lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

I costi insopportabili della democrazia
Pubblicato il 20-03-2017


Politica e diplomazia sono l’arte raffinata della mediazione, persino imposta quando si tratta di prendere con la forza il Governo di un Paese indisciplinato. In quel caso si spende ciò che occorre per riportare l’ordine. E Il populismo, allora? Proviamo a fare un ragionamento.
Dunque, il populismo. Ci riferiamo a quel populismo che viene in soccorso della stessa democrazia quando non riesce più a sopportare i costi della libertà: come fossero d’accordo! E lo sono perché la crisi sociale che nel mondo ha dato vita alla più grossa speculazione finanziaria di tutti i tempi, che ha riservato le più barbare collusioni tra Stati sovrani e finanza ha messo in povertà i ceti medi. É cosi che le difficoltà economiche del mondo hanno iniziato a colpire dapprima la classe operaia e successivamente le piccole imprese, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti, ecc. Ora le difficoltà economiche stanno erodendo le risorse degli stessi Stati sovrani i quali non riescono più a sopportate i costi della democrazia. Da qui il populismo che gli viene in soccorso nella speranza di scatenare una rivoluzione: tutto secondo i rituali più antichi! Anche se brutale sono in molti coloro che ritengono sia l’unico mezzo per riacchiappare (forse un domani) quel passato recente che ci aveva visto prosperare dopo la seconda guerra mondiale. Ci vuole almeno una generazione perché si possa sperare in una nuova epoca di libertà e benessere allargato alle classi meno abbiette, ma in mezzo a questo guaio dove ci siamo cacciati non può altro che deflagrare una guerra che distruggerà ogni cosa per ricostruirla. È questo che hanno intuito gli affaristi della finanza spregiudicata i quali hanno già iniziato a strizzare l’occhio, o meglio finanziare, la rivolta scatenata contro una democrazia morente i cui costi quei finanzieri non sono più disposti a sostenere. Infatti i rivoltosi, esaltati da questa prospettiva, già inviano segnali inconfondibili di entusiasmo. Anche se ancora il popolo non si mostra fino in fondo, il suo cuore ha ormai saltato l’ostacolo e assunto sembianze rivoluzionarie. Per entrare dentro il ragionamento ci chiediamo: ma che importanza ha se la signora Le Pen in Francia vincerà o meno le elezioni? Se anche non vincesse a questo giro, comunque accadrà nel prossimo, magari in maniera ancora più traumatica. Pensate davvero che in Austria sia tutto risolto dopo la sconfitta di Norbert Hofer a vantaggio di Van der Bellen? E Donal Trump in America è un pazzo esaltato oppure sono gli intellettuali radical chic a definirlo tale? Se non sbaglio, il muro con il Messico lo aveva iniziato Bill Clinton, mentre lo slogan di restituire l’America agli americani lo ha comunicato sin dal primo giorno della sua competizione già della primarie…dov’è la novità? La novità è nello sconcerto di quella finanza padrona di ogni cosa che assolutamente vuole capire dove sta andando la società di ultima generazione, per portare a compimento i suoi “sporchi” (quelli sì!) progetti, perché ciò che li spaventa sono i politici che non hanno passato, e quindi imprevedibili. Guardiamo al movimento cinque Stelle, e più precisamente al Sindaco Virginia Raggi la quale ha solo rispettato le delibere per gli aumenti di ruolo e di stipendio a Romeo e al fratello di Marra che aveva deliberato precedentemente il suo predecessore Ignazio Marino. Nessuno dà risalto a questa notizia in quanto oggi fanno più clamore le stravaganti polizze che vedono beneficiaria la Sindaca Raggi piuttosto che il puntiglioso Marino. L’esempio è per ribadire che non sai mai se questa armata Brancaleone senza storia, mena fendenti a destra e a manca in quale campo andrà a tagliare il grano con il suo spadone da crociato. Questo fa impazzire i poteri ortodossi che, da esperti domatori, sono abituati a disporre a piacimento di una savana nota, dove si muovono con disinvoltura con gli animali di cui conoscono le abitudini. Mentre del popolo che vota i pentastellati non sanno nulla, perché incazzato, imprevedibile e, soprattutto, non ha niente da perdere e (apparentemente) sembrano incorruttibili. In ultimo la domanda delle cento di pistole: come andrà a finire alle prossime elezioni che vedono protagonisti molti Paesi dell’Unione europea? I book maker accettano scommesse, siete disposti a giocare?

Angelo Santoro

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