mercoledì, 26 aprile 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Festival delle generazioni in Tour: le frontiere sono uno stato d’animo
Pubblicato il 29-03-2017


Martedì 28 marzo si è chiusa la prima tappa del tour del Festival delle Generazioni. Due giorni di incontri su giovani, integrazione e web. Tra gli oltre 30 ospiti, l’esperta di web Rachele Zinzocchi, il rapper Omarito Sal, gli scrittori Igiaba Sciego e Cleophas Adrien Dioma, il musicista Badara Seck e il regista Pupi Avati. Prossimo appuntamento il 23 giugno a Salerno

Festival delle Generazioni in tour_Roma 05_ridDopo due giorni che hanno portato giovani e anziani a confrontarsi sui temi delle frontiere, dell’integrazione e dell’educazione digitale, il Festival delle Generazioni in tour, la manifestazione itinerante promossa lungo il 2017 dalla Fnp (Federazione nazionale dei pensionati) della Cisl, saluta Roma e inizia il suo cammino verso Salerno. La prima tappa romana ha visto gremite le aule dell’Università La Sapienza, dell’Istituto magistrale Giordano Bruno, dell’Istituto della Enciclopedia italiana Treccani e della sede della Fnp, che hanno ospitato sociologi, economisti, esperti di web e social network, giornalisti, scrittori, blogger, uomini e donne dello spettacolo.

“Grazie ai partner che ci hanno aperto le loro porte – dice Francesca Zaffino, direttrice artistica del Festival rivolgendosi al Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (Coris) della Sapienza e all’Istituto Treccani. “E grazie anche al Festival della Crescita con il quale condividiamo un progetto culturale di ampio respiro che vogliamo portare avanti nel tempo – continua Zaffino –. In questi due giorni, pieni anche di tanti appuntamenti con al centro l’Africa, abbiamo dimostrato che le frontiere vanno abbattute, sono solo stati d’animo che ci separano dalla conoscenza dell’altro”.

“Il nostro Festival – aggiunge Gigi Bonfanti, segretario generale della Fnp Cisl – ha dimostrato ancora una volta la sua importanza in un momento in cui è forte la paura del diverso, di ciò che sta al di là del confine, così come risulta preponderante la voglia in alcuni di ampliare la divaricazione tra giovani e anziani. La presenza ai nostri incontri di entrambe le generazioni, invece, ci ha dimostrato quanto sia vivo e presente il dialogo tra queste due realtà e quanto appaia forte la necessità di trasmettere valori, perché è solo così che si può favorire il rapporto intergenerazionale”.

Sono stati più di 30 gli ospiti della due giorni di eventi gratuiti per fare incontrare generazioni e culture diverse. Serata finale, martedì 28 marzo, con Pupi Avati, che ha parlato di culture, religioni e rapporti genitori-figli insieme all’attore Valentino Agunu, 24enne nato a Roma da genitori di origini nigeriane (ma che ancora non è riuscito a ottenere la cittadinanza italiana), e l’attrice protagonista Marta Iagatti con cui ha girato il film prodotto da Rai Fiction “Le nozze di Laura”. “Le persone vulnerabili – ha detto il regista – sono migliori, perché percepiscono davvero il prossimo. Le persone vulnerabili sanno cos’è l’altro”. Prima ancora aveva emozionato l’incontro di lunedì 27 tra gli studenti liceali e Omarito Sal, rapper di origine senegalese che nei suoi pezzi canta storie di integrazione e che ha dedicato l’ultimo brano a “Due donne”, la madre naturale e quella presso cui è stato in affidamento: “La prima è nera come il manto perlato di una pantera, l’altra è bionda e chiara, bella come il mare”.

Con l’esperta di web Rachele Zincocchi si sono affrontati gli argomenti del cyberbullismo e dell’educazione al digitale: “Dobbiamo rendere Internet buono, nel senso di farne un uso corretto, del bene per il bene, un digitale che ci aiuti a risolvere la vita”. Le ha fatto eco il massmediologo Mario Morcellini, professore della Sapienza e da poco diventato commissario dell’AgCom: “Non basta pigiare dei tasti su un dispositivo. Oggi non si conosce più il fascino dell’attesa in una relazione. Ripartiamo dai fatti, dalle azioni. L’altro è quello che ci sta accanto: se lo consideriamo la meta della nostra vita, ci sarà difficile diventare razzista”.

Molto sentita la testimonianza della scrittrice Igiaba Scego, che lotta da mesi per una nuova legge sulla cittadinanza, che ha ricordato la sua infanzia in Somalia, la fuga dalla guerra civile (“Ero la figlia del ministro degli Esteri: mio padre in un giorno ha perso tutto”) e l’inizio in Italia, fino alla molla che l’ha portata a scrivere e a battersi contro ogni discriminazione: “Un giorno ero su un autobus, il controllore mi ha chiesto il biglietto e io ho iniziato a cercarlo nella borsa. Lui non ha creduto che lo avessi e mi ha detto che ero una clandestina che voleva rubare. Non sono riuscita a rispondere nulla. Sono tornata a casa e ho iniziato a scrivere. La discriminazione mi ha portato all’azione. Col tempo ho capito che tutti siamo frutto di due mondi che si incontrano e si scontrano: è importante costruire qualcosa e avere il diritto di contare”.

Tra gli altri ospiti del Festival delle Generazioni in tour a Roma, l’economista Giulio Sapelli, il sociologo Francesco Morace, il giornalista e scrittore Cleophas Adrien Dioma (che 20 anni fa è fuggito dal Burkina Faso e da 15 anni a Parma organizza il festival Ottobre africano) e il musicista senegalese Badara Seck (che in carriera ha suonato anche con Michel Petrucciani, Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Paolo Fresu). Con Luisa Porrino, regista del docufilm “Porto il velo, adoro i Queen”, si è commentata la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha stabilito che le aziende private possono vietare ai dipendenti di indossare indumenti che siano “segni religiosi”, come il velo islamico: “Viviamo in una società plurale: è inutile e dannoso cancellare le differenze”. Alla Sapienza è arrivato anche Luca Abete, inviato di “Striscia la notizia”, che dal 2014 gira l’Italia come motivatore con il tour “#NonCiFermaNessuno”: “Non esistono lavori umili – ha spronato gli studenti –, ma deve esserci l’umiltà di fare qualsiasi lavoro, anche il più importante”. La sua ricetta per cambiare il Paese e vivere meglio? “Basta fare le cose per bene e con amore”.

“Abbiamo vissuto una bellissima esperienza, in due giorni in una sola città abbiamo incontrato tante frontiere e tanti confini, ma li abbiamo oltrepassati insieme incontrando chi c’era dall’altra parte”, conclude Francesca Zaffino.

La prossima tappa del Festival delle Generazioni in tour sarà a Salerno il 23 giugno. A ottobre, sarà la volta di Macerata e Milano.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento