venerdì, 28 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

INTERNAZIONALE SOCIALISTA
LOCATELLI VICEPRESIDENTE
Pubblicato il 03-03-2017


locatelli is

Da sinistra Isabel Allende, George Papandreou, Pia Locatelli, Colette Avital

Pia Locatelli è stata eletta all’unanimità vicepresidente dell’Internazionale Socialista. La decisione è stata presa nel corso del XXV Congresso dell’Internazionale Socialista “For a world in peace, with solidarity and equality”, che si svolge a Cartagena in Colombia.

Al Congresso, i cui lavori si concluderanno domani, sabato 4 marzo, partecipano oltre 350 delegati, provenienti da 85 partiti membri.

Pia Locatelli, capogruppo PSI alla Camera e presidente del Comitato Diritti umani, che ha ricoperto la carica di presidente dell’Internazionale socialista Donne dal 2003 al 2012 e da allora ne è Presidente onoraria, è la prima donna italiana ad accedere alla vicepresidenza. Tra gli anni ’80 e ’90 l’incarico è stato lungamente ricoperto dal leader socialista Bettino Craxi mentre negli ultimi due congressi (2003-2008) è stato eletto vicepresidente Massimo D’Alema.

I lavori sono stati aperti dal presidente in carica, il greco George Papandreou, e dall’intervento del presidente colombiano Juan Manuel Santos. Il Congresso a Cartagena è anche un segno di riconoscimento per il successo nel negoziato di pace tra il governo colombiano e le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) che ha messo fino a 50 anni di guerra civile. Un negoziato però che non ha avuto ancora fine perché l’accordo è stato bocciato, seppure per pochissimi voti di differenza, in un referendum che si è tenuto l’anno scorso. E il tema della ‘pace’ è al centro di questo Congresso. Ne abbiamo parlato con Pia Locatelli.

Nel tuo intervento davanti ai delegati hai fatto riferimento a Boutros Ghali e al problema di garantire ‘una pace sostenibile’. Cos’è una pace sostenibile?

Vuol dire una pace che duri nella sostanza perché non è sufficiente interrompere una guerra per far sì che l’assenza di conflitto si traduca in una pace stabile e duratura. Per ottenere questo occorre spesso infatti ricostruire il tessuto sociale di un Paese, ridare corpo alle sue istituzioni, e poi ricostruirne le infrastrutture. Solo in questo modo la pace può diventare duratura e si tratta di un processo molto complesso, che richiede molto tempo e un grande impegno collettivo che includa tutti i soggetti, a partire dalle donne, troppo spesso escluse dal processo. Questo approccio è oggi largamente accettato e si è affermato nella comunità internazionale, ma è Boutros Ghali che è stato Segretario generale delle Nazioni Unite, ruolo oggi ricoperto dal nostro compagno Antonio Guterres, ad averlo detto per primo 25 anni fa.

Dell’Internazionale Socialista fanno parte oggi 153 tra partiti e movimenti da tutti i continenti, è un’organizzazione gigantesca, ma con quali concrete possibilità di intervento, cosa può fare?

Il vantaggio dell’Internazionale socialista è che spesso ospita al suo interno come membri partiti che appartengono a schieramenti, a Paesi, in conflitto tra di loro come nel caso, ad esempio, del Marocco e del Sahara occidentale o di Israele e della Palestina. Il premier israeliano Shimon Peres e il leader dell’Olp, Yasser Arafat, si sono stretti la mano la prima volta proprio nel corso di una riunione dell’Internazionale socialista. Poi ci sono stati gli accordi di Oslo. E così ancora abbiamo favorito il dialogo del Marocco col Fronte Polisario e oggi l’USFP (Socialist Union of Popular Forces) non si è opposto a che la partecipazione del Polisario, oggi solo un partito col rango di ‘osservatore’, facesse un passo avanti divenendo membro consultivo. E ancora qui oggi i rappresentanti di due partiti, uno dell’Azerbaijan e uno dell’Armenia, due Paesi che in un recente passato si sono fatti la guerra, si sono stretti la mano dopo aver superato un momento di scontro. Insomma siamo dei ‘facilitatori’, offriamo un contesto in cui è più facile parlarsi, aprire un dialogo, perché in fondo tutti condividiamo gli stessi ideali, valori, principi. E ricordo che oltre un terzo dei Paesi del mondo, 69 Paesi per l’esattezza, è attraversato da conflitti, e dunque il tema di questo Congresso è quanto mai attuale; anzi è di dimensioni enormi.

Lì a Cartagena si sono incontrati anche il rappresentante palestinese di al Fatah e quello israeliano del Meretz. Ci sono novità?

Purtroppo no. Colette Avital, del Meretz, che è anche vice presidente dell’IS, ci ha confermato che il governo attuale presieduto da Netaniahu, non sta facendo quello che servirebbe per far avanzare il processo di pace, anzi, sta facendo il contrario col favorire l’occupazione di altre terre dei palestinesi.

In fondo, il raccogliere al vostro interno partiti che sono anche idealmente affratellati dall’appartenere alla stessa organizzazione, ma pure contemporaneamente a Paesi in conflitto tra di loro, è un vantaggio rispetto alle Nazioni Unite, però di tutto questo lavoro emerge ben poco all’esterno …

Il problema non è che non riusciamo ad avere un ruolo più incisivo, ma piuttosto che non riusciamo a rendere visibile il risultato del nostro lavoro. Purtroppo quando i problemi sono complessi, non ci sono soluzioni semplici e dunque neppure messaggi così semplici da comunicare. Paghiamo lo scotto di una comunicazione che è spesso dominata dal populismo che lancia continuamente messaggi fatti di slogan, ma senza contenuto e invece la democrazia, la pace, si costruiscono faticosamente, passo dopo passo.

Ma non parlerete solo di conflitti…

No, affronteremo temi che sono l’essenza del messaggio del socialismo, ovvero come conseguire una maggiore eguaglianza sia a livello nazionale che a livello globale. E poi ci occuperemo di un tema che è uno dei pilastri fondamentali della nostra organizzazione, quello della solidarietà tra nazioni.

Oggi sei presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne dopo averne ricoperto per due mandati il ruolo di presidente. Come pensi di poter trasferire questa tua esperienza nell’internazionale socialista? Con quali obiettivi?

Oggi il mio impegno sarà anche nel fare in modo che le tematiche di genere siano maggiormente avvertite e valorizzate. Più donne ci sono meglio si lavora, perché la diversità di genere corrisponde a una diversità di sensibilità di approccio e tutto questo si traduce in una ricchezza che consente di ottenere maggiori e migliori risultati. Di questo approccio ne è oggi convinto il mondo dell’impresa che ha capito come ottenere migliori risultati coinvolgendo maggiormente le donne. Non si capisce allora perché questo non sia stato ancora pienamente accettato dalla politica che continua ad essere un mondo a prevalenza maschile. Le diversità sono una ricchezza, un vantaggio da utilizzare al meglio.

Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. Il PSI non ha mai avuto come Segretario una Donna.
    Io speravo tanto che per questo Congresso lo potesse diventare Pia Locatelli.
    Come Socialisti, in Italia siamo stati relegati nell’oblio senza che in questa Seconda Repubblica abbia riscontrato nei vertici del Partito azioni adeguate per il Riscatto del Socialismo italiano.
    Pia Locatelli, sia a livello internazionale che ultimamente nel nostro Parlamento, si è sempre impegnata affinché le Tematiche di Genere fossero avvertite, valorizzate e difese.
    Sono sicuro che se le fosse consentita in Italia una visibilità come Segretario del PSI, se ne avvantagerebbero le donne del nostro Paese, la Politica ed infine l’avvio del Riscatto Socialista.
    Sarebbe un gran gesto politico e di riconoscimento verso i valori rappresentati dalla diversità di genere, se Riccardo Nencini, nel ringraziare i compagni che l’hanno proposto per una riconferma alla Segreteria, rinunciasse ad essa in favore di Pia Locatelli.
    Carissima Pia: come socialista ti ringrazio tantissimo, perché attraverso la stima che continui a riscuotere a livello internazionale è come se parte di essa fosse trasferita come riconoscimento anche ai Socialisti italiani.
    Pia e Carlo vi sono vicino in un unico abbraccio.
    Nicola Olanda

  2. Dopo la generosa rinuncia di Nencini a favore di Pia Locatelli, il Congresso dovrebbe tributare a Riccardo la Presidenza del PSI. Sono convinto che tutti i Socialisti sarebbero molto lieti di questa fraterna conclusione del Congresso.
    Avrei piacere di potere conoscere il parere di qualche lettore dell’Avanti.
    La passione per il nostro Ideale ci faccia superare le divergenze e riassaporare il calore dell’unità.
    Fraternamente da Nicola Olanda

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