lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Istat, a marzo l’inflazione si raffredda
Pubblicato il 31-03-2017


istat inflazioneOggi l’Istat ha comunicato i dati dell’inflazione nel mese di marzo 2017. Secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, non varia su base mensile e registra un aumento dell’1,4% rispetto a marzo 2016 (era +1,6% a febbraio) con un rallentamento dello 0,2% sul mese precedente.

Il comunicato dell’Istat prosegue: “L’incremento tendenziale dell’indice generale continua ad essere determinato principalmente dai Beni energetici non regolamentati (+11,5%) e dagli Alimentari non lavorati (+6,1%), la cui crescita è in attenuazione rispetto al mese precedente quando era pari a +12,1% per i primi e a +8,8% per i secondi. A rafforzare l’inflazione si aggiunge la dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5%, in lieve accelerazione da +2,4% di febbraio).

Di conseguenza, l’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di un solo decimo di punto percentuale (+0,7%, da +0,6% del mese precedente), mentre quella al netto dei soli Beni energetici scende a +1,1% da +1,3% di febbraio.

La stabilità su base mensile dell’indice generale è il risultato di variazioni pressochè nulle dei prezzi di buona parte delle tipologie di prodotto. Fanno eccezione i prezzi dei Beni alimentari non lavorati, che diminuiscono del 2,8%, a cui si contrappone l’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1%).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni segna un rallentamento (+1,7%, da +2,0% di febbraio), mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi accelera di poco (+1,0%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, a marzo il differenziale inflazionistico negativo tra servizi e beni si ridimensiona portandosi a meno 0,7 punti percentuali (da meno 1,1 di febbraio).

L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,1%. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,9% su base mensile e registrano un aumento del 2,3% su base annua (era +3,1% a febbraio).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,5% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 2,6%, da +3,2% del mese precedente.

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dell’1,8% su base congiunturale e dell’1,3% su base annua (da +1,6% di febbraio). Il rialzo congiunturale è in larga parte dovuto alla fine dei saldi invernali di abbigliamento e calzature, di cui il NIC non tiene conto”.

I dati comunicati dall’Istat sull’inflazione confermano gli andamenti altalenanti dell’economia. Analizzando gli altri dati anch’essi altalenanti sulla produttività e sull’occupazione che tendenzialmente sono stagnanti, si potrebbe ipotizzare una situazione economica da stagflazione tendenziale.

Salvatore Rondello

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