sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

La globalizzazione, l’Europa e l’Italia
Pubblicato il 19-03-2017


fabrizio cicchitto
Alcuni interventi della seconda giornata del Congresso
Fabrizio Cicchitto
La Globalizzazione doveva essere per i teorici comunisti e liberisti un trionfo dell’occidente, ma si è rivelata invece per questo mondo una profonda crisi. L’effetto è stato un profondo rigorismo, con la fine del comunismo invece non c’è stata una fine della storia, ma abbiamo avuto come effetto l’esplosione dell’integralismo religioso. Insomma assistiamo a un paradosso assoluto sull’economia.

Putin punta a smontare l’Europa, non a caso si collega a forze populiste e antieuropeisti come quello della Le Pen e Salvini che mirano a far saltare in aria l’Europa accelerando così su quelle destre estreme.

L’NCD era nato per assicurare la governabilità del Paese e con eleemnti di riformismo. Obiettivo in parte raggiunto con il govenro Renzi. Altro obiettivo era quello di rinnovare il centrodestra, ma ora il quest’ultimo si sposta sempre più verso destra, portando a un’ambiguità di fondo che vediamo anche con la disgregazione del pd. Linee grottesche che portano l’asse del centrodestra verso un populismo che porta al fallimento del nostro obiettivo. Per questo abbiamo deciso di sciogliere L’NCD.

Per quanto riguarda il Pd, in Renzi c’erano due elementi portanti il riformismo e un’arroganza del potere inrapporto, ma se s’indebolisce uno dei due, come in questo caso il riformismo, finisce per avere la meglio l’arroganza del potere, e lo abbiamo visto con il caso dei voucher.
Il voto su Minzolini è stata una presa d’atto di scelta garantista da sottolineare. Il Psi è stato massacrato dal giustizialismo, ma come c’insegna la Rivoluzione francese, la ghigliottina una volta in moto non si ferma. L’antipolitica ora avviata sta distruggendo anche il pd (ex pci) investito anch’esso da una coerrente di giustizialismo.
Il Pd con Minzolini ha tentato così di arrestare questo processo. L’autonomia del Parlamento va assolutamente rivendicata, altrimenti il voto del Parlamento non ha valenza se subordinatio alle decisioni dei magistrati. Tornando a noi: un’area di centro deve andare da sola alle elezioni, mettendo in conto un’autonomia da rivendicare.
Il M5s non va sottovalutato e mette insieme una miscela di estremismo di destra e e di sinistra, con un vicepresidnete della Camera che invoca esercizi della violenza e l’errore più grande è rincorrere quest’antipolitca, così la gente se va a votare, vota per l’originale e non per una copia sbagliata. Bisogna puntare e coagulare su un’area moderata e riformistra che non si trova nell’antipolitica ne nell’ambiguità del Pd. Difficoltà che io non nascondo affatto, ma è possibile un dialogo tra correnti laiche e cattoliche perché le prossime elezioni politiche non saranno uno scherzo, altrimenti si rischia di andare verso derive pericolose
Assistiamo alla riscoperta del razzismo, del populismo e della demoagogia, ma queste cose le abbiamo conosciute già in Europa e ci hanno portato alla catastrofe della guerra.

Carmelo Barbagallo
Immagino un 8 per mille che in tutti paesi europei sia utilizzato per interventi Africa da dove arrivano i flussi di immigrazione. Dopo una decina di anni di prelievi forzosi serve oggi un prelievo a favore donne e per giovani. Se oggi non cominciamo a pensare a una base contributiva per giovani loro non avranno la possibilità di andare in pensione. Boeri vuole trasformare l’Inps in Istituto Nazionale Povertà Sociale. Quindi le priorità: immigrazione e giovani.

Nel nostro paese si spendono più soldi per i ricercati che per la ricerca. 800.000 mila Euro è il costo dei ricercatori. E noi li regaliamo all’estero. Se esportiamo ricercatori non esportiamo le merci.

L’esempio del settore auto ne è la dimostrazione con la perdita di fasce importanti nel settore. L’Europa. Se facciamo l’Europa a più velocità la gara è già persa. La Germania andrà più veloce e noi resteremo stretti nell’austerità. Noi siamo pronti a fare una battaglia contro l’austerità che è la causa della nascita dei populismi e della xenofobia.

Renzi ha perso il referendum per i giovani e per il mezzogiorno. Era partito con il tentativo di mettere i giovani contro gli anziani. Invece li ha messi d’accordo. Renzi voleva fare un master plain per il mezzogiorno: avremmo fatto la nostra parte. Ma ci vuole un patto. In Italia la produttività deve aumentare, se non si crea ricchezza non vi è nulla da ridistribuire. Ma come si crea la ricchezza? Su questo dobbiamo sfidare Confindustria.

Ai tempi di Bettino Craxi eravamo al quinto posto nel modo nel capo manifatturiero. Suoi voucher è stata fatta una ignominia. Con quei vouche si coprivano anche le morti bianche. Con la loro eliminazione si è buttata l’acqua sporca con il bambino. Non era questa la soluzione, ora si rischio il ritorno al lavoro nero.

Peppino Englaro

Provo a far presente cosa rappresenti per un cittadino far valere i propri diritti partendo dal basso, rispettando principi e diritti costituzionali. Ci sono voluti 15 anni e 9 per riconoscere il diritto di Eluana. Nessun può decidere al nostro posto, tra l’altro si è poi scoperto che sul caso di Eluana non c’era nemmeno bisogno del suo consenso prima che finisse in stato vegetativo. Una concezione dell’esistenza che è estranea alla vita, questo Parlamento non può lasciare le persone scoperte da questo diritto fondamentale e inalienabile.

Gian Franco Schietroma

Questo Congresso Straordinario nasce innanzitutto dalla necessità di difendere la nostra comunità dall’attacco di chi ha tentato di distruggere il Partito facendo ricorso alla Magistratura.

Tutti sanno che il ricorso alla via giudiziaria costituisce la negazione della politica. Ed allora, poichè agli atti irresponsabili si deve rispondere proprio con la politica, questo Congresso Straordinario è la nostra risposta.

Siamo venuti quì a Roma per dire NO con forza, per dire NO con fermezza, per dire NO con grande determinazione a chi ha provato a far cancellare il nostro Partito per via giudiziaria.

Care Compagne e cari Compagni, non è la prima volta che qualcuno tenta di annientare il nostro Partito. Circa dieci anni fa ci provò Veltroni con il suo PD a vocazione maggioritaria. Ma anche quella volta abbiamo resistito. Abbiamo detto NO a Veltroni che ci offriva qualche strapuntino e abbiamo presentato orgogliosamente il simbolo del Partito alle elezioni politiche del 2008, pur sapendo che nessuno di noi sarebbe stato eletto. E da lì abbiamo faticosamente risalito la china, guidati da Riccardo Nencini. (Leggi l’intervento integrale)

 

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