venerdì, 21 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

NESSUNA LEZIONE
Pubblicato il 08-03-2017


Gentiloni_senato_comunicazioni“L’attività di governo” è concentrata su una serie di misure, “dall’immigrazione alla P.a., dal processo penale alla sicurezza urbana, dalla legge sulla povertà al ddl sulla concorrenza: sfido chiunque ad indicare un altro governo e un altro Parlamento in Europa impegnati su un complesso di riforme come quello su cui siamo impegnati in Italia. Non siamo i primi della classe, ma non accettiamo lezioni e lavoriamo nell’interesse comune”. Il premier Paolo Gentiloni nelle comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio europeo difende il lavoro del suo governo e bacchetta la Ue. “L’Italia rispetta le regole dell’Unione europea – aggiunge -, ma vuole contribuire a modificare alcune politiche, per far sì che l’unione abbia un ruolo di accompagnamento e non di depressione della crescita economia. Sappiamo che da noi la crescita è ancora lenta, anche se la distanza dalla media europea nel 2016 è stata la più bassa degli ultimi 5 anni. Tra un mese, con il Def, indicheremo le proposte al parlamento per ridurre questo gap, ma a Bruxelles deve essere molto chiaro che le riforme non hanno minimamente rallentato il loro corso: sfido a trovare un altro Paese impegnato in un pacchetto di riforme così ampio”.

“Con il sostegno del Parlamento – aggiunge – il Governo potrà svolgere al tavolo europeo un ruolo all’altezza dell’Italia”. “Noi siamo favorevoli a considerare il percorso di integrazione con livelli differenziati: c’è il riconoscimento di uno stato di fatto, ovvero che lo slogan che da sempre campeggia sull’edificio dell’Ue – l’Europa deve muoversi verso un’integrazione sempre maggiore – è una prospettiva molto difficile da realizzarsi in un’Europa a 28. Non è un progetto contro qualcuno ma è una realtà di fatto”.

Sulle riforme aggiunge: “Sia chiaro da subito a Bruxelles che in Italia le riforme non solo non si sono fermate ma non hanno minimamente rallentato il loro corso”.

“La mia generazione – continua  il premier – ha molto chiaro il privilegio del lunghissimo periodo di pace, senza guerre, in Europa. Il secondo risultato è che l’Ue è stato straordinario motore di libertà che ha consentito di uscire dalle dittature fasciste, come in Spagna, Grecia e Portogallo, e da quelle comuniste nei paesi dell’est”. “Bisogna raccontare anche i successi dell’Europa negli ultimi 60 anni, dal mercato unico che la proietta come superpotenza commerciale, all’Europa della cultura, paladina di democrazia e libertà. Tutto questo è minacciato e bisogna cercare di ancorare la dichiarazione di Roma, del prossimo fine marzo al futuro dell’Ue, indicando una strada con tre direttrici: il terreno della sicurezza e della difesa, la protezione sociale e la libera circolazione delle persone con una politica migratoria comune”.

Poi il premier aggiunge un no alle rigidità europea con le “virgole” sui bilanci e no alla “rigidità distratta” sui temi dell’immigrazione il cui approfondimento non rappresenta una “pretesa” dell’Italia ma una decisione comune presa dall’Unione”. Temi che saranno al centro della prossima dichiarazione di Roma del 25 marzo, a cominciare dalle politiche sociali, della sicurezza e dell’immigrazione. L’obiettivo afferma Gentiloni “è sostituire immigrazione clandestina irregolare con flussi e canali più accettabili e mi aspetto un passo in più, in termini di risorse, per aiutare l’Italia” nella gestione dei migranti provenienti dalla Libia.

La componente socialista voterà a favore della mozione di maggioranza. Lo afferma in aula Pia Locatelli, presidente del gruppo del Psi che è intervenuta sia nel dibattito generale che nella dichiarazione di voto. “Condividiamo pienamente ogni sforzo teso a far progredire il processo di integrazione europea a tutti i livelli, anche diversificata, anche con l’adozione di politiche di bilancio sostenibili e orientate alla crescita, con l’armonizzazione fiscale, la razionalizzazione del sistema bancario, una politica estera e un sistema di difesa comuni. Siamo inoltre profondamente convinti, e non da ieri, che l’Europa abbia bisogno di una forte connotazione sociale, che guardi insomma prima di tutto alla crescita e agli investimenti per poter finalmente uscire dalla crisi e dare risposte concrete alle difficoltà dei suoi cittadini e delle sue cittadine”.

Intanto dal Consiglio d’Europa arriva una bacchettata al nostro Paese e lo invita a “migliorare la capacità di accoglienza del proprio sistema di asilo e le politiche di integrazione, prevenire la tratta di esseri umani e combattere la corruzione nel campo dei servizi collegati all’immigrazione”.

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