mercoledì, 28 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

“Quello che non ho”, teatro canzone al Quirino di Roma con Marcorè
Pubblicato il 01-03-2017


marcorèDopo le felici esperienze di “Eretici e corsari”, “Un certo Signor G” e “Beatles Submarine”, Neri Marcorè torna a collaborare con il Teatro dell’Archivolto di Genova. L’attore è il protagonista di “Quello che non ho” e sul palco del Teatro Quirino di Roma recita e canta accompagnato dalle voci e dalle chitarre di Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini.

Scritto e diretto da Giorgio Gallione, lo spettacolo si ispira a due giganti del nostro recente passato, Pier Paolo Pasolini e Fabrizio De Andrè, portando in scena il sentimento di indignazione civile del primo e le “anime salve” del secondo. In equilibrio instabile tra ansia del presente e speranza del futuro, “Quello che non ho” è un affresco teatrale che si interroga sulla nostra epoca. Lo fa raccontando storie emblematiche, anche in chiave satirica, che mettono a nudo le contraddizioni della nostra società globalizzata, dove – come affermava Pasolini nel documentario La rabbia – continua ad esserci sviluppo senza progresso.

Il tessuto narrativo è basato su episodi di cronaca internazionale, quali lo sfruttamento dei minori in Congo nelle miniere di coltan, fondamentale per l’industria dei computer, o ancora le enormi “isole” di plastica che si vanno concentrando negli oceani. Non mancano le riflessioni di carattere economico e sociale ed il ruolo della politica è ripreso dai famosi scritti corsari di Pasolini: in Italia governare è una noiosa incombenza che si deve assumere chi vuole detenere il potere, reciterà sul palco Marcoré. Lo spettacolo inoltre evidenzia il ruolo del consumismo e dei mezzi di comunicazione di massa, che Pasolini oltre quaranta anni fa aveva individuato come una nuova forma di fascismo bianco.Quello che non ho 4

Alle parole del grande intellettuale prematuramente scomparso, sono incrociate le canzoni di Fabrizio De Andrè: da Khorakhané a Don Raffaè, da Smisurata Preghiera a Dolcenera, da Ottocento a Quello che non ho: ben dieci poesie in musica che passano dalle ribellioni e i sarcasmi giovanili alla visionarietà dolente delle “anime salve” e dei “non allineati” contemporanei. E così, idealmente, dallo spettacolo emerge un dialogo etico e politico, tra le narrazioni dell’Italia e del mondo lasciateci in eredità da due artisti lontani tra loro ma curiosamente spesso in assonanza.

“Nelle ultime stagioni insieme a Neri Marcorè abbiamo molto frequentato il teatro musicale, costruendo spettacoli che guardavano sia al teatro civile che alla bizzarra giocosità del surreale”, commenta il regista Giorgio Gallione. “Con Quello che non ho siamo di fronte a un anomalo, reinventato esempio di teatro canzone che, traendo linfa dalla visione del mondo e dalla poetica di Pasolini e De Andrè, prova a raccontare l’oggi. Un tempo nuovo e in parte inesplorato in cerca di idee e ideali”.

Bravura di molto sopra la media sia per Marcoré che per gli altri tre artisti presenti sul palco, che hanno cantato sempre a più voci, coniugando il canto con la chitarra e le percussioni. Va dato merito anche al lavoro svolto dal maestro Paolo Silvestri per l’arrangiamento musicale dei brani di De Andrè.

Dopo il grande successo alla prima con applausi prolungati, lo spettacolo sarà replicato al Teatro Quirino di Roma fino al 5 marzo.

Al. Sia.

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