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Opinioni e commenti
 

Inps, bocciato bilancio preventivo 2017. Caf valuta sospensione servizio Isee. Corte dei Conti, servizio ispettivo all’Inps
Pubblicato il 16-03-2017


Inps
IL CIV DELL’ISTITUTO NON APPROVA IL BILANCIO DI PREVISIONE 2017
Dieci voti contrari, sette astenuti e uno a favore, quello del rappresentante del ministero del Lavoro. Con questi numeri il Consiglio di vigilanza dell’Inps ha recentemente bocciato il bilancio preventivo 2017 dell’istituto presieduto da Tito Boeri, sostenendo che le sue indicazioni non sarebbero state attuate. Il Consiglio aveva chiesto, in particolare, informazioni dettagliate sui crediti contributivi e il patrimonio immobiliare dell’ente, ma i documenti forniti avrebbero evidenziato, al contrario, una «carenza di risposte». Insomma: una presunta mancanza di trasparenza, che avrebbe impedito al Consiglio di dare il suo ok. «Pur restando garantite dallo Stato le prestazioni poste a carico dell’istituto», ha spiegato l’organo di vigilanza in una nota, «è evidente che una gestione del bilancio che presenti un andamento negativo del patrimonio debba essere oggetto di un’adeguata e immediata attenzione». Il bilancio preventivo 2017 era stato trasmesso al Consiglio dal presidente Boeri nel mese di dicembre. Presenta un risultato economico d’esercizio negativo per 6,1 miliardi di euro e prevede, alla ne dell’esercizio 2017, un disavanzo patrimoniale di 7,8 miliardi. Il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, ha replicato sostenendo che le motivazioni a supporto della bocciatura del documento sarebbero «strumentali». Ora il bilancio, come prevede la legge, passerà all’esame del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. E il ministro Poletti ha promesso che si metterà subito al lavoro «per raccogliere tutte le informazioni necessarie». Un’altra tegola per l’Istituto di previdenza è arrivata invece dai Caf, i Centri di assistenza scale. La Consulta nazionale che li raggruppa, infatti, è sul piede di guerra: «Stiamo valutando la possibilità di sospendere il servizio di compilazione delle pratiche Isee, a partire dai primi giorni di marzo». Il motivo? «Sono quasi due mesi che i Caf assicurano il servizio a milioni di nuclei familiari in assenza di una convenzione con l’Inps. Si sta determinando un preoccupante stato di incertezza, che pone problemi di tenuta economica e finanziaria».

Isee
CAF, STOP A SERVIZIO DA MARZO SENZA RISPOSTE INPS
La Consulta Nazionale dei Caf sta valutando la possibilità di sospendere il servizio Isee a partire dal corrente mese di marzo. Se infatti, nei prossimi giorni non arriveranno dall’Inps e dal Ministero del lavoro le risposte attese circa le condizioni che possano assicurare ai Caf il proseguo dell’attività, la Consulta deciderà modalità e tempi dell’interruzione del servizio. Ad annunciarlo una nota della Cgil. I Caf dunque minacciano di bloccare la compilazione dell’Isee, l’indicatore della situazione economica che consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o a servizi di pubblica utilità. “Sono quasi due mesi che i Caf assicurano il servizio Isee a milioni di nuclei familiari che hanno diritto di accedere alle diverse provvidenze sociali, in assenza di un rapporto convenzionale con l’Istituto di Previdenza Sociale; questa situazione sta determinando un preoccupante stato di incertezza nello svolgimento delle attività, che pone problemi di tenuta economica e finanziaria da parte dei Caf, privi della copertura assicurata dalla convenzione con l’Inps”, denuncia ancora la Consulta di cui la Cgil fa parte. Nonostante questo, prosegue la nota, “e per senso di responsabilità e per rispetto nei confronti dei cittadini, i Caf hanno mantenuto aperti i propri sportelli, dove nei primi 50 giorni del 2017 sono state almeno 800mila le pratiche Dsu inviate dai Caf all’Inps, per ottenere la certificazione, ma l’assenza di risposte da parte dell’Ente di Previdenza pone problemi di erogazione del servizio che richiedono rapide soluzioni”. La decisione definitiva perciò sarà adottata nei prossimi giorni, minaccia ancora la Consulta, se “non dovesse esserci nessuna apertura da parte dell’Inps nel definire tempestivamente le condizioni che possano assicurare ai Caf il proseguo dell’attività”.

Inps
VACANZE GRATIS PER I GIOVANI
Anche quest’anno l’Inps offre ai più giovani la possibilità di beneficiare di un soggiorno estivo di vacanza o studio gratis, in Italia o all’estero, tramite il Bando Estate Inpsieme 2017. I posti a disposizione ammontano a 11.900 per i soggiorni in Italia e a 22.450 per i soggiorni oltre i confini del Belpaese. Le borse di studio – si legge nel bando, pubblicato sul sito dell’Inps – sono riservate solo a determinate categorie di persone, ovvero figli, orfani ed equiparati – dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
– dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici;
– degli iscritti alla Gestione Fondo Ipost;
– degli assistiti Ipa (Istituto di Previdenza e Assistenza per i dipendenti di Roma Capitale).
Ai giovani disabili, spiega l’Inps, “è data la possibilità di avvalersi di assistenza continua di personale qualificato, con costi a carico dell’Istituto”. Nel caso dei soggiorni in Italia il contributo economico sarà di 800 euro per un soggiorno della durata di 8 giorni e sette notti; sarà invece di 1.400 euro per i soggiorni di durata pari a 15 giorni e 14 notti. Per quanto riguarda invece le vacanze-studio all’estero, i contributi ammonteranno a 2.400 euro per i soggiorni di durata pari a 15 giorni e 14 notti; mentre si sale a 4mila euro per i soggiorni di 4 settimane. Per inoltrare la domanda e partecipare al Bando Estate Inpsieme 2017 c’è stato tempo fino alle ore 12 del 16 marzo, mentre la graduatoria sarà pubblicata l’11 aprile. La richiesta va trasmessa solo via internet attraverso il sito dell’Inps. È possibile seguire online l’iter della richiesta nella procedura web Estate Inpsieme – Domanda. È inoltre necessario che il richiedente, al momento della presentazione della domanda, “abbia presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) per la determinazione dell’Isee ordinaria o Isee minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi, qualora ne ricorrano le condizioni ai sensi delle vigenti disposizioni”. “L’attestazione Isee riferita al nucleo familiare in cui compare il beneficiario – spiega l’Istituto – è obbligatoria per determinare la posizione in graduatoria” per l’assegnazione delle borse di studio. Per presentare la domanda bisogna essere in possesso del codice Pin Inps. Chi ancora non ce l’ha può richiederlo online, contattare il numero verde gratuito 803 164 oppure recarsi a uno sportello Inps.

Boeri
CONTRO DISOCCUPAZIONE SGRAVI CONTRIBUTIVI SUI GIOVANI
“Una disoccupazione giovanile al 40% è una cosa assolutamente da evitare e per aiutare i giovani io credo che gli sgravi contributivi debbano essere concentrati sui giovani all’inizio della loro carriera lavorativa. Bisogna aiutarli a entrare maggiormente nel mercato del lavoro”. Così si è recentemente espresso nel corso della trasmissione PresaDiretta e alla vigilia del nuovo incontro tra il ministro del lavoro, Giuliano Poletti e Cgil, Cisl e Uil sulla previdenza, il presidente Inps, Tito Boeri, che ha espressamente ribadito la necessità di circoscrivere agli under 35 incentivi e defiscalizzazioni. “Abbiamo un problema di debito che graverà sulle generazioni future e quando si pensa davvero ai giovani bisogna pensare a questo problema. I giovani hanno questo fardello che pesa sulle loro spalle. E questo debito si è creato perché in passato sono stati concessi trattamenti pensionistici troppo vantaggiosi così ad alcune persone per finalità prettamente elettorali. Mi riferisco non soltanto l’annosa questione dei vitalizi dei politici che andrebbe affrontata una volta per tutte ma anche a tanti altri privilegi che sono stati concessi”, ha proseguito. Quanto al bilancio dell’Ente, ha precisato, “il rosso dell’Inps è già dentro alle previsioni sul debito pubblico italiano e sul disavanzo. Quello a cui bisogna guardare è il bilancio gestionale dell’Inps che è una piccolissima parte di questo bilancio, circa l’1%, ed è il costo per far funzionare questa macchina, ed è qualcosa che possiamo controllare e su cui siamo impegnati a essere sempre più efficienti”.

Corte dei Conti
SERVIZIO ISPETTIVO INPS
Una delle attività tipiche dell’Inps in marcato peggioramento – osserva la Corte dei Conti – è quella ispettiva. Con la riforma del Jobs Act è nato un Ispettorato unico che unisce le attività finora svolte dal ministero del Lavoro, dall’Inail e appunto dall’Inps. «Tuttavia – prosegue la magistratura contabile – nell’attuale fase di avvio del nuovo soggetto si è determinata una situazione di incertezza, con un rallentamento delle attività ispettive dell’Inps che, soprattutto in termini di lotta al lavoro nero e irregolare, potrebbe produrre effetti negativi». La magistratura contabile sottolinea che nel 2016 c’è stato un calo dei controlli (ne sono stati effettuati appena la metà di quelli preventivati) in tre regioni del Sud: Puglia, Basilicata e Calabria. Ma, spulciando i dati, appare che la crisi dell’attività di vigilanza dell’Inps viene da lontano. Se nel 2013 erano stati scovati 33.490 lavoratori totalmente in nero, nel 2014 si è scesi a 28.627 e nel 2015 si è precipitati a 16.644.
La Corte dei Conti valuta anche i conti dell’Inps in senso stretto e il risultato economico negativo registrato dall’Inps nel 2016 ha azzerato il patrimonio dell’Istituto e mandandolo, per la prima volta dalla nascita dell’ente, in rosso. «È da rilevare – scrive la Corte dei Conti – come, per effetto di un peggioramento dei risultati previsionali assestati del 2016 (con un risultato economico negativo che si attesta su 7,65 miliardi) il patrimonio netto passi, per la prima volta dall’istituzione dell’ente, in territorio negativo per 1,73 miliardi». Il bilancio dello Stato comunque – ha assicurato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a proposito della Relazione della Corte – «garantisce la copertura di queste situazioni».
Il presidente dell’Inps, Boeri, ha invece sottolineato da parte sua che «la Corte non lancia alcun allarme sui bilanci. Si tratta di una questione contabile». Soprattutto, «le prestazioni sono garantite dallo Stato» e che «ciò che conta non è il bilancio dell’Inps, ma dello Stato». Il disavanzo è determinato, ha spiegato, da ritardi nei trasferimenti dello Stato che vengono anticipati dall’Istituto e poi ripianati. Quanto ai rilievi della Corte che lo toccano direttamente, Boeri è stato diplomatico: «Il rapporto con la Corte dei Conti – ha detto il presidente – è molto ricco e pieno di indicazioni e di stimoli. Lo stiamo leggendo con cura e recepiremo molti dei suggerimenti che vengono proposti. La Corte – ha ribadito – non lancia alcun allarme sui bilanci. Si tratta di una questione contabile. Bisogna sempre ricordare ai cittadini italiani che l’Inps opera per conto dello Stato. Le prestazioni che garantisce vengono infatti decise dal Parlamento italiano, dal governo e noi, semplicemente, ci limitiamo ad attuarle. Le prestazioni sono garantite dallo Stato».

Carlo Pareto

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