giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps: versamenti volontari entro il 30 marzo. Novità Opzione Donna. Arriva il PagoPa
Pubblicato il 29-03-2017


Inps
VERSAMENTI VOLONTARI: ENTRO IL 30 MARZO IL PAGAMENTO ALL’INPS
Scade alla fine del corrente mese il termine ultimo utile per corrispondere all’Inps i contributi volontari relativi all’ultimo trimestre dell’anno scorso (Ottobre – Dicembre 2016). Al riguardo è appena il caso di precisare che anche nel 2017 (come nel 2015 e 2016), per coprire un anno di contribuzione volontaria occorre una spesa minima di 2.909 euro. E se si è stati autorizzati dopo il 31 dicembre del 1995 si dovrà spendere 522 euro in più.
Venerdì prossimo 31 marzo si conclude quindi il pagamento 2016 dei versamenti in proprio riferiti all’anno precedente.
La «volontaria» – si trae spunto per ricordarlo – coinvolge numerosi ex lavoratori (soprattutto donne) che hanno scelto di continuare l’assicurazione pagando in proprio, con lo scopo di maturare comunque il diritto alla pensione. Da un’occhiata sommaria alle tabelle, i cui nuovi parametri sono indicati in un apposita circolare Inps, (la n. 12 del 27 gennaio 2017), si nota facilmente come costa sempre di più «farsi» una pensione da soli, per chi si è ritirato prima del tempo dall’attività lavorativa. Non solo, ma in passato la sola autorizzazione al versamento ha costituito un ottimo scudo per difendersi dalle novità – sempre insidiosamente in agguato – intervenute in materia di requisiti pensionistici. Dopo la riforma Monti-Fornero, ora non è più così.
Valori 2017. Le somme da versare differiscono a seconda della decorrenza dell’autorizzazione: prima o dopo dicembre 1995. L’ammontare del contributo volontario si ottiene, infatti, applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell’ultimo anno di lavoro) l’aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 32,87% (33,87% per le quote eccedenti i 46.123 euro annui, minimale 2017) per le autorizzazioni successive. Mentre il massimale di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/95, da applicare, per l’anno in corso, ai prosecutori volontari titolari di contribuzione non anteriore al 1° gennaio 1996 o che, avendone il requisito, esercitino l’opzione per il sistema contributivo, è di euro 100.324,00.
Esiste anche una retribuzione base (minimale), pari al 40% del minimo di pensione mensile. In altri termini, per il 2015, con un minimale di retribuzione settimanale pari a 200,76 euro, il contributo non può essere inferiore a 55,95 euro per i soggetti autorizzati sino al 31 dicembre 1995 e a 65,98 euro per le autorizzazioni successive.
Il pagamento dei contributi volontari può avvenire in tre modi diversi:
1) utilizzando il bollettino Mav (pagamento mediante avviso);
2) online, sul sito internet www.inps.it;
3) telefonando al numero verde gratuito 803.164, utilizzando la carta di credito;
4) ricorrendo al nuovo sistema PagoPA
Uno scudo perforato. La possibilità di versare volontariamente in occasione delle precedenti riforme ha sempre costituito una vera e propria polizza assicurativa. A cominciare dall’elevazione del minimo di contributi richiesto per la vecchiaia, innalzato da 15 a 20 anni dalla riforma Amato del 1993, dove è prevista la conservazione dei «vecchi» 15 anni in favore dei soggetti autorizzati alla volontaria entro il 31 dicembre 1992. Per non parlare dei famosi «blocchi» temporanei delle pensioni di anzianità, avvenuti più volte tra il 1994 e il 1998, che in questi casi non hanno trovato applicazione,
Ora la musica è cambiata. Solo un ristretto numero di contribuenti volontari è infatti riuscito a rientrare nella schiera dei cosiddetti “salvaguardati” dall’inasprimento dei requisiti pensionistici della riforma Fornero. Ciò non toglie che la richiesta di autorizzazione alla volontaria, alla cessazione o sospensione dell’attività lavorativa, sia inutile. Non costa nulla e non è impegnativa.

Dal 20 giugno 2016
SISTEMA PAGOPA ANCHE PER CONTRIBUTI VOLONTARI INPS
Inps accelera ulteriormente il processo di digitalizzazione dei propri servizi grazie all’implementazione di PagoPA, il sistema dei pagamenti elettronici a favore delle pubbliche amministrazioni. A partire dal 20 giugno 2016, sul sito www.inps.it, i cittadini potranno pagare grazie a PagoPA i propri contributi volontari. I lavoratori che hanno concluso o interrotto l’attività lavorativa potranno infatti perfezionare i requisiti necessari per avere diritto ad una prestazione pensionistica, o aumentare l’importo del trattamento pensionistico cui si ha diritto se i requisiti contributivi richiesti sono già stati raggiunti. Il versamento dei contributi volontari rappresenta il primo di una serie di servizi online di Inps che progressivamente saranno integrati al sistema dei pagamenti elettronici. PagoPA è l’infrastruttura digitale nazionale – progetto strategico del piano di digitalizzazione del Governo Italiano – che consente a cittadini e imprese di effettuare pagamenti in modalità elettronica verso la pubblica amministrazione garantendo sicurezza, semplicità e flessibilità nella scelta delle modalità e del prestatore di pagamento. L’adesione di Inps al sistema PagoPA rappresenta un importante passo avanti nel percorso di attuazione dell’iniziativa “Cittadino Digitale”, che vede AgID e Inps uniti nell’intento di ridurre il digital divide grazie alla promozione dell’utilizzo di Internet e dei servizi digitali erogati dalla pubblica amministrazione. La collaborazione tra Inps e AgID ha preso il via nel mese di marzo con l’immediata adesione a Spid da parte dell’istituto previdenziale, e contestualmente all’avvio dell’iniziativa che prevede l’invio a 7 milioni di lavoratori delle buste contenenti la simulazione della propria pensione insieme all’invito a munirsi dell’identità digitale unica per poter accedere online a tutti i servizi della PA.

Previdenza
L’OPZIONE DONNA NEL 2017
Cos’è
È un beneficio che consente alle lavoratrici di ottenere la pensione di anzianità con requisiti anagrafici più favorevoli rispetto a quelli in vigore dal 1° gennaio 2008 in poi. E’ un regime sperimentale in quanto previsto solo per chi ha maturato i requisiti nel periodo dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2015.
A chi si rivolge
Alle lavoratrici dipendenti e autonome in possesso di:
• anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, che non abbiano altrimenti maturato il diritto a pensione di anzianità. La lavoratrice che ha già maturato i requisiti per la pensione di anzianità previsti dalla c.d. Riforma Maroni (legge n. 243 del 2004) consegue il diritto alla pensione secondo questa normativa e non come opzione donna.
• anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995 che non abbiano optato per la liquidazione della pensione esclusivamente con le regole del sistema contributivo.
Requisiti
Per avere diritto alla pensione di anzianità con l’opzione donna le lavoratrici devono possedere, entro il 31 dicembre 2015:
• un’anzianità assicurativa e contributiva di almeno 35 anni (per le gestioni esclusive dell’AGO 34 anni, 11 mesi e 16 giorni)
• un’età anagrafica di 57 anni, se dipendenti, e di 58, se autonome. Dal 1.1.2013, con gli adeguamenti alla speranza di vita cui all’articolo 12 della legge n. 122 del 2010, il requisito di accesso è divenuto di 57 anni e 3 mesi per le lavoratrici dipendenti e 58 anni e 3 mesi per quelle autonome.
La facoltà è stata estesa retroattivamente anche alle lavoratrici che al 31 dicembre 2015 avevano compiuto 57 anni, se dipendenti, e 58 anni, se autonome ma che a tale data non erano in possesso degli ulteriori tre mesi richiesti per effetto degli incrementi alla speranza di vita applicati dal 1.1.2013.
Condizioni
La lavoratrice deve accettare che la pensione venga liquidata interamente con il calcolo contributivo.
Al momento della decorrenza del trattamento, inoltre, l’interessata deve cessare l’attività di lavoro dipendente.
Decorrenza
La pensione di anzianità, nel caso di opzione donna, viene corrisposta alla lavoratrice decorsi 12 mesi, se lavoratrice dipendente, (18 mesi, se autonoma) dalla data di maturazione dei requisiti previsti4. Le lavoratrici dipendenti nate nell’ultimo trimestre del 1958 (ultimo trimestre del 1957, se autonome) devono attendere ulteriori 4 mesi relativi agli incrementi della speranza di vita del 2016.
4 La decorrenza della pensione è cioè differita rispetto alla maturazione dei requisiti (c.d. ‘finestre mobili’) secondo quanto previsto dall’articolo 12 della Legge 30 luglio 2010, n. 122; tale differimento è stato abolito,
per la generalità delle pensioni, dal 1 ° gennaio 2012 (Legge 22 dicembre 2011, n. 214
Domanda
La domanda deve essere inoltrata esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:
• Web – accedendo ai servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite Pin o Spid attraverso il portale dell’Istituto
• telefono – contattando il contact center integrato, al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico
• patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto – usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi.

Carlo Pareto

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