lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

“L’oltre, l’altro e l’altrove” alla MAC Maja Arte Contemporanea
Pubblicato il 27-03-2017


Dietro ogni cosa visibile esiste una realtà interiore e invisibile corrispettiva.
John Keats, “Ode a Psiche” (1819)

Olivier Fermariello - Air de famille

Olivier Fermariello – Air de famille

Nel mese di aprile la MAC Maja Arte Contemporanea ospita la collettiva dal titolo L’oltre, l’altro e l’altrove, collaborando per la prima volta con gli artisti Veronica Della Porta, Olivier Fermariello e Gianfranco Toso, di cui si espongono rispettivamente sei fotografie e tre dipinti.
Negli scatti in bianco e nero di Veronica Della Porta il paesaggio quotidiano fa un passo indietro per lasciare spazio alla materia architettonica che diviene protagonista silenziosa e al contempo vibrante. Il superfluo viene escluso in un processo di rimessa a fuoco dove l’artista analizza l’architettura nel dettaglio per spingersi oltre per sottrazione. La scelta accurata dei materiali e il tipo di carta utilizzata per la stampa, in un’unica tiratura, esaltano la fotografia rendendola affine ad un’opera su carta.
Ispirandosi al genere del ritratto di famiglia degli inizi del secolo scorso, Olivier Fermariello presenta alcuni scatti della serie Air de famille. La relazione di complicità – tra distanza formale e intimità – che lega il fotografo alle figure dei propri nonni, è l’inizio di un discorso ed un pretesto emotivo attraverso il quale la forza del mezzo fotografico esce fuori con una rinnovata energia, dove l’oltre, l’altro e l’altrove balzano allo sguardo annullando il tempo e lo spazio. L’espediente della messa in scena e il particolare tipo di relazionalità con l’Altro, consentono al fotografo italo francese, da sempre diviso tra culture diverse, di recuperare l’album fotografico delle sue origini.
Gianfranco Toso indaga la creazione della forma come tensione ad una dimensione metafisica dell’immaginazione. Strumento di ricerca sono le forme della geometria, intesa allo stesso tempo come misura della terra e contemplazione del trascendentale. Tali forme, non immediatamente percepibili dai sensi, sono individuabili soltanto attraverso una conoscenza interiore. Le pure, precise relazioni che operano tra le figure geometriche si spingono ad identificare il concetto di perfezione ultraterrena, muta e assoluta.

VERONICA DELLA PORTA nasce a Modena nel 1964, vive e lavora a Roma. Scenografa e costumista, ha collaborato con diversi artisti (tra cui Mario Schifano e Isabella Ducrot), prima di intraprendere un autonomo percorso creativo. Le sue opere sono stampe digitali, prevalentemente in bianco e nero, ad unica tiratura. Del 2013 la prima personale curata da Ludovico Pratesi presso la galleria s.t. di Roma.
Seguono collettive e partecipazioni a fiere (Roma 2012, Affordable Art Fair; Bologna 2015, Set Up Fair; Londra 2015, Start Art Fair, Saatchi Gallery).

OLIVIER FERMARIELLO nasce a Roma nel 1975. Fotografo italo-francese, ha esposto il suo lavoro nel quadro di Festival internazionali (Roma 2005-2007, Festival Internazionale di Fotografia; Montpellier 2010, Boutographies; Stoccarda 2010, Fotosommer; Darmstadt 2010, Darmstädter Tage der Fotografie), di Musei (Roma 2005, Galleria Nazionale d’Arte Moderna; Cinisello Balsamo 2007, Museo Fotografia
Contemporanea; Milano 2010, Triennale) oltre che di varie esposizioni personali e collettive. L’opera di Olivier Fermariello è stata segnalata in premi quali il Descubrimiento, Leica Awards, Bourse du Talent, Amilcare Ponchielli ed ha ottenuto riconoscimenti tra cui il Celeste Prize (2009) e l’ICMA (2014). Vive e lavora a Roma.

GIANFRANCO TOSO nasce a Roma nel 1980, dove vive e lavora. Per un decennio si dedica allo studio e alla pratica dell’architettura, portando avanti contemporaneamente attraverso il disegno, la pittura e l’incisione, una personale ricerca sulle forme costruite. L’interesse per la teoria e il significato profondo alla base della composizione di volumi nello spazio, lo portano ad abbandonare progressivamente il dato tangibile ed il fine utilitario del costruire, per approdare ad una dimensione più metafisica del proprio operare, in cui la creazione di geometrie ideali possa riuscire a proiettare in una dimensione superiore a quella sensoriale. Il suo lavoro è stato esposto presso l’Istituto Centrale per la Grafica (Roma 2010, 2012), il Museo CIAC (Genazzano 2013) e la Rhode Island School of Design (Roma 2016).

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