domenica, 30 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

La Natura delle Cose, un documentario sul Fine Vita
Pubblicato il 27-03-2017


INVITO proiezione La Natura delle CoseAd Aprile arriva nelle sale “La Natura delle Cose”, il film documentario di Laura Viezzoli, realizzato in un anno di incontri e dialoghi tra l’autrice e Angelo Santagostino, filosofo ed ex sacerdote malato terminale di SLA. Questa è la storia di un accanimento registico, ma anche di un’amicizia intergenerazionale tra una regista di 35 anni e un filosofo di 70, un’esplorazione dell’io e del tu, e di quel confine tutto individuale e poco rispettato, del vivibile e dell’invivibile.
Il film, prodotto da Ladoc e finanziato da Marche Film Commission – Fondazione Marche Cultura e Milano Film Network, sarà proiettato in Senato il 29 marzo, su iniziativa del Senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. Presentato al Festival di Locarno e vinci-tore, tra gli altri, del prestigioso premio Corso Salani al Trieste film festival, il Film esplora un tema di grande attualità: l’ascolto del malato,
spesso poco rispettato, tra il vivibile e l’invivibile. In un momento storico in cui il dibattito sul fine vita e sul testamento biologico è tornato all’attenzione
politica e mediatica, La natura delle cose è un film importante perché offre un contributo di realtà, osservando e ascoltando chi lotta in prima persona con la malattia, aiutando in questo modo lo spettatore a “conoscere” con delicatezza e a “capire” in profondità, la condizione esistenziale del fine vita.
La Sla, di cui è affetto il protagonista del Film, si tocca e si vede in tutta la sua crudeltà in pochi ma scultorei momenti di vita quotidiana, per dimenticarla di volta in volta nel dialogo tra Angelo e Laura, che diventa un altrove, la dimensione dell’incontro e dell’esplorazione. Nel confronto dialettico Angelo non è un malato di cui avere pietà ma una sorta di astronauta in missione che esplora i limiti dell’umano, interrogandosi ed interrogando lo spettatore con la passione di chi ama la vita ma sa di doverla lasciare a breve.
L’immobilità del corpo è solo un punto di partenza per esplorare la lucida e vivacissima mobilità della mente. Cornice visiva e metaforica di questa esplorazione è proprio lo Spazio. Una dimensione potente e affascinante, che permette di vedere oltre l’esteriore immobilità della malattia e di toccare la bellezza interiore del protagonista. La vita astronauta diventa trasposizione visiva delle inquietudini e delle continue trasformazioni che un corpo malato di Sla deve imparare ad affrontare, un repertorio ricco di suggestioni.
L’intento filosofico è quello di far dialogare in modo lirico le contraddizioni del progresso, facendo toccare e stridere la malattia che paralizza, con la dolcezza del corpo in assenza di gravità.
Missioni estreme, parallele e speculari. Si tratta in entrambi i casi di persone, e corpi, la cui vita è resa possibile esclusivamente dalla tecnologia. Se da una parte però questa spinge a superare se stessi, a volare, a realizzare un sogno, dall’altra, per Angelo, diventa infine gabbia da cui scappare.
Un film delicato e al tempo stesso duro, ma mai pietistico, che accompagna lo spettatore a immedesimarsi senza bandiere ideologiche, ma con la potenza dell’osservazione intima e dell’ascolto da vicino, perché è da vicino che questo tema andrebbe ascoltato, osservato e discusso.

“Ho incontrato Angelo Santagostino per la prima volta nel Luglio 2013 quando era già gravemente malato di Sla. Un corpo completamente immobile, se non per gli occhi, così intelligenti, vivaci e desiderosi di comunicare. Lettera dopo lettera, il suo pensiero prendeva corpo grazie a un puntatore oculare in grado di interpretare il movimento dei suoi occhi sulla tastiera del pc. Una vita estrema aggrappata a 21 micro possibilità, le 21 lettere dell’alfabeto.”
La Sla si tocca e si vede in tutta la sua crudeltà in pochi ma scultorei momenti di vita quotidiana, per dimenticarla di volta in volta nel dialogo che diventa un altrove, la dimensione dell’incontro e dell’esplorazione.
Nel confronto dialettico Angelo non è un malato di cui avere pietà ma un’astronauta in missione che esplora i limiti dell’umano, interrogandosi ed interrogando lo spettatore con la passione di chi ama la vita ma sa di doverla lasciare a breve.
L’immobilità del corpo è solo un punto di partenza per esplorare la vivace mobilità della mente, ed è su questo ipnotico contrasto che si muove visivamente l’intero film. Un viaggio tra le luci e le ombre dell’animo umano per prendere coscienza dei propri limiti e ribadire il valore sacro dell’ascolto e del libero arbitrio.

Il film è a disposizione del pubblico tramite l’innovativa piattaforma MovieDay, dove ciascuno può scegliere la città, la sala e la data in cui vederlo. Un meccanismo di distribuzione dal basso che favorisce la scelta e la partecipazione diretta del pubblico. La primissima sarà all’Apollo 11 di Roma (29 Marzo), a seguire sono previste già diverse proiezioni: Ancona (6 aprile), Urbino (7 aprile), Fermo (10 aprile), Milano e Napoli (11 aprile), Torino e Roma (13 aprile).

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