lunedì, 24 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Giovani e Ue. Wasted Youth: generazione (senza) tutto
Pubblicato il 23-03-2017


Nell’ambito delle iniziative ufficiali per le celebrazioni del 60° anniversario dalla sottoscrizione dei Trattati di Roma, il Forum Nazionale Giovani ha organizzato per oggi l’evento “Wasted Youth” presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio. Durante l’iniziativa verrà presentato il saggio dal titolo “Wasted Youth: generazione (senza) tutto” un’indagine condotta insieme ai Consigli Nazionali della Gioventù d’Europa sulla visione politica ed economica della UE a sessant’anni dalla storica firma, e la proiezione dell’omonimo medio-metraggio che raccoglie le interviste dei giovani europei.
Presenziano l’evento l’On. Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le Politiche e gli Affari Europei e Maria Cristina Pisani, Portavoce del Forum Nazionale dei Giovani.

Europa‘Wasted Youth – Generazione senza tutto’ è un saggio, un racconto, un’indagine realizzata a 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma da Maria Cristina Pisani, Portavoce del Forum Nazionale dei Giovani. Il saggio intende analizzare alcuni aspetti della condizione dei giovani europei: dalla precarietà di un’Europa in crisi al desiderio di realizzazione delle nuove generazioni. Nascere e acquisire di diritto la cittadinanza europea basta per sentirsi parte dell’UE? Le generazioni dei ventenni e dei trentenni che vivono in Europa sono vittime, come comunemente si pensa, della mancanza di diritti o dell’evidente deficit di opportunità?
Fino a poco tempo fa le politiche giovanili inseguivano un modello ben preciso, quello della partecipazione apparente. Si prendeva parte a società e sistemi di cui si dava per scontato che esistessero e fossero ben identificabili. Nello stesso tempo le élite, i gruppi sempre più ristretti di coloro che partecipavano davvero ai processi decisionali erano, come sosteneva Bauman, extraterritoriali. Wasted Youth, anche attraverso i contributi dei Consigli della Gioventù d’Europa, vuole offrire spunti di riflessione per individuare opportunità che diano ai talenti la possibilità di rischiare e di innovare; individua le difficoltà di un tempo difficile dominato da disillusione e individualismo e lo contrappone però alla sua altra faccia, alla consapevolezza che questa sia un’epoca in cui si cercano forme nuove di aggregazione, socialità, partecipazione. Curiosità verso il mondo e scetticismo verso le forme organizzate di cui la società si è dotata, si confrontano e si scontrano.
‘Generazione (senza) tutto’ sottolinea la necessità per i giovani di giocare la partita, nonostante qualcuno voglia ancora relegarli in panchina o peggio ancora sugli spalti, in attesa che arrivi il loro momento e lancia una riflessione: non si rimane giovani per sempre e il rischio e quello di entrare in campo a tempo scaduto. La finalità del saggio è quella di alimentare nei giovani il coraggio e l’ostinazione per agire e sognare insieme in un’Europa che li renda reali protagonisti del futuro.
Con la forte consapevolezza che il futuro dei giovani rappresenti il futuro stesso dell’Europa e di tutta la società civile.

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