martedì, 25 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

“Frida, la verità elaborata”, la sua vita in scena al Teatro Petrolini
Pubblicato il 14-03-2017


frida petrolini“Frida Kahlo scriveva con il pennello e dipingeva con la penna” a questa riflessione è giunto l’autore e regista Renato Capitani dopo uno studio approfondito sulla straordinaria pittrice messicana attraverso le pagine del suo diario, le lettere, le poesie e le recensioni dei critici d’arte ai suoi dipinti: “La spiritualità ed insieme l’autenticità, a volte semplice ma sempre elaborata da una geniale mediazione tra realtà e poesia, tra sofferenza, sogno ed incubo mi hanno suggerito il titolo “Frida, la verità elaborata”, perché nell’elaborazione delle sue ispirazioni sta la sua grandezza, anche come scrittrice.”

Frida Kahlo nacque nel 1907 a Coyoacán, una delegazione di Città del Messico. Un evento terribile, il 17 settembre 1925 all’età di 18 anni, cambiò drasticamente il suo destino: Frida salì su un autobus per tornare a casa e rimase vittima di un grave incidente, in seguito al quale nel corso della vita dovette subire 32 operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale, fu costretta ad anni di riposo col busto ingessato. Tale immobilità forzata la spinse a dipingere e quando riuscì di nuovo a camminare decise di sottoporre i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore dell’epoca, per avere un suo riscontro. Rivera rimase colpito dal suo stile, tanto da inserirla nella scena politica e culturale messicana. Frida Kahlo divenne un’attivista del Partito Comunista Messicano a cui si iscrisse nel 1928, e l’anno successivo sposò Rivera pur sapendo dei continui tradimenti a cui sarebbe andata incontro. Morì a 47 anni ed il suo dispiacere maggiore fu quello di non aver avuto figli.

Con “Frida, la verità elaborata” Renato Capitani compone un mosaico di tasselli colorati che scompone e ricompone in un trittico formato da più immagini, somiglianti ma diverse. Tre personalità per ritrarne una più grande, che le racchiude ma che non può essere riassunta da una di esse. Frida, interpretata da Elisa Josefina Fattori, ripercorrerà la propria vita, le speranze, la lotta quotidiana contro il dolore e la Morte, divenendo ponte fra la Frida dell’età giovanile e la Frida della maturità, sintesi e somma fra ingenuità e sofferenza.

“I grandi artisti sono grandi innanzitutto per i messaggi che comunicano attraverso la loro Arte. L’Arte è comunicazione e la comunicazione quando è potente proviene sempre da una personalità magnetica. Frida è stata precorritrice dei tempi tanto da sembrarci contemporanea. Se pensiamo alla sua vita, ci rendiamo conto che da disabile – quale è diventata dopo l’incidente – non ha rinunciato a vivere: si è affermata come pittrice, ha creduto nella storia d’amore con Diego Rivera ed ha cercato disperatamente di diventare madre, mentre a diciotto anni i medici le prospettavano un’esistenza da paralizzata. Quanti, al suo posto, si sarebbero arresi? Ma il fascino di Frida sta anche nella sua umanità, nel suo essere innanzitutto donna e nell’aver affrontato le sfide che ogni donna – almeno una volta nella vita – si trova a dover superare: l’amore travagliato, la gelosia, i tradimenti, il desiderio di maternità e di successo professionale” così Elisa Josefina Fattori racconta il personaggio che interpreterà al Teatro Petrolini il prossimo 29 marzo.

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