martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

I voucher arrivano in Commissione e si fanno in due
Pubblicato il 09-03-2017


buonolavoroI voucher arrivano in Parlamento. L’iter ha inizio con il loro approdo in commissione Lavoro. “Abbiamo adottato nel comitato ristretto il testo unificato” sulla loro modifica. “Martedì lo porteremo in commissione Lavoro della Camera per farlo adottare e cominciare l’e
same”. Così il presidente della commissione Cesare Damiano (Pd). Un tema caldo, su cui pende un referendum che il governo vuole evitare. Da qui la necessità di porre mano a una riforma che con l’introduzione dei voucher ha prodotto diverse storture. E la strada è quella di porne un tetto.

Nel testo unificato adottato dal comitato ristretto si legge infatti che sia le famiglie che le imprese senza dipendenti dovranno attenersi a un tetto di spesa in voucher di 3.000 euro annui. In sostanza “ciascun committente può avvalersi delle prestazioni occasionali (i voucher appunto) per un valore non superiore a 3.000 euro annui”. Il limite delle categorie di lavoratori che possono svolgere prestazioni di lavoro accessorio e quindi essere pagati in voucher, varrà solo per le imprese con zero dipendenti e non anche per le famiglie. Le prime infatti, si legge nel testo adottato, potranno pagare in voucher solo “disoccupati, pensionati, studenti under 25, disabili e soggetti in comunità di recupero e lavoratori stranieri provenienti da paesi extra Ue con permesso di soggiorno e disoccupati da oltre 6 mesi”.
Poi si legge ancora che le attività lavorative pagate in voucher, sia dalle imprese che dalle famiglie, “non potranno dar luogo a compensi superiori a 5000 euro nel corso di un anno civile. Fermo restando il limite complessivo di 5000 euro, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2000 euro annui”.

La situazione quindi potrebbe tornare a essere quella vigente prima del Jobs Act, che aveva portato il limite massimo del compenso che un lavoratore può guadagnare nell’anno in voucher da 5000 a 7000 euro. Resta invece invariato, sui 2000 euro annui, il compenso massimo che un lavoratore può ricevere in voucher da un singolo committente.

La relatrice in commissione Lavoro della Camera Patrizia Maestri (Pd) ha parlato di un testo aperto. “Oggi depositiamo una bozza di testo unico, ci sarà qualche aggiustamento, è un testo aperto e non definito”. E sui tempi ha aggiunto: “La discussione inizierà martedì, poi fisseremo il termine per gli emendamenti”, ha continuato Maestri, aggiungendo che il tema su cui potrebbero esserci delle novità rispetto ai contenuti già trapelati è quello delle categorie di lavoratori che potranno essere pagati in voucher.

Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano, intervenendo su RepubblicaTv ha affermato che “le persone della mia generazione sanno che questo tipo di lavoro in passato erano fatti in nero. Quindi spero che si possa trovare a un accordo contro l’abuso dei voucher. Altrimenti si facciano i referendum, che sono una cosa bella quando trattano problemi che interessano alla gente”.

“Aumentare per le imprese il costo dei voucher – aggiunto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo – è un fatto positivo” e limitarne l’uso a quelle senza dipendenti “potrebbe andare bene se c’è un limite sull’utilizzo annuo”. Secondo Barbagallo però, questo aspetto va “verificato, altrimenti c’è il rischio che ‘fatta la legge, trovato l’inganno’. Ci troveremmo con una moltitudine di imprese senza dipendenti”.

Ginevra Matiz

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