sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Il congresso, il Pd e il pugno della Rosa
Pubblicato il 20-03-2017


Quello di Roma s é rivelato un congresso importante. Non solo per la partecipazione di quasi settecento delegati giunti a spese loro da tutta Italia, non solo per la qualità degli interventi. Ma soprattutto per alcune direzioni di marcia che ha aperto. Se il congresso ha segnalato la dolorosa separazione di alcuni compagni che hanno deciso di intraprendere altre strade, ha altresì permesso di individuare un possibile cammino comune con i compagni radicali e verdi, coi quali, non solo con loro, il Psi si é impegnato a promuovere a giugno, a Milano, una conferenza programmatica per lanciare un messaggio al Paese.

Emma Bonino ha rilanciato l’alleanza della Rosa nel pugno, a suo giudizio troppo presto abbandonata, mentre Giovanni Negri con la sua Marianna già da tempo lavora allo stesso progetto con Maurizio Turco. Tutti e tre sono stati nostri graditi ospiti, hanno dato un contributo politico assieme a Benedetto Della Vedova in questa direzione. Gradito anche l’intervento di Scotto, di Dp, che ha però suggerito un percorso diverso legato a una sorta di Union de la gauche. Fabrizio Cicchitto, reduce dalla trasformazione del Nuovo centro destra in Alternativa popolare, ha annunciato da parte sua la presentazione di una lista autonoma dei centristi, aperta anche ai laici e ai riformisti per sbarrare la strada ai populisti e autonoma dal Pd, alle prese con le sue profonde contraddizioni interne.

Quello che mancato é stato il contributo del Pd, alle prese con una scissione e con una profonda lacerazione interna provocata da primarie ad altissima tensione. Il Pd pare oggi un partito allo sbando, senza una linea politica, senza una proposta di legge elettorale, senza un leader accreditato. La sua assenza é derivata forse dalla sua incapacità di promuovere un’interlocuzione. Mentre la legge elettorale pareva un’emergenza assoluta fino a qualche settimana fa, l’orientamento a sostenere il governo Gentiloni fino a fine legislatura pare aver raffreddato anche l’esigenza di iniziare un confronto concreto in materia.

Il Pd é passato così dal Mattarellum al’Italicum senza ballottaggio e col premio di lista, superando anche l’orientamento favorevole al premio di coalizione, mentre un autorevole esponente della santissima Trinità, Orlando, parla oggi di un premio di governabilità alla lista prima classificata anche sotto il 40 per cento. Una sostanziale e inutile panzana. Non servirebbe per raggiungere la maggioranza assoluta e per di più umilierebbe le altre liste, anche quelle potenzialmente alleate. Vedremo cosa uscirà dal cilindro di questi prestigiatori. Al di là di noi, restano inquietanti interrogativi sul futuro dell’Italia, con un centro destra egemonizzato dalla destra populista di Salvini e Meloni, da grillini che si mostrano incapaci di governare una città e figurarsi domani un intero paese, da una sinistra frammentata e divisa in schegge.

Se il Pd capisse che si é esaurita definitivamente la sua spinta propulsiva, come si disse un tempo della rivoluzione d’ottobre, e trovasse la forza per lanciare una vera alleanza riformista, se riuscisse a guardare oltre il proprio naso, se considerasse se stesso, anche con un altro nome, come la casa di storie e di anime diverse nell’ambito di una comune adesione ai principi del socialismo europeo qualcosa potrebbe cambiare. Tutti i segnali, anche il suo silenzio al nostro congresso, si muovono in altra direzione. Perfino la cancellazione tout court dei voucher testimonia che questo partito ha solo problemi di autotutela. Non perdere ancora un referendum pare più importante che difendere gli interessi del paese. Dobbiamo cercare, allargando la nostra area e superando le nostre barriere identitarie, di farglielo capire. Con le buone o col pugno della Rosa…

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Commenti all'articolo
  1. Proviamo a rilanciare una “idea generale” che comprenda i diritti, ma che non si limiti ai diritti. Una idea che coinvolga diverse intelligenze del passato e del presente. Una idea che vada oltre il Pd. Pd che sembra marcare la difficoltà del suo gruppo dirigente di indicare una via. L’adesione al PSE è stata strumentale e l’uscita di una parte della sinistra tradizionale ha rafforzato la componente ex democristiana che con il socialismo riformista non ha una affinità politica e culturale. E Renzi, fuori dal governo, è smarrito perchè manca di un passato e quindi è incapace di guardare al futuro. Berlusconi per parte sua ritorna a promettere la felicità per tutti distribuendo soldi a destra e a manca. Non c’è cultura politica in Italia. E’ questo che dovremmo ricreare.

  2. Come scrive Repubblica è stato un congresso riparatore, è solo questa la verità di tale assise andata in onda perché c’era la necessità di rendere le cariche alla dirigenza dopo la sentenza del giudice Cardinali.
    Nell’articolo trovo molte divergenze, già sulla partecipazione ho dei seri dubbi, in poche parole nelle varie foto si notano i posti a sedere e non vanno oltre i 320, non si capisce bene dove siano disposti gli altri, forse al bar (eh eh).
    Il capitolo separazioni è una conseguenza della linea politica dell’attuale segreteria, ed è una emorragia costante che avviene da molto tempo, però per essere onesti dobbiamo anche ricordare gli espulsi e gli allontanati, e questo è un altro capitolo oscuro di questa dirigenza, e purtroppo su tale tema non ha mai dato una risposta nessuno.
    Si nota politicamente che il partito avrebbe l’intenzione di riabbracciare radicali e verdi, esperienze già vissute entrambe e con risultati elettorali imbarazzanti, tuttavia il bis può essere la rivincita, oppure la fine di un ciclo.
    Di questo ciclo che subisce da anni un’agonia tanto che agli appuntamenti importanti diventa moribondo e il medico cosiddetto segretario deve cambiare cura, talvolta anche velocemente, vedi la rinnegazione della bersanite per passare alla renzite, terapia che purtroppo non ha fatto migliorare le condizioni del partito, ma ha prodotto sofferenze, drammi, sconfitte e ha fatto ingoiare rospi amari.
    Si denuncia l’assenza del Pd al congresso, credo che non solo sia un segnale, ma la dirigenza Psi si dovrebbe preoccupare, e dovrebbe domandarsi perché non ha risposto all’appello l’alleato principe del governo, in questa vicenda ci potrebbe stare anche l’ipotesi che il Pd avesse in mente di rompere i contatti con i cosiddetti cespugli per strappare agli elettori il cosiddetto voto utile e anche scaricare la fase noiosa del ricatto dei piccoli partiti.
    Il Pd non è suonato!
    Il Pd e in prima persona Matteo Renzi fa il suo, non vuole riportare in parlamento partitini e personaggi che appartengono al centrosinistra che non siano dei suoi, li vuole fidati e marcati, non differenziati.
    Parlando del congresso: Si nota che ha avuto molte difficoltà sia politiche che di dialogo, la parte politica è stata frenata dalla discussione interna di un partito cieco dietro le posizioni renziane, con via d’uscita d’emergenza l’alleanza elettorale con i radicali e verdi, troppo poco per sviluppare e sfruttare la parte sinistra del Pd renziano dove non arriva, inoltre con una sola mozione la discussione ha avuto dei problemi per espandersi.
    Il capitolo discussione, è l’handicap principale del congresso e la colpa maggiore è del segretario che si è limitato a dare confini senza aprire a chi vede e guarda oltre, sbaglio gravissimo, ed ai prossimi appuntamenti elettorali gli costerà caro, ma a quel punto sarà tardi e se qualcuno lo vorrà salvare lo farà soltanto sul piano personale, ma il Psi affonderà ancora più giù.
    Per concludere, un congresso che esce in teoria solo per alcune rivendicazioni e affermazioni, la rivendicazione principale è contro gli scissionisti e i rivoltosi che si sono rivolti alla magistratura, l’affermazione che la linea politica rimane (come il vangelo) quella di appoggiare Renzi, anche se è in difficoltà, è un errore: è un politico debole e sconfitto sia elettoralmente vedi amministrative 2016 (perso oltre 2Milioni di voti) sia sul referendum affondato, con un accozzaglia di personaggi rottamati, pensionati e antipatici. Ci mancava la novità, invece è arrivata con l’addio di un Craxi, l’ultimo della serie, mani libere, da una storia vecchia…….

    • Due cose:

      1) Il Congresso di Salerno è stato sospeso e non annullato, e, aggiungo, nel secondo provvedimento di sospensione è stato tolto di mezzo l’argomento della congruità del Tesseramento. Quindi, nessuna sentenza, solo la cautela del Giudice che ha bisogno di tutti gli elementi per deliberare. La storia dell’annullamento è una bufala, o fake news, o post-verità come è di moda dire oggi

      2) Questioni politiche: se il PD crede di essere autosufficiente, è un problema suo, ampiamente smentito da tutti i numeri. E’ ovvio che il PSI debba interloquire con il PD, dal momento che esiste, a quanto pare. Dovremmo parlare con i 5Stelle, come vaneggia Bersani?

      Capitolo Radicali e Verdi: capisco che i politologi da tastiera compulsino tabelle, sondaggi, scenari, distaccandosi dal principio di realtà. Il PSI sta facendo un percorso politico-programmatico con le forze politiche storicamente più vicine, che include anche il mondo dell’associazionismo (per esempio le Donne Musulmane Laiche), le Fondazioni, e, naturalmente i Radicali (Turco e Bonino erano al Congresso a caso?) ed ambientalisti, ma anche la Sinistra civica di Pisapia e Zedda, tentando di costruire ponti all’interno di un arcipelago. Lavoro duro, altro che alleanze a freddo.

      Il tono del dibattito si sta pericolosamente abbassando: la totalità del gruppo dirigente del PSI ha deciso di non ribellarsi alle continue provocazioni, cercando sempre di lasciare uno spiraglio di discussioni con posizioni diverse; ma non è una posizione irreversibile. Ad un certo punto le guancie da porgere finiscono. Invito a smettere con insinuazioni, violenza verbale, disonorevoli appellativi, perchè esiste una soglia di non ritorno e i Compagni iniziano a stufarsi

  3. Ci sono almeno due inesattezze. Quella del tribunale di Roma non é una sentenza. Questa arriverà non si sa quando. Ma avendo noi celebrato un nuovo congresso credo che la cosa sia ormai indifferente. Era solo una sospensiva temporanea in attesa del processo. Quanto alle espulsioni non so di cosa si stia parlando. Provvedimenti sono stati presi solo verso chi ha organizzato un soggetto politico alternativo al Psi. Tanto che nemmeno coloro che si sono rivolti ai tribunali e hanno fondato una corrente più esterna che interna chiamata Area socialista sono stati oggetto di provvedimento disciplinare.

  4. Il congresso di Salerno è stato annullato dal dottor Cardinali, infatti le cariche erano saltate, inoltre visto che lo statuto prevede che gli incarichi dei dirigenti durano due anni anche il congresso precedente cioè quello di Venezia non aveva più validità, infatti i fatti dimostrano che in fretta e furia avete dovuto convocare un congresso riparatore. Il capitolo espulsioni è stato al centro di tante discussioni, se ora non va di moda va bene così, mi riservo di trovare articoli e informazioni che riguardano il tema.

  5. Va bene, Caciolli. Hai ragione tu. Peccato che non sia così. Intanto non é stato certo annulato, non si capisce in base a cosa, alcun congresso. E’ stata esclusivamente sospesa la attività degli organi eletti a Salerno. Sospensiva ottenuta in vista della sentenza che ancora non c’é. Tuttavia la sospensiva che ci aveva obbligato a convocare gli organi non sospesi eletti a Venezia, ci aveva posto la necessita di convocare un nuovo congresso che di fatto supera qualsiasi sospensiva. Ma vogliamo parlare per favore di cose serie? Ad esempio di politica? O ci divertiamo a farci del male da soli?

  6. Poi ti aggiungo che non trovo affatto divertente questo tuo ironizzare senza alcun rispetto anche sui nostri delegati, che sono venuti a Roma a spese loro, erano 630, e che hanno affollato per due giorni il salone. E trovo perfino ridicolo andare a contare i posti. Cosa vuoi dimostrare? Boh… A me non piace questo atteggiamento un po’ sadico verso la nostra comunità.

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