martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Londra. Isis rivendica attentato a Westminster
Pubblicato il 22-03-2017


londra

L’Isis ha rivendicato la responsabilità dell’attentato di ieri fuori dal Parlamento britannico a Londra, che ha provocato la morte di quattro persone.

Lo riferisce l’agenzia di stampa del gruppo, Amaq.

“Il perpetratore degli attacchi di ieri davanti al parlamento britannico a Londra è un soldato dello Stato islamico e ha realizzato l’operazione in risposta alla chiamata di prendere come obiettivo i cittadini della coalizione”, si legge nella dichiarazione.

Nel frattempo la polizia britannica ha arrestato sette persone.

Secondo il capo dell’antiterrorismo inglese Mark Rowley “al momento non risultano ulteriori minacce”.

A scioccare i britannici è stato soprattutto il fatto che l’attentatore abbia realizzato un simile attentato semplicemente con un’auto a nolo e un coltello.

La polizia ritiene di conoscere l’identità dell’attentatore, che è stato ucciso dalla polizia, ma non ne ha diffuso le generalità.

Ma a rivelare alcuni dettagli ci ha pensato la premier Theresa May che ha fatto sapere che l’uomo che ieri ha lanciato un attacco contro il Parlamento britannico era nato nel Regno unito ed era noto ai servizi di intelligence.

“Posso confermarvi che l’uomo è nato in Gran Bretagna e che alcuni anni fa è stato oggetto di indagini dell’MI5 in relazione ai timori sull’estremismo violento”, ha detto May aggiungendo che “era una figura marginale”.

“Si tratta di un caso relativo al passato e non rientrava nell’attuale quadro (di indagini) dell’intelligence”.

May ha spiegato che a seguito dell’attacco saranno potenziati i pattugliamenti nel Paese e verranno dispiegati altri agenti sulle strade come misura precauzionale.

L’attacco del 22 marzo

Londra sotto shock, a un anno esatto dall’attentato di Bruxelles, una serie di spari sono stati uditi davanti al palazzo di Westminster che ospita il Parlamento britannico. L’edificio è attualmente in stato di ‘lockdown’.

Questo pomeriggio, poco prima delle 16, un Suv ha travolto la folla sul ponte di Westminster per poi schiantarsi contro il cancello del Parlamento. Secondo le ricostruzioni della polizia l’assalitore è poi sceso dal veicolo con un coltello e ha ferito un agente nel cortile di Westminster .

La polizia britannica ha aperto il fuoco contro l’uomo che avrebbe aggredito con un coltello l’agente davanti nell’immediata prossimità di Westminster Bridge, prima di andare ad urtare contro le balaustre l’auto sarebbe piombata sulla folla. Le persone falciate dall’auto sarebbero una quarantina, mentre sarebbero 2 le persone colpite dalla polizia. Altre fonti ancora riferiscono di un poliziotto ferito. L’aggressore morto sarebbe un uomo di circa 40 anni, asiatico. Anche una donna è morta negli attacchi di Westminster Bridge a Londra. Lo riferisce l’associazione stampa parlamentare britannica, citando una fonte medica del St Thomas Hospital​.
Solo dopo oltre tre ore dall’accaduto Scotland Yard ha fornito informazioni ufficiali. La prima: l’assalitore ha agito da solo, quando più fonti giornalistiche, citando anche testimoni, avevano sollevato il dubbio di un secondo terrorista in azione. Poi, il bilancio: cinque morti – l’attentatore, un agente accoltellato e tre civili – e 40 feriti, tra i quali una giovane bolognese (che vive da sei anni a Londra), curata e subito dimessa. Alcuni feriti sono in condizioni molto critiche e presentano traumi “orribili”, fanno sapere dal St Thomas Hospital. Un’altra donna, piombata nel Tamigi, è stata recuperata dalle acque del fiume ed è ferita gravemente. La polizia, stavolta citata dai media britannici, riferisce anche di tre poliziotti tra i feriti sul ponte di Westminster di ritorno da una cerimonia di encomio.
Il vice speaker Lindsay Hoyle ha sospeso la seduta che era in corso e ha ordinato ai deputati presenti di rimanere all’interno dell’Aula parlamentare. La vicina stazione della metropolitana è stata immediatamente chiusa.
E mentre nella capitale britannica l’indagine dell’antiterrorismo è in piena attività, la premier Theresa May ha assicurato che l’attentato non cambierà la vita della città: “Domani il Parlamento si riunirà come sempre, svolgeremo le nostre attività, trascorreremo la nostra giornata come sempre, e tanti visiteranno la nostra città, continueranno a camminare per le strade e la nostra vita proseguirà nella normalità. Non cederemo mai al terrore. Non permetteremo mai alle voci della violenza di sconfiggerci”.

La regina Elisabetta offre i suoi ”pensieri, preghiere e la più profonda solidarietà” a quanti coinvolti dalla “terribile violenza”.
Si è detto invece “Addolorato” Papa Francesco “per la perdita di vite e per i feriti causati dall’attentato nel centro di Londra”.

Media inglesi e israeliani indicavano Trevor Brooks, noto come Abu Izzadeen, come responsabile dell’attacco. A riferirlo erano al Arabiya, la britannica Channel 4 e The Indipendent. Poi è arrivata la smentita: “Non può essere lui perché è ancora in prigione”, riferiscono varie fonti citando l’avvocato. L’uomo, portavoce degli estremisti islamici in Gran Bretagna e considerato un “predicatore d’odio”, è arcinoto all’intelligence britannica sin dal 2006. Nel 2015 aveva fatto perdere le proprie tracce. Brooks, di origini giamaicane, è nato nell’East London.

Un portavoce ha dichiarato che la premier Theresa May “è in salvo”. Il leader della Camera dei Comuni, David Liddington, ha confermato che “un uomo è stato colpito dalla polizia”, ma ha anche aggiunto che “arrivano notizie di violenti incidenti nelle vicinanze”, presumibilmente in riferimento alle persone ferite su Westminster Bridge.

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