lunedì, 24 aprile 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Intervento di Gian Franco Schietroma
Pubblicato il 20-03-2017


Care Compagne, cari Compagni,

questo Congresso Straordinario nasce innanzitutto dalla necessità di difendere la nostra comunità dall’attacco di chi ha tentato di distruggere il Partito facendo ricorso alla Magistratura.

Tutti sanno che il ricorso alla via giudiziaria costituisce la negazione della politica.

Ed allora, poichè agli atti irresponsabili si deve rispondere proprio con la politica, questo Congresso Straordinario è la nostra risposta.

Siamo venuti quì a Roma per dire NO con forza, per dire NO con fermezza, per dire NO con grande determinazione a chi ha provato a far cancellare il nostro Partito per via giudiziaria.

Care Compagne e cari Compagni,

non è la prima volta che qualcuno tenta di annientare il nostro Partito.

Circa dieci anni fa ci provò Veltroni con il suo PD a vocazione maggioritaria.

Ma anche quella volta abbiamo resistito. Abbiamo detto NO a Veltroni che ci offriva qualche strapuntino e abbiamo presentato orgogliosamente il simbolo del Partito alle elezioni politiche del 2008, pur sapendo che nessuno di noi sarebbe stato eletto. E da lì abbiamo faticosamente risalito la china, guidati da Riccardo Nencini.

Ed oggi siamo ancora quì con Riccardo a difendere tutti insieme il Partito da questo nuovo attacco sconsiderato.

Qualcuno, in questi giorni, mi ha chiesto: “Ma perchè una sola mozione ?”

La risposta è semplice: quando la casa viene gravemente minacciata, bisogna difenderla tutti insieme, occorre essere ancor più uniti di sempre.

Con questo Congresso Straordinario dobbiamo mettere definitivamente in sicurezza il Partito perchè oggi, più che mai, c’è bisogno di socialismo nel nostro Paese.

Se in un paese ci sono ancora tante persone senza reddito, senza stipendio e senza pensione (e non mi riferisco soltanto al dramma degli esodati), vuol dire che in questo paese c’è poco socialismo.

Se in un paese ci sono malati, anche gravi, “parcheggiati” per giorni nei pronto soccorso, vuol dire che in questo paese non c’è abbastanza socialismo.

Se un paese è diventato il paese delle tasse più elevate ed inique e dei balzelli più disparati (come il canone RAI che va abolito e, di certo, non inserito nella bolletta Enel), vuol dire che in questo paese la via del socialismo è ancora molto, ma molto lontana.

Se in un paese il lavoro è diventato, più che una conquista, un miraggio; se non si può più stare tranquilli nemmeno nell’intimità della propria casa, vuol dire che in questo paese non c’è socialismo, perchè mancano i presupposti fondamentali del socialismo, che sono la libertà e la giustizia sociale.

Ho ricordato Veltroni ed il suo PD a vocazione maggioritaria.

Debbo aggiungere per completezza che il progetto veltroniano ha portato alla vittoria di Berlusconi alle elezioni del 2008 e alla non vittoria del PD a quelle del 2013.

Credo di poter dire che la scissione di questi giorni ha sancito il definitivo superamento del progetto di un PD a vocazione maggioritaria.

Ora, quindi, occorre un nuovo centrosinistra per battere la destra e per sconfiggere il pericoloso nulla dei 5 Stelle, testimoniato in modo emblematico dalle sconcertanti avventure della Raggi proprio quì a Roma.

Occorre ricostruire il centrosinistra, garantendo un’articolazione plurale della coalizione. E in tal senso mi sembra molto interessante l’iniziativa, tesa a recuperare lo spirito originario de  l’Ulivo, presa da Giuliano Pisapia, che conosco ed apprezzo da anni e con il quale il nostro Partito, molto opportunamente, ha aperto un dialogo politico.

Comunque una cosa è certa: il centrosinistra non può passare dai dodici partiti de l’Ulivo di Prodi (che erano troppi) all’eccesso opposto di un partito unico.

Ecco, quindi, il rafforzamento del PSI è molto importante, sia per un’azione di governo ancor più incisiva a difesa dei più deboli, sia al fine di una necessaria articolazione plurale del centrosinistra.

D’altra parte osservo che chi si definisce socialista in Europa non ha però il coraggio di chiamarsi socialista anche in Italia (ora oltre al PD abbiamo pure il DP).

Noi siamo orgogliosi di chiamarci ancora socialisti, non possiamo e non dobbiamo fare scelte diverse. Per un semplice motivo: perchè siamo noi la sinistra ! Siamo noi la vera sinistra riformista italiana !

E allora pensiamo a lavorare tutti insieme ad un Partito Socialista rinnovato, che abbia grande attenzione al ruolo dei giovani e delle donne con l’obiettivo di valorizzare il merito e la competenza ad ogni livello per costruire una nuova classe dirigente, attenta a cambiare al meglio la società, favorendo una giusta crescita nelle libertà individuali, nell’uguaglianza delle opportunità, nella tutela delle minoranze e nella giustizia sociale.

Il nostro deve essere un Partito aperto a tutti, con una sola eccezione: deve essere chiuso agli opportunisti, a chi condiziona la stessa permanenza nel Partito soltanto al proprio interesse personale.

Noi socialisti ribadiamo l’importanza prioritaria di una serie di questioni:

1.   Dare adeguata attuazione ad alcuni dettami fondamentali della Costituzione ancora inapplicati, specie in tema di lavoro e di diritti, di sviluppo della cultura, dell’istruzione, della ricerca e di tutela della salute e dell’ambiente.

2.   Stabilire su nuove basi la solidarietà tra le diverse aree del Paese, tenendo ben presenti i problemi dell’integrazione, affrontando con efficacia la questione meridionale e prendendo atto dell’esistenza di una questione settentrionale, legata alle difficoltà sorte di fronte alle sfide della modernità.

3.   Definire nell’Unione Europea i canoni per una migliore integrazione degli immigrati, basata sul riconoscimento dei diritti in un quadro di precisi obblighi e dell’accettazione delle normative e dei costumi del paese che accoglie. La recentissima sconfitta del populismo in Olanda è di buon auspicio anche in tal senso.

4.   Affermare che l’Italia, nel terzo millennio, deve avere, come vocazione prevalente, quella di puntare, in via prioritaria, sullo sviluppo delle attività turistiche e culturali e sul risanamento e la valorizzazione dell’ambiente per determinare importanti prospettive di sviluppo economico e notevoli opportunità di nuova occupazione.

5.   Intensificare la realizzazione di nuove forme di intervento nel settore della casa, come sta facendo molto bene Riccardo Nencini. Ad esempio l’housing sociale, per ridurre il disagio abitativo delle giovani coppie, degli studenti, degli anziani, dei precari e di individui e nuclei familiari svantaggiati.

6.   Riformare la giustizia non solo per dare tempi ragionevoli alla durata dei contenziosi e per avviare a soluzione la delicatissima situazione delle carceri, ma anche per fronteggiare adeguatamente la delinquenza che, nonostante il lodevole impegno delle forze dell’ordine, minaccia seriamente la sicurezza dei cittadini e delle famiglie. E’ necessaria, tra l’altro, la rapida approvazione in Parlamento della proposta di legge socialista di estendere l’applicazione della sorveglianza speciale e delle più gravi misure di prevenzione previste per i mafiosi ed i camorristi anche a coloro che commettono furti nelle abitazioni, scippi, rapine ed estorsioni.

7.   Salvaguardare in modo equo le pensioni, che costituiscono tutt’oggi un ammortizzatore sociale di rilievo per l’economia di tante famiglie, ed in tal senso un primo passo è stato fatto con l’approvazione della proposta socialista di ampliare la platea dei pensionati beneficiari della quattordicesima.

Con chi è d’accordo su questi punti programmatici possiamo fare alleanze, possiamo dar vita anche a liste comuni dove e quando è necessario per superare gli sbarramenti elettorali, ma l’autonomia del nostro Partito deve essere sempre fuori discussione.

Oggi, in questo Congresso Straordinario, non potendo sapere quale sarà la legge elettorale con cui si svolgeranno le prossime elezioni politiche, non siamo in grado di prendere decisioni al riguardo. Le prenderemo tutti insieme, al momento opportuno, nel Consiglio nazionale che andremo ad eleggere.

Ma una cosa è certa: nessuno pensi di poterci annientare. Non lo permetteremo mai, non lo permetterete Voi che siete la migliore risorsa di questo Partito, Voi che siete venuti quì a vostre spese,  con la vostra passione, con il vostro entusiasmo, con quella carica umana che solo chi è socialista possiede.

Sono ottimista anche perchè abbiamo solide fondamenta; e le fondamenta siamo noi tutti, con la nostra storia, che parte da Turati, il quale tantissimi anni fa auspicava con forza l’unità politica dell’Europa.

Oggi, a distanza di tanti anni, il problema è rimasto sempre quello. L’unità monetaria non basta, occorre assolutamente l’unità politica per poter cambiare davvero l’attuale Europa dominata dai poteri forti e dai grandi capitali nell’Europa della giustizia sociale, in cui vi sia veramente spazio per le istanze dei più deboli.

Il nostro impegno socialista è per questi cambiamenti.

Publilio Siro, un pensatore dell’antichità, affermava: “Cotidie est deterior posterior dies” (“Ogni giorno l’oggi è peggiore dello ieri”).

Noi socialisti non possiamo essere d’accordo con Publilio Siro. Noi socialisti non siamo pessimisti, non abbiamo paura di affrontare le sfide della modernità, anzi lavoriamo con entusiasmo proprio al cambiamento, sempre con la nostra voglia di essere protagonisti di un futuro migliore per il nostro Paese e per coloro che attendono ancora un lavoro ed una società più giusta e più umana.

Grazie Compagni ! Buon lavoro !

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento