mercoledì, 26 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Knockin’ on Heaven’s door, Franco Piro
Pubblicato il 21-03-2017


Sulle note della canzone cantata da Bob Dylan si è aperta a Bologna, oggi 20 marzo, un incontro di commemorazione di Franco Piro. Non una cosuccia piccola piccola. Una bella manifestazione, che da ricordo per molti di un amico, di un compagno socialista, con cariche di rappresentanza e governo e di un professore universitario si è trasformata in una rentrée socialista come non se ne vedevano da anni. Quando si parla di una persona che non c’è più, si finisce per tirare le somme di una vita. E che vita. Barricadiera, handicappata, di governo, di studio, di affetti. Difficile fare una sintesi. Proviamoci, con il sorriso intelligente, quello di Franco, che campeggiava sullo sfondo della sala.

Scomodo, eretico. Questi gli aggettivi più usati. Del Bue ha ricordato che spesso, quando si commemora qualcuno, si finisce per far fare più passerella ai vivi che l’hanno conosciuto che al morto. Un po’ si è corso questo rischio, ma essendo Franco, a giudizio degli intervenuti, un personaggio vulcanico, di un’intelligenza straordinaria e di una fumantina sincerità, qualità che lo portavano a essere scomodo, eretico, bastian contrario (diciamo un simpatico rompicoglioni) ecc..ecc.., il protagonismo dei ricordi personali è stato, tutto sommato, contenuto.

Casini. Non quelli piriani da giovane rivoluzionario, tra le file di PotOp, barricadiero con le stampelle pronte al lancio come Enrico Toti. Né quelli da giovane socialista (s’iscrisse prima alla FGSI, perché non tutto il PSI bolognese lo accolse subito a braccia aperte). Non quelli ideati a sostegno della Legge 104 o le grane piantate alla Commissione Finanze per averne almeno l’agibilità fisica. Qui si parla del Casini PierFerdi, che ha onorato l’assise socialista con la sua presenza e un suo intervento. Intervento che, al suo esordio, ha colato miele nelle orecchie dei militanti socialisti, partendo con uno sperticato elogio di quello che è stato il Partito Socialista Italiano. Si mastica un po’ amaro per quel “è stato”, ma, tant’è, bisogna accontentarsi. PierFerdi non ha tentennato e ha rivendicato le qualità di una classe politica straordinaria, quella della Prima Repubblica, paragonata a quelle che l’hanno seguita fino ai giorni nostri. Detto da lui, che ha condiviso la scena della cosiddetta Seconda Repubblica, Terza o non si sa, non è male. Data anche la caratura del personaggio, che ha ricoperto la terza carica dello Stato.

Legge 104, handicappato o disabile? Al giorno d’oggi siamo sfiziosi, esigenti, con l’uso dei termini. Si deve dire disabile. Poi, però, i disabili li puoi lasciare tranquillamente fuori della porta, perché l’ascensore non funziona. E’ accaduto oggi, al Comune di Bologna, dove si teneva la manifestazione. E dire che era programmata da tempo, non da ieri. Si sapeva che sarebbero intervenute persone disabili a ricordare con affetto e con forza uno che si era battuto per loro, che era uno di loro. Ci si è dovuti arrangiare e spostare la riunione al piano terra. Come accade ancora per le tante inadempienze nell’applicazione delle tutele degli handicappati. E dire che Franco aveva ricordato in un suo libro il luminoso esempio di Roosevelt che si era impegnato per trasformare gli handicappati da assistiti in contribuenti, da cittadini di serie B a cittadini di serie A, uguali a tutti gli altri. Piro è stato un martello pneumatico, una schiacciasassi sulla questione della disabilità, (sostegno, assistenza, lavoro, dignità). Giorgio Benvenuto ha ricordato quanto Piro avesse perorato il sostegno della Triplice sindacale per far passare leggi e provvedimenti che rendessero realmente i disabili cittadini contribuenti. Con una vita e una dignità pari agli altri. Non tutti lo sanno, ricordiamolo anche per questo.

Damnatio memoriae. La condanna della memoria. Nel diritto romano indicava la pena consistente nella cancellazione della memoria di una persona e nella distruzione di qualsiasi traccia che potesse tramandarla ai posteri, come se non fosse mai esistita.
È quella che rischia, in modo oramai evidente, il Partito Socialista Italiano. Basti considerare l’ostracismo DS, PD, Mdp. Vorrebbero impadronirsi del termine socialista, visto che al parlamento europeo c’è il Gruppo Socialista. Cui poterono accedere grazie all’ok di Craxi. Ma i socialisti proprio non li possono sopportare. Anche la stampa italiana e le tv (sia RAI che private) fanno a gara per non citare, non parlare, non ricordare. Resta un lumicino di speranza. L’ha acceso Martelli, ricordando le parole di rimpianto degli exManipulite sulla classe politica che hanno distrutto. La nebbia che ha avvolto la rievocazione del venticinquennale di Tangentopoli. Caro Claudio, prendo per buono il tuo spunto. Poi mi guardo intorno e mi sale un po’ il magone in gola. Qui ci sono tanti vecchi. Ma “l’IDEA CHE E’ IN ME NON MUORE,” Matteotti dixit. Dài , Franco, ovunque tu sia ora, lancia un po’ la tua stampella!!!

Isabella Ricevuto Ferrari

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