lunedì, 18 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il governo Frankestein
Pubblicato il 23-03-2017


Dinnanzi a noi si potrebbe recuperare il vecchio detto di Mao “Alta è la confusione sotto il cielo la situazione è eccellente”. Sennonché prima di noi ci sta l’Italia e tutto si può pensare per difenderla e migliorarla tranne agevolare la vittoria del movimento grillino, piazzando un ragazzo senza alcuna cultura alla presidenza del Consiglio, a mo’ di cavallo caligoliano, guidato da un comico, a sua volta agli ordini di una società privata d’informatica. Un conflitto d’interessi che potrebbe fare impallidire quello di Berlusconi.

Se dopo le elezioni l’unica maggioranza numerica fosse quella tra Grillo, Salvini e la Meloni, e si formasse davvero il governo Frankestein consiglio di mandare a letto presto i vostri bambini. Nell’Italia dei paradossi se ne aggiungerebbe uno davvero clamoroso. Meno male che il populismo italiano è diviso. Altrimenti potrebbe essere maggioritario, visto che tutti i sondaggi non danno altra possibile maggioranza, nemmeno quella del nuovo patto Renzi-Berlusconi. Che sarebbe la più a sinistra possibile, Bersani se ne faccia una ragione.

Bel capolavoro di una sinistra reduce da due storici errori. Quello del dopo ottantanove: il suo rifiuto di fare i conti con la storia e di lavorare per la formazione di un unico soggetto socialista, di omogeneizzare la sinistra italiana a quella europea, attribuendole una identità specifica nella quale si può dissentire, ma dalla quale è più difficile distaccarsi, come insegnano tutte le forze socialiste europee, sia quelle che, come la tedesca, godono di un certo benessere, sia quelle che, come avviene in Francia, sono in grande difficoltà. Poi l’errore, conseguente a questo, di Veltroni, di americanizzare la sinistra, di puntare al partito a vocazione maggioritaria e al bipartitismo perfetto. Dopo questa intuizione il Pd ha perso elezioni e voti, la sinistra si è frantumata e il sistema politico italiano ha registrato la moltiplicazione dei partiti. Bella intuizione davvero.

Il tentativo renziano meritava attenzione. Si è scontrato con la fragilità politica dei suoi protagonisti e la frammentarietà dei suoi provvedimenti. Oggi il renzismo, con o senza Renzi, è finito. E perfino la maggioranza ReBer sembra un miraggio. Restano però scorie politiche e personali. Con una sinistra ove prevale l’odio per il vicino più che per l’avversario l’offensiva grillina ha buon esito. Se il principale bersaglio di Sinistra italiana e di Dp è Renzi si finisce per agevolare chi potrebbe avere i numeri per sconfiggerlo. Il governo Frankestein, sondaggi alla mano, si agita come un mostro all’orizzonte. La speranza è che i grillini non ce la facciano a mutare opinione su Salvini e Meloni. E viceversa. E che il 40 per cento (se la legge non cambierà) non sia alla loro portata. Se Parigi val bene una messa, Roma vale per ora almeno una prece…

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Carissimo Mauro
    Purtroppo la matematica non è un opinione e quando parla con i numeri ci dice che in 1000 giorni di Governo, l’ex Presidente del Consiglio ha aumentato il debito pubblico di 120 Miliardi (5 milioni all’ora) senza che questa enorme massa di miliardi si sia trasformata in beni infrastrutturali.
    Un giovane Presidente, che avrebbe dovuto alleggerire il debito dalle spalle della sua generazione e di quella futura si è reso artefice dell’opposto, ed infatti l’82% dei giovani gli ha votato contro nel Referendum del 4 dicembre.
    Purtroppo l’ex presidente del Consiglio non ha seguito il saggio consiglio che gli aveva indirizzato l’ex Direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli che così si era espresso:
    “ Se Renzi dice di volere essere un Leader moderno deve fare come Cameron che oltre al Governo ha lasciato la guida del Partito conservatore inglese dopo la sconfitta nella Brexit lasciandone ad altri la guida. Rispetto a passate dichiarazioni, Egli riacquisterà credibilità confermando, come dice, di non essere legato alla poltrona per cui avrebbe lasciato anche la Politica in caso di sconfitta. Essendo giovane gli consiglio di saltare un giro, di riflettere sui suoi errori e, fortificato dall’esperienza e dalla competenza che maturerà, si ripresenti rigenerato sotto una nuova veste che comporta anche quella di sapere unire, com’è nella tradizione del centro sinistra. Renzi ha senza dubbio della stoffa: non la faccia logorare e non si metta in condizione di farsi rottamare per incompatibilità con la storia della Sinistra. Ci sono diverse personalità nella Sinistra che in questo momento particolare hanno le qualità e la capacità di svolgere un ruolo di riappacificazione e di unità. Lasci a loro con umiltà questo compito.”
    A parere di versi opinionisti l’ex presidente del Consiglio continua ad essere prigioniero della sua propaganda. Potrà ritornare ad essere il Segretario del PD ma porterà alla sconfitta il centro sinistra avendolo diviso ad iniziare dal suo stesso partito. La nuova Legge elettorale sarà senz’altro di tipo proporzionale, per cui rispetto alla Lista con cui Egli l’aveva pensata con l’Italicum richiederà una Coalizione. Tramontata la stagione del maggioritario per la Coalizione del centro sinistra occorre un Federatore ben accetto con capacità di riappacificare le varie anime che dovranno unirsi se vorranno competere con possibilità di successo verso gli avversari dei 5 Stelle e del centro destra.
    Questa situazione porrà in difficoltà il nostro Partito in quanto con la Segreteria Nencini è stato definito il PSI renziano anziché il PSI coerente con la coalizione di ITALIA BENE COMUNE con cui aveva eletto i suoi rappresentanti in Parlamento.
    Questo è quanto noi Socialisti, nel solco della verità e non della propaganda, dobbiamo avere la chiarezza di affermare se desideriamo, con un’onesta autocritica, riacquistare la nostra identità ed autonomia.

  2. Rispunta in effetti chi, a sinistra, ipotizza un “nuovo patto Renzi-Berlusconi”, e per certuni di loro non si tratta di una “rispolverata” perché nel Cav. avevano sempre visto il “nemico” da cui dover stare alla larga, e si potrebbe quindi dire che costoro, se come sembra ve ne sono, hanno proprio cambiato opinione.

    Poco importa dunque se una tale ipotesi avrà a verificarsi o meno, ma il solo fatto di metterla in conto sta a dirci come possano mutare gli “umori” nell’ambito della sinistra, e forsanche altrove, di fronte all’evolversi degli eventi e delle situazioni, quando occorre per certi versi “far di necessità virtù”.

    Eviterei pertanto di inasprire le “bordate” contro i cosiddetti populisti perché se lo scenario politico si mantenesse ancora così fluido come lo stiamo percependo potrebbe succedere che in un futuro non lontano qualcuno pensi di cercarvi punti di intesa, e financo alleanze, il che risulterebbe poi poco comprensibile agli elettori (se per l’appunto adesso si alzano troppo i toni).

    Infine, in chiusura del primo commento si legge “dobbiamo avere la chiarezza di affermare se desideriamo, con un’onesta autocritica, riacquistare la nostra identità ed autonomia”, il che lascia francamente un po’ perplessi perché, a ragion di logica, questo importante nodo politico avrebbe dovuto essere sciolto nel corso dei lavori del recente Congresso.

    Paolo B. 24.03.2017

    • Io caro Paolo il congresso l’ho seguito attraverso Radio Radicale e negli interventi del Segretario non ho riscontrato un’autocritica su quanto prodotto nei 1000 giorni del precedente Governo, e avrei piacere che qualcuno mi spiegasse qual’è la linea politica che il PSI ha deciso di seguire dopo il Congresso.Io non l’ho capita.
      Apprendo invece sull’Avanti, con profondo dispiacere, che il nostro compagno e amico dell’Avanti Michele Pascale da l’addio al PSI e che Marco Andreini proprio su alcuni episodi collegati al Congresso ha il sentore che vi siano in corso delle defezioni di cui appunto quella di Pascale è una conferma.
      La tristezza di questi due compagni invece l’ho capita.
      Ciao Paolo

  3. L’ha avuta, Renzi, l’attenzione che meritava, il 60% dei voti contro il suo pasticciato disegno di prendersi l’Italia. Va detto chiaro che resta proprio lui il vero ostacolo ad un discorso serio a sinistra. Quanto agli scissionisti, forse avrebbero dovuto avere più coraggio e troncare molto prima con il partito di Renzi.
    A sinistra bisognerebbe che i partitini e movimenti che ci sono in campo prendessero il treno per Genova, come nel 1892, per riunirsi sotto la stessa bandiera.

  4. Sono d’accordo con il compagno che dice che il peggior nemico della sinistra è Renzi, non tanto per le proproste che ha fatto, per altro tutte fallite, ma per la notevole inconsapevolezza dei fini che persegue. Su quelli della sua ‘importanza personale’ non credo ci siano dubbi, su altri, invece, si estende un fumo generico. Averlo appoggiato è stata forse una scelta ‘obbligata’, ma non prenderne ora le distanze, uno sbaglio. E’ chiaro che si teme di non avere più rappresentanti in parlamento,e questo dispiace a tutti, ma la sinistra è per forza un insieme di persone guidate da una cultura dell’autoreferenzialità spocchiosa, e, per ora, anche perdente? Se mancano nuovi ideali e anche capacità di risolvere i problemi, perchè si accusa le altre forze di questo e quello? sembra che le altre forze, pur in alcune frammentazioni, siano più decise e compatte, hanno poche idee (sbagliate, secondo noi) ma le ripetono molto costantemente. SI presentano ( almeno, Salvini e la Meloni) più che decisi a vincere, con una proposta e una rappresentazione dell’Italia comprensibile (anche se non condivisibile da noi, ovviamente) Ma il mondo non finisce con loro. In Itailia ci sono molte forze, molte persone, che non si riconoscono, a proposito della sinistra, e di Renzi inparticolare, in questa’ copiatura sbrigativa dell’americanismo’, per altro anch’esso perdente, anche Obama ha fatto molti errori, ma che hanno in testa e nel cuore un diverso modo di intendere la politica, e, aggiungo, la vita. Avendo un modo efficace di parlare a loro, o meglio, con loro, le prospettive potrebbero essere meno grigie di quanto appaia adesso. Dove sono? Come trovarle? Ma uscendo dalle sedi dei partiti e andando a farsi conoscere piubblicamente, a incontrarle nei tanti dibattiti, iniziative, progetti che portano avanti.. O facendo vivere questi partiti della sinistra, offrendo a queste aggregazioni, associazioni etc, spazi, ascolto, luoghi e molte altre cose. E soprattutto avendo un’idea complessiva del quadro politico e socile,e poche proposte ma chiare e percorribili.
    Chi sa, forse si è ancora in tempo… Il Congresso, con qualche lacuna democratica, è stato comunque un momento vitale.

Lascia un commento