domenica, 30 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Immigrazione. L’Austria apre ai richiedenti asilo
Pubblicato il 27-03-2017


ImmigrazioneAnche se in modo riluttante, il ministro dell’Interno austriaco, Wolfgang Sobotka ha annunciato l’intenzione del governo di Vienna di accettare richiedenti asilo da Grecia e Italia per rispettare le regole europee sulla ridistribuzione dei rifugiati. “Ho l’obbligo di rispettare il processo a cui l’Austria ha aderito e questo non è accaduto finora”, ha detto Sobotka prima di una riunione dei ministri dell’Interno dell’Ue: “Il fatto che non sia d’accordo sul sistema delle relocation è un’altra questione”. Per Sobotka, “tutte le eccezioni legali sono state discusse” ma per l’Austria “non ci sono altre possibilità” se non iniziare con le relocation dei richiedenti asilo. “Avvieremo il processo. Ho già parlato con il ministro dell’Interno italiano e con il commissario Avramopoulos, che mi aveva incoraggiato diverse volte”, ha spiegato il ministro. Un passo in avanti sulla giusta strada indicata dall’Europa sulla divisione dei compiti per quanto riguarda l’onere dell’accoglienza.

Nello stesso giorno sono arrivati i dati sugli sbarchi nel mese di febbraio. Gli arrivi di migranti in Italia sono quasi raddoppiati rispetto a gennaio: da 4.504 a 8.320 persone, per lo più da Costa d’Avorio, Guinea e Nigeria. Nello stesso mese di febbraio gli arrivi in Grecia sono scesi a meno di mille rispetto ai 1.493 di gennaio. In Spagna 770 migranti sono entrati nelle enclave di Ceuta e Melilla, altri 160 sono sbarcati nella penisola iberica con delle barche. La polizia ungherese ha bloccato a febbraio 2.183 persone dalla Serbia contro i 1.616 di gennaio. In Austria a febbraio sono giunti 2.450 richiedenti asilo, in Svezia 1.750. Sono numeri resi noti con il rapporto mensile dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali, che ha sede a Vienna. Lo stesso report rende noto che è deceduto il tunisino che, per sfuggire ad un rimpatrio coatto, è caduto da una terrazza del terminal 3 di Fiumicino.

Lo stesso report informa che nella seconda metà del 2016 circa 5.500 persone sono state bloccate alla frontiera di Ventimiglia e trasferite nel sud Italia. Nel 2016 le autorità italiane hanno dato parere negativo al 56% delle domande di asilo, al 5% è stato concesso lo status di rifugiato, al 35% e’ stata concessa una forma di protezione. A Brescia spetta il primato della severità: respinto  il 97% delle richieste di asilo.

Per quanto riguarda le riallocazioni al 7 febbraio dall’Italia sono partiti 3.200 migranti, per lo più verso Finlandia, Francia, Germania, Olanda. L’impegno formale è di 34.950 riallocazioni. La Germania ha accettato di riallocare dall’Italia 500 richiedenti asilo al mese. L’Italia – informa il report dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali – ha annunciato l’apertura di ulteriori hotspot a Crotone, Reggio Calabria, Palermo, Messina e Corigliano Calabro. Rimangono sovraffollati i centri di Lampedusa, Ceuta e Melilla. A Ventimiglia il centro della Croce Rossa non dispone di acqua calda.

Tra gennaio e febbraio 2017 in Italia sono giunti quasi 400 minori non accompagnati. A novembre 2016 c’erano in Germania 50.300 minori non accompagnati. Per quanto riguarda gli atti d’odio nei confronti dei migranti, il report della Ue cita le parole di Salvini del 17 febbraio a favore di una “pulizia di massa”. Lo stesso giorno un petardo è esploso contro il centro nei pressi di Verona. In Germania sono stati registrati nel 2016 3.533 attacchi contro i centri per i rifugiati e 217 contro le organizzazioni di supporto. Nel 2017, sempre in Germania, gli attacchi sono stati 18, di cui 6 incendiari. In Grecia un pakistano è stato attaccato ad Aspropyrgos. Il proprietario di una radio è stato inquisito per “diffusione di notizie false e incitamento all’odio”. Anche in Polonia i crimini d’odio sono in aumento.

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