mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Eutanasia, dal Psi una proposta per la depenalizzazione
Pubblicato il 07-03-2017


cappato gran fico“La legge sul testamento biologico in discussione alla Camera non ha nulla a che vedere con l’eutanasia, ma la partecipazione suscitata dalla recente vicenda di Fabo ci dicono che l’opinione pubblica e i cittadini vogliono risposte anche su questo tema. Per questo abbiamo deciso di presentare una proposta di legge che preveda la depenalizzazione per l’eutanasia e per l’aiuto al suicidio”, lo ha annunciato Pia Locatelli intervenendo ai lavori dell’intergruppo per il fine vita di cui è coordinatrice.
È tutto pronto per lunedì prossimo, 13 marzo, quando alla Camera dei Deputati inizierà la discussione sulla proposta di legge che riguarda il “fine vita”, ovvero il testamento biologico. Per questo oggi si è riunito, su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni, l’Intergruppo parlamentare che ha elaborato la Pdl sul testamento biologico.
La proposta di legge sulla legalizzazione del testamento biologico e dell’eutanasia giace alla Camera, nonostante il clamore suscitato dai media dopo il caso di Dj Fabo.
Presenti Marco Cappato, Tesoriere Associazione Luca Coscioni; Mina Welby, Co Presidente Associazione Luca Coscioni; Filomena Gallo; Pia Locatelli; Maria Amato; Gabriella Giammanco; Stella Bianchi; Silvia Giordano; Gea Schirò; Matteo Mantero; Alessandro Zan; Marco Perduca.
Nonostante le numerose iniziative e la mobilitazione dell’opinione pubblica, la legge si e trovata più volte di fronte a un muro, per questo Marco Cappato ha invitato a “evitare che la paura del compromesso, porti a rimandare la discussione”. Inoltre la colpa non può essere nemmeno più addebitata come una volta alla Chiesa o alla destra del Paese, così come ha fatto notare Gabriella Giammanco, Forza Italia: “Ora che persino la Chiesa ha aperto le sue porte a Dj Fabo, dimostrando sensibilità nei confronti della sua drammatica vicenda, il Parlamento deve uscire da anni di immobilismo e dare il via libera al provvedimento sul testamento biologico” e aggiunge: “Non possiamo più permetterci di rimanere indifferenti davanti a quei cittadini che, al termine della loro malattia o affetti da patologie incurabili e profondamente debilitanti, vogliono affermare la propria libertà di scegliere di porre fine alla loro sofferenza. Ritengo che sia doveroso tutelare la dignità del malato e il suo diritto all’autodeterminazione e, in ogni caso, di fronte al provvedimento in questione, che investe profondamente la coscienza di ognuno di noi, rivendico la libertà di coscienza che dovrebbe essere riconosciuta a ciascun parlamentare dal gruppo politico di appartenenza” conclude Giammanco.
Come ha fatto notare poi anche Alessandro Zan, e anche altri deputati, questa proposta non sarà la migliore, ma “è un passo avanti, si tratta come nelle unioni civili di una mediazione”.
In quei casi per anni è stata la magistratura a decidere al posto della politica, ma ci sono diversi ostacoli evidenziati in primis da Cappato e messi in rilievo anche da Pia Locatelli: “Potrebbero crearsi equivoci per quanto riguarda la confusione tra testamento biologico ed eutanasia che sono due cose diverse e c’è il rischio che qualcuno lo strumentalizzi”. Non ultimo il rischio che la legge non arrivi al traguardo a causa del ping pong tra Camera e Senato, di ulteriori emendamenti e della legislatura agli sgoccioli.

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