giovedì, 21 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Lavoro non paga. Stipendi italiani tra più bassi d’UE
Pubblicato il 28-03-2017


lavoratori 2Da oltre un quarto di secolo, il potere d’acquisto degli stipendi degli italiani percorre un trend in diminuzione. Lo sanno bene le organizzazioni sindacali che hanno subito il ricatto della perdita di competitività per il prodotto italiano, ipotizzando scenari negativi sui livelli occupazionali e sulla produzione. Oggi l’Italia si trova nelle ultime posizioni della classifica media delle retribuzioni a livello europeo.
Il dato risulta dall’ultima indagine Global 50 Remuneration Planning della società di consulenza Willis Towers Watson, che confronta 15 economie del vecchio continente. Il nostro Paese, come lo scorso anno, risulta all’ultima posizione per quanto riguarda i salari d’ingresso con una media di circa 27mila euro.
L’Italia guadagna, invece, una posizione per quanto riguarda le retribuzioni dei ‘middle manager’, posizionandosi all’undicesimo posto con una media che sfiora i 71mila euro, seguita solo da Francia, Svezia, Finlandia e Spagna. Rispetto al 2015, il Regno Unito è il Paese che ha registrato il progresso più forte, piazzandosi al 4° posto per quanto riguarda il middle management e al 12° per gli entry level (nel 2014 era rispettivamente al 7° e al 13° posto).
L’Italia invece, oltre a essere il Paese meno competitivo per le retribuzioni offerte tipicamente ai neolaureati, è piuttosto staccato rispetto al penultimo posto (-12% rispetto alla Spagna) e ancora di più dalla media (-47% rispetto all’Olanda). La situazione del nostro Paese migliora per i ‘middle manager’, dove la distanza rispetto all’Olanda è circa del 15%.
L’indagine, inoltre, considerando il peso fiscale ed il costo della vita, fornisce previsioni sul “potere d’acquisto” dei lavoratori in ogni paese preso in esame: i salari per i neo assunti britannici diventano più competitivi, grazie soprattutto a un carico fiscale inferiore. Gli impiegati svizzeri si attestano in cima alla classifica per quanto riguarda tutti i livelli professionali con salari più alti del 20% rispetto al secondo classificato. Come risultato, considerando anche tasse e costo della vita, i lavoratori svizzeri beneficiano ancora di un potere d’acquisto più alto rispetto agli altri lavoratori europei.
In una interessante intervista rilasciata al Corriere della Sera, il Vice Ministro dell’Economia, Enrico Morando, ha detto: “Vado tutti i giorni al Ministero dove lavoriamo per mettere a punto il Def. Un documento di economia e finanza importante per rafforzare la crescita economica in un quadro di stabilità finanziaria”. Un Def che, secondo Morando, “anche se siamo alla fine della legislatura, non deve essere elettorale ma di respiro pluriennale”.
Dopo aver premesso che si tratta di una “opinione personale”, per Enrico Morando “un taglio strutturale del cuneo fiscale è possibile delimitando la platea ai giovani, assegnando loro una dote iniziale di decontribuzione e defiscalizzazione, all’inizio molto forte e a regime comunque tale da assicurare, per esempio, un prelievo più basso di 4-5 punti”.
Un segnale di buona volontà da parte del Governo che lascia sperare all’inizio di una positiva inversione di tendenza.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento