martedì, 23 maggio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

I “vampiri” sono tra noi, Quella riforma impossibile, Globalizzazione continua, Editor senza ira
Pubblicato il 24-03-2017


Mario Giordano non è sereno e non vuole esserlo: si arrabbia facilmente con chi contesta le cose che scrive nei suoi libri. E fa bene. La sua ultima denuncia,che si chiama “Vampiri” (Mondadori) ,ha sollevato un vespaio in tutti i media (giornali,programmi tv,web ),ma al di là delle polemiche e delle “giustificazioni “ degli interessati, i fatti rimangono scandalosi e fanno amaramente riflettere su uno Stato che non riesce a stabilire un minimo di giustizia previdenziale,affrontando con coraggio i profondi divari,in nome dei “diritti acquisiti” e di leggi palesemente ingiuste. Ripetiamo ora denunce note, per tenere sempre presente la lista degli scandali. E così l’autore ricorda che c’è chi prende ogni mese quasi 8 mila euro a 44 anni e chi li riceve senza essersi mai seduto su uno scranno parlamentare; c’è un ferroviere nababbo che incassa 13 mila euro al mese e il dipendente comunale che rivuole la pensione da 49 mila euro . E c’è ancora oggi chi va in pensione a 55 anni con assegni a molti zeri. Ma c’è anche (l’autore cita il caso di una parrucchiera di Pisa di 27 anni) chi andrà in pensione nel 2064,con 58 anni di lavoro,con meno di 1000 euro netti al mese. A questa giovane parrucchiera l’autore dedica “Vampiri”. Un libro questo ,che non è solo l’ennesima denuncia sulle pensioni d’oro (vi sono state già troppe inchieste dei media finite ,purtroppo ,nel dimenticatoio),che fa venire il “mal di fegato” a molta gente,ma cercare anche di fare qualche proposta per cambiare le cose. Non serve elencare troppe cose, ne basta ,per il momento,una: aboliamo completamente i vitalizi. Sarebbe questo un primo importante passo per una vera giustizia previdenziale. Ma non solo i vitalizi futuri,anche quelli attuali. Una vera rivoluzione. Ma la classe politica troverà il coraggio per farla ? Ne dubito e penso che Mario Giordano- autore di Sanguisughe e Vampiri – dovrà scrivere un terzo libro sulle pensioni d’oro,magari dal titolo Ed ora basta, imbroglioni. Ma forse non basterà neppure questo .

Non scopriamo nulla quando affermiamo che i mali italiani sono tanti, a cominciare dalla burocrazia. Anche questo capitolo non è nuovo, a giudicare dalla vasta letteratura esistente dal dopoguerra ad oggi .Una rivisitazione dell’annoso problema viene dal saggio “I signori del tempo” (Longanesi) del giornalista Giorgio Barbieri e dell’economista Francesco Giavazzi (insegna alla Bocconi di Milano).Nel libro si riepilogano tutti i nodi della difficile riforma della Pa ( ci hanno provato molti ministri,fra gli ultimi ,Brunetta e la Madia).Le proposte fatte dai due autori azzerano le riforme prospettate fin’ora dai politici , aprendo alle liberalizzazioni dei mercati,alla concorrenza perché –sostengono – “meno regole vuol dire meno burocrati e meno burocrati vuol dire meno corruzione “. Sembra una ricetta ,come l’uovo di Colombo, ma se avessero ragione Giavazzi e Barbieri ? Sentiamo prima il magistrato Cantore ,dell’Authority anticorruzione: chissà come la pensa ?

Allarghiamo adesso lo sguardo alla globalizzazione, un tema tornato alla ribalta con la dichiarata politica protezionista del presidente Trump.Ora il XXI Rapporto sull’economia globale e l’Italia (pubblicato dalla Guerini e Associati ,col titolo “Globalizzazione addio ? “ , a cura di Mario Deaglio) mette in luce le conseguenze economiche e politiche delle crescenti discontinuità (Brexit,immigrazione selvaggia,terrorismo,crisi economica). E’ difficile riassumere le forti preoccupazioni per il nostro paese espresse da un gruppo di studiosi (Deaglio, Andornino, Arfaras,

Guggiola,Migliavacca,Quaglia,Russo,Vernoni ), ma ,nelle conclusioni del Rapporto, si afferma chiaramente che “i lumicini di ripresa” dell’economia italiana non riescono ancora “ a fornire sufficiente luce e calore”. Non c’è dunque di che rallegrarsi.

Lasciamo l’economia per occuparci del “libretto”di un grande scrittore italiano,Giorgio Manganelli (“Estrosità rigorose di un consulente editoriale”, a cura di Salvatore Silvano Nigro, Adelphi) .Lo abbiamo definito “libretto” solo per il formato,ma in realtà si tratta di un libro di oltre 300 pagine,denso di opinioni,annotazioni curiose,inconsuete,ironiche,umoristiche sui libri “inventati”,curati dall’editor Manganelli per una collana di scrittori italiani dell’editore Einaudi .Sono raccolte in questo libro lettere,annotazioni ,giudizi espressi sugli autori ,sulle traduzioni e sui pareri di lettura: ne emerge quindi il panorama di un “creatore di libri” coltissimo,divertente,ma anche disciplinato e rigoroso,anche quando giudicava gli altri autori. Vale per tutti questa opinione su un testo di uno scrittore: “Il mio parere è negativo,ma senza ira”.

Aldo Forbice

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento