domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Martin McGuinness, dalla guerra alla pace
Pubblicato il 21-03-2017


Britain's Queen Elizabeth II shakes hands with Deputy First Minister Martin McGuinness (L) during a private audience in Hillsborough Castle in north-west County Down, Northern Ireland, 23 June 2014 on the start of the Queen's three day visit in Northern Ireland (reissued 21 March 2017). According to media reports on 21 March 2017, Martin McGuinness died at age 66 at Altnagelvin Area Hospital in Derry, Northern Ireland.  ANSA/HARRISONS PHOTOGRAPHY / POOL

ANSA/HARRISONS PHOTOGRAPHY / POOL

Si è spento all’età di 66 anni, Martin McGuinness, l’uomo che ha accompagnato tutta la travagliata storia dell’Irlanda del Nord nel lungo e difficile processo di pace dopo i sanguinosi anni dei Troubles.  Il 66enne esponente del Sinn Fein, da poco si era anche dimesso da vice primo ministro nel governo di Belfast in aperto contrasto con il primo ministro unionista Arlene Foster.
“Il processo di pace in Irlanda del Nord non sarebbe stato possibile senza di lui”. Così Tony Blair saluta Martin McGuinness, l’ex comandante dell’Ira, protagonista dello storico “accordo del Venerdì Santo” tra governo britannico e governo irlandese che nel 1998 pose fine ai sanguinosi ‘Troubles’ in Ulster e fu dopo quella data che l’esponente del Sinn Fein diventò vice primo ministro.
McGuinness però è stato a lungo un terrorista a capo dell’Irish Republican Army, l’esercito clandestino repubblicano, ha guidato i cattolici nord-irlandesi durante una lunga parte dell’era dei Troubles, trent’anni di conflitto intestino che hanno provocato 3 mila morti, stragi, torture e immani sofferenze. Era lui il numero uno dell’Ira quando un attacco dell’organizzazione uccise lord Mountbatten, amatissimo zio del principe Carlo d’Inghilterra, e 18 soldati inglesi.
Nato nel 1950 a Londonderry, negli anni ’70 McGuinness era entrato a far parte dell’Ira. Due anni più tardi, era già vicecomandante della Derry Brigade, la brigata della città dove, il 30 gennaio, si consumerà il Bloody Sunday, quando i parà britannici aprirono il fuoco contro una folla di manifestanti inermi, uccidendone 13. Nel 1973 era stato condannato a sei mesi di prigione per possesso di esplosivi: “Abbiamo combattuto contro l’uccisione del nostro popolo, sono un membro dell’Ira e ne sono molto, molto orgoglioso”, sarà la sua rivendicazione durante il processo. McGuinness venne eletto al Parlamento nordirlandese di Stormont nell’82, nelle fila dello Sinn Fein, posto che non occuperà in virtù del principio astensionista del suo partito.
Eppure, da duro capo militare, ebbe la capacità di comprendere che il sogno dell’indipendenza o meglio della riunificazione dell’Irlanda poteva avvenire soltanto attraverso la pace, il dialogo e il tempo per ricucire le ferite reciproche. Con gli Accordi del Venerdì Santo del 1998, che hanno pacificato la regione, l’Ira iniziò a disarmarsi e venne creato un governo congiunto di protestanti e cattolici, ovvero di unionisti filo-britannici legati alla corona e repubblicani nazionalisti legati a Dublino, che dura tuttora.

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