla vigilia del fascismo, la nuova piazza è dominata dai facinorosi, che picchiano non con i manganelli, ma con gli insulti, le invettive, le menzogne, le manipolazioni. (Continua...)

Mauro Del Bue
Un congresso è sempre un’opportunità. Serve a rispondere a una sospensiva frutto di un ricorso al tribunale. I nostri ricorrenti sono divenuti socialisti “in movimento” e qualcuno sostiene che l’approdo sia il nuovo Dp. Per i socialisti si chiama “Definitivamente persi. Ma un congresso serve a riflettere su noi stessi, interrogandoci sulle scelte compiute e su quelle ancora da compiere. Serve perché ne abbiamo bisogno e tutto sommato se i martiri del 2013 a questo ci hanno portato hanno anche finito così per provocare inconsapevolmente un effetto positivo (Continua…)

Maria Rosaria Cuocolo

Ho voluto citare Orwell perché la povertà è scivolata nel pauperismo, oggi è più che mai necessario che la filosofia socialista venga applicata. Noi non possiamo più parlare di Stato, ma di Europa perché sono problemi globali. Noi vogliamo ereticamente cambiare partendo dall’andare contro tutte le chiese e ricordandoci di cominciare dalle realtà locali.

Dipende da noi il confronto con la gente.

Oreste Pastorelli
Siamo qui a questo congresso, massima espressione democratica della politica e del partito. Espressione a cui purtroppo alcuni compagni hanno rinunciato preferendo i tribunali. La direzione da seguire deve esser comune lasciarsi andare a logiche personalistiche sarebbe insensato e contrario alla storia socialista.

In Italia e in Europa avanzano spezzoni di populismo. Sono convinto che questo si contrasta solamente con la politica. Il nostro partito deve essere aperto sui territori per essere di nuovo protagonisti. E il coinvolgimento di nuovi giovani sarà d’obbligo per un partito che guarda al progresso come traguardo da raggiungere.

Oggi in Italia il lavoro rappresenta il diritto principale. Perché l’occupazione è la principale fonte di dignità per il cittadino. L’Italia però ha bisogno di radicali cambiamenti di abitudini, penso per esempio alle fonti rinnovabili e alla green economy.
Terremoto. Solo pochi giorni fa abbiamo presentato alla Camera la nostra proposta di legge per l’istituzione delle zone economica speciali nelle aree del cratere per fa ripartire le zone terremotate. Per noi c’è uno solo modo per far ripartire le zone terremotate: l’esenzione totale delle tasse per cittadini e imprese a condizione che rimangono e investano nella zona.

Siamo vivi, e dovremo essere sempre più coesi. Il Psi è l’unico partito storico ancora in attività. E questo soprattutto grazie a voi, alla vostra attività sul territorio. Nei prossimi mesi dovremo lavorare ancora di più sul 2 x mille della dichiarazione dei redditi, rimasta l’unica fonte di finanziamento – insieme al tesseramento – che ci può garantire la prosecuzione della nostra attivitò politica.
Abbiamo l’Avanti! e MondOperaio, le testate storiche dei socialisti che rappresentano un luogo unico di confronto politico. Chiedo ai giovani e agli amministratori locali di dare forze e sostegno alle nostre testate uniche voci in un panorama dell’informazione che ci dà sempre meno spazio.

Di certo compagni a noi non manca il coraggio. Ma dobbiamo andare avanti, portando in alto i valori che ci hanno sempre contraddistinto, senza rinnegarli, e allo stesso tempo aiutare il Paese per vincere la battaglie di modernità che potrebbero portarci finalmente al passo dei grandi paesi europei. Non può esserci contestata la coerenza. Tanti compagni sono andati via. Molti sono tornati. Ma ora abbiamo la grande opportunità di far crescere ancora il movimento socialista. Sta a noi decidere se continuare o disperdere questa storia.

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