giovedì, 20 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

La dichiarazione di voto di Oreste Pastorelli
Pubblicato il 23-03-2017


On.le Presidente, On.li Colleghi,

A distanza di pochi mesi torniamo a confrontarci con la ricostruzione dei centri urbani colpiti dai recenti eventi sismici. Sarà un percorso lungo e difficile, rispetto al quale il nostro dovere è quello di mettere a disposizione gli strumenti e le soluzioni migliori, nel minor tempo possibile. Del resto, la grave situazione in cui versano i territori del cratere non richiede soltanto l’afflusso di ingenti risorse economiche, ma esige che tutte le procedure, le scadenze, vadano incontro alle necessità delle popolazioni interessate.

Il rischio, infatti, è quello che le regole, da strumento di garanzia, si trasformino in un ostacolo o, peggio, in vere e proprie ingiustizie. Ciò non dovrà accadere per nessun motivo. Non si sta dicendo che, in questi frangenti, la legalità sia un valore minore, ma non si deve neanche commettere lo sbaglio di applicare a situazioni di emergenza procedure e regole pensati per situazioni ordinarie.

Solo se si adotta questa prospettiva e questa cautela, si potrà amministrare e tutale l’interesse generale, senza sacrificare le legittime aspettative dei cittadini che vivono nelle zone terremotate, i quali attendono dalle Istituzioni un sostegno immediato, puntuale e concreto. Lo diciamo da tempo: la Burocrazia, quando è lontana dai bisogni reali della collettività, è fine a sé stessa. E’ chiaro, quindi, che in questi casi occorre intervenire per eliminarla. Oggi bisogna farlo nei territori colpiti dal terremoto, domani, si spera, in tutto il Paese.

Ebbene, con questo decreto legge il Governo compie un piccolo passo nella giusta direzione, mettendo in campo un pacchetto di misure volto a semplificare le procedure per la ricostruzione, a ridurre o, in certi casi, a sospendere la pressione fiscale sulle popolazioni interessate, nonché ad adeguare le discipline adottate nei mesi dell’emergenza alle esigenze emerse nel corso della loro applicazione.

Questi mesi, infatti, sono stati caratterizzati da una frenetica attività di messa in sicurezza dei luoghi, di realizzazione di strutture abitative temporanee, e di ripristino dei servizi essenziali, rispetto alle quali il quadro normativo deve essere il più chiaro e adeguato possibile.

Solo così le regole possono rappresentare uno strumento utile nelle mani delle Amministrazioni operanti all’interno del cratere. Di fondamentale importanza sarà la previsione riguardante i finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata che estende il contributo anche al restauro degli impianti all’interno delle strutture interessate.

Quest’ultimi sono essenziali per l’abitabilità dei manufatti. E’ quindi fondamentale sostenerne la realizzazione. Sarebbe però decisivo, in questo momento, dare un segnale forte anche alle imprese e agli artigiani che operano all’interno del cratere. Rispetto a questi soggetti, continuo a ritenere che la risposta migliore possa essere l’istituzione in quei territori di una Zona Economica Speciale, all’interno della quale il fisco venga sensibilmente ridotto e rimodulato. Avevamo presentato degli emendamenti in questo senso, che prevedevano l’esenzione totale dalle imposte per imprese e famiglie. Il Governo, però, li ha respinti tutti.

Certo, sono parecchie le misure delle quali condivido il merito e lo spirito: da quelle riguardanti quelle relative alle fasce deboli della popolazione, alla sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti tributari, all’implementazione dell’edilizia residenziale pubblica, fino a quelle per il sostegno e lo sviluppo delle aziende agricole, agroalimentari e zootecniche. Questo Decreto, inoltre, nel suo complesso, persegue gli obiettivi di una pronta ricostruzione e di una altrettanto sollecita ripresa dell’economia e del lavoro in quei territori, vale a dire ciò di cui quelle popolazioni hanno bisogno ora, più di ogni altra cosa.

E’ chiaro, però, che la partita del centro Italia non si chiude con questo provvedimento e che si dovrà intervenire nuovamente, e con costanza. Sarà infatti doveroso dare seguito e sostegno all’azione del Governo su questo fronte, poiché in tal modo si dà speranza e fiducia a quei territori devastati. Nell’esprimere quindi il voto favorevole della componente socialista, mi preme però sottolineare come tale decreto debba essere solo la prima tappa di un lungo percorso che dovrà portare a misure più strutturali e risolutive di quelle messe in campo sino ad oggi.

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