sabato, 27 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Istat conferma, nel 2016 crescita del Pil dello 0,9%
Pubblicato il 01-03-2017


PilNel 2016 il prodotto interno lordo dell’Italia è cresciuto. Lo ha comunicato oggi l’Istat con la seguente nota: “Nel 2016 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.672.438 milioni di euro correnti, con un aumento dell’1,6% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è cresciuto dello 0,9%. I dati disponibili per i maggiori paesi sviluppati indicano un aumento del Pil in volume in Germania (1,9%), nel Regno Unito (1,8%), negli Stati Uniti (1,6%) e in Francia (1,1%). Dal lato della domanda interna nel 2016 si registra, in termini di volume, una crescita dell’1,2% dei consumi finali nazionali e del 2,9% negli investimenti fissi lordi. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 2,4% e le importazioni del 2,9%.

La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per 1,4 punti percentuali (0,9 al lordo della variazione delle scorte) mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo (-0,1 punti). A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell’industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,6%). Il valore aggiunto ha invece segnato dei cali nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,7%) e nelle costruzioni (-0,1%).

L’avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari all’1,5% (1,4% nel 2015). L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (AP), misurato in rapporto al Pil, è stato pari al -2,4%, a fronte del -2,7% del 2015”. Il rapporto tra il debito e il Pil nel 2016 è stato pari al 132,6%. Nel 2015 era al 132%.

La pressione fiscale complessiva, cioè l’ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil, nel 2016 è risultata pari al 42,9%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al 2015. L’Italia si conferma la cenerentola dell’Europa con l’incremento del Pil pari a 0,9% mentre la Germania ed il Regno Unito hanno registrato una crescita doppia a quella italiana.

Non si conosce il valore della produzione sommersa e del lavoro irregolare che sfuggono alla rilevazione statistica ed al fisco. Da alcune indagini si possono fanno delle congetture più o meno attendibili ma che danno l’idea di un fenomeno di ampie dimensioni non sufficientemente contrastato. L’emersione dell’economia che elude ed evade qualsiasi controllo dello Stato potrebbe far cambiare di molto il quadro economico dell’Italia ma anche il rapporto attuale con la UE.

Salvatore Rondello

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