lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Austria e la linea dura sugli immigrati
Pubblicato il 29-03-2017


austriaNo al velo in pubblico, alla distribuzione del Corano e frequentazione obbligatoria di corsi di lingua e cultura tedesca per i profughi nel primo anno del loro arrivo in Austria. Lo riportano i media austriaci precisando che le misure, preannunciate a febbraio, sono state approvate dal governo nel consiglio dei ministri che ha apportato modifiche al piano ‘sicurezza e integrazione’.”Solo in questo modo le persone potranno elaborare il rispetto verso la società”, ha affermato il ministro degli Esteri Sebastian Kurz.

Continua la linea dura sull’immigrazione del governo austriaco a guida socialdemocratica che ha alzato nuove barriere sul ricollocamento dei migranti ritenendo “ingiustificata”la partecipazione di Vienna “al ricollocamento dei migranti a favore di Italia e Grecia, nel segno della solidarietà europea”. Lo scrive il cancelliere austriaco Christian Kern, nella lettera sulla relocation a Bruxelles, inviata a Jean-Claude Juncker. Il testo è pubblicato da “Der Standard”. Kern afferma che l’Austria, fra il 2015 e il 2016, ha registrato “oltre 4,5 richieste di asilo” più dell’Italia e “oltre due volte e mezzo” più della Grecia in proporzione alla popolazione.

“La decisione della ricollocazione dall’Italia e dalla Grecia – scrive Kern – si basa sui principi della solidarietà e sulla distribuzione equa della responsabilità fra gli Stati membri. L’Austria si riconosce in questi principi. Si e’ tuttavia visto che la realizzazione delle soluzioni comuni va avanti solo a rilento, e che il peso maggiore nel contrasto ai flussi migratori poggia ancora su pochi stati membri”. “L’Austria si è mostrata particolarmente solidale nel contrasto alle correnti migratorie, e in proporzione alla sua popolazione è stata fra i primi tre stati membri dell’Ue, col numero più alto di profughi, sia nel 2015 che nel 2016”, scrive Kern.

Sostenendo che una partecipazione adesso alla relocation sia “non giustificata”, Kern conclude: “Una parte consistente di queste persone, che hanno chiesto asilo in Austria nel periodo rilevante per la decisione, sono entrate in Ue attraverso i due Stati, e poi hanno proseguito il loro viaggio in Austria direttamente o indirettamente”. L’Austria ha quindi “di fatto con questo contribuito a un alleggerimento dei due Stati” e questo “al di la’ dell’applicazione della relocation”. L’annuncio del cancelliere socialdemocratico Christian Kern è stato definito dal ministro degli interni austriaco Wolfgang Sobotka (popolari) “un primo passo” per disattendere il piano Ue per il ricollocamento dei profughi. Per quanto riguarda invece l’accoglimento di 50 minorenni non accompagnati dall’Italia, il ministro ha detto che “i preparativi sono in corso”, ma potrebbero impegnare “alcune settimane”.

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