giovedì, 29 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

SCENARI EUROPEI
Pubblicato il 01-03-2017


epa04486490 European Commission President Jean-Claude Juncker gives a press conference on Luxembourg leaks after a week under pression at the EU Commission headquarters in Brussels, Belgium, 12 November 2014. Luxembourg leaks is scandal of Companies? Secret Tax Deals in Luxembourg.  EPA/OLIVIER HOSLET

EPA/OLIVIER HOSLET

L’Unione europea da salvare. Sul futuro di un’Europa sempre più divisa e in affanno, arriva a dare prospettive il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che oggi presenta al Parlamento europeo il suo Libro bianco sul dopo Brexit. “Possiamo essere orgogliosi di quanto abbiamo realizzato – ha spiegato in un comunicato il presidente dell’esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker – i nostri giorni peggiori del 2017 saranno in ogni caso di gran lunga migliori rispetto a uno qualsiasi dei giorni che i nostri antenati hanno trascorso sul campo di battaglia. Con il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma è giunto il momento per una Europa unita a 27 di definire una visione per il futuro”. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha telefonato al Presidente Paolo Gentiloni per discutere del summit per i 25 anni dei Trattati di Roma, in agenda il 25 marzo nella capitale e per parlare del futuro dell’Europa.
Proprio in vista del summit Juncker in 26 pagine fa lo sforzo di guidare i Paesi membri verso una possibile strada, ma senza imporre soluzioni. Il libro traccia cinque possibili percorsi fino a dicembre, e nessuno degli scenari previsti però impone la revisione dei Trattati.
Il documento illustra infatti gli scenari verso i quali l’Europa potrà dirigersi da qui in avanti, alla luce degli ultimi avvenimenti che sembrano aver fatto vacillare la stessa idea dell’Europa e che vede populismi e nazionalismi cavalcare con sempre maggiore foga il Vecchio Continente in crisi.

Scenario 1: Proseguire in questo modo
Nessun cambiamento e tutto viene lasciato nelle mani dei singoli Stati membri responsabilità fondamentali come il controllo delle frontiere.

Scenario 2: Uniti nel Mercato unico
Con questa prospettiva la missione principale sarebbe il mercato unico, ma così l’UE si troverebbe ad affrontare elevati rischi per l’euro e l’Eurozona sarebbe vulnerabile anche si fronte a nuove crisi finanziarie.

Scenario 3: Chi vuole di più faccia di più
È lo scenario dell’Europa a più velocità, basato su “coalizioni di volenterosi” disposti a elaborare politiche comuni su temi come difesa, sicurezza interna, questioni fiscali e sociali, ma verrebbe messa in dubbio la governance dell’eurozona.

Scenario 4: Fare meno ma farlo meglio
Si tratterebbe di affrontare meglio alcune questioni come una Frontiera europea e una Guardia costiera, così come una posizione comune in politica estera, tuttavia i Paesi devono prima essere d’accordo tra loro sulle aree in cui vogliono una cooperazione più efficiente.

Scenario 5: fare molto di più e farlo tutti insieme
L’Ue avrebbe più risorse proprie e una sola voce su politica estera e commercio; potrebbe assumere la leadership globale su cambiamento climatico e questioni umanitarie. A Bruxelles si farebbe un lavoro di decision-making “molto più ampio e veloce”, cosa che – ammette la Commissione Juncker – “rischia di alienare quelle parti della società che non credono nella legittimità dell’Ue”.

Tra le cinque opzioni contenute nel libro bianco è proprio questa l’unica ad avere una prospettiva e un futuro. E l’unica che con ogni probabilità sarà rilanciata nella dichiarazione del vertice di Roma del 25 marzo.
Contro l’esposizione di queste prospettive arriva il parere del capogruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento Ue Gianni Pittella che si dice “deluso” dal Libro bianco di Juncker, “perché ha dato 5 opzioni per il futuro dell’Europa senza sottolineare una scelta politica della Commissione”.
Sempre in Parlamento europeo arriva anche l’avvertimento dal Commissario europeo agli Affari Economici Pierre Moscovici, in audizione oggi in Parlamento per preservare l’Europa. “Siamo in mondo pericoloso, ci sono forze che vorrebbero smantellarci, penso alle politiche americane e alla politica russa, e a forze interne che potremmo temere come la Brexit”. ha detto Moscovici. “Se così tanti vogliono dividerla forse è perché l’Unione è forte e disturba. Serve un sussulto politico per lottare per una Ue più democratica e più efficace anche a livello economico”.
Moscovici è intervenuto anche sulla manovra correttiva che il governo italiano si è impegnato a realizzare per far fronte ai rilievi sui conti posti da Bruxelles. La commissione- ha spiegato – “non chiede un aggiustamento di bilancio irrealistico ma progressivo e ragionevole per il rispetto del braccio preventivo del patto di stabilità”. Il commissario si è detto comunque “certo che l’Italia assumerà le proprie responsabilità e il dialogo andrà avanti”.
“A titolo personale sono favorevole a concetto estremamente ambizioso di zona euro, di una capacità di bilancio che permetta da una parte di prolungare piano Juncker” e dall’altro di “sostenere una assicurazione minima contro la disoccupazione. Secondo me l’Unione deve andare fino in fondo, e dotarsi di un Tesoro europeo, per una trasformazione progressiva”. In questo modo – ha spiegato – ci sarà “maggiore trasparenza. Noi – ha spiegato – prendiamo decisioni, ad esempio sulla Grecia, che gravano sull’economia dei Paesi. Credo che agiamo con saggezza ma capisco che ci possa essere una richiesta di spiegazioni e apprensione da parte delle istituzioni democratiche, dei Parlamenti e dei cittadini”

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