martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Grande Vecchio.
La P1, la P2 e la P38
Pubblicato il 16-03-2017


Facciamo un’altra interessante conversazione con il grande Gianfranco Carpeoro. Questa volta la nostra chiacchierata ci porta nel torbido mondo della P2, della meno nota P1, della mafia e dell’ ostilità, del resto ricambiata, di questa zona grigia nei confronti del Psi di Craxi e del Partito radicale di Marco Pannella

massoneriaBettino Craxi parlando del “Grande Vecchio” a un certo punto dichiarò che era il caso di cercarlo tra coloro che avevano fatto politica giovanile in area socialista. Esiste una connessione tra i militanti della fu FGSI ed il terrorismo rosso?

Ma sa ce n’erano tanti. Quand’ero ragazzo c’era il “Gruppo Astolabio” che operava a Cosenza e che faceva capo a Franco Piperno. Ci scrivevo anch’io su quel giornale, si chiamava “Gruppo Astrolabio” perché faceva parte della corte di Giacomo Mancini. Li ho visti passare tutti: Lanfranco Pace, Franco Piperno (entrambi ex militanti di Potere Operaio n.d.r.), ce n’erano tanti insomma. Bettino Craxi è vero che inizialmente indicò il “Grande Vecchio” come qualcuno che aveva fatto politica giovanile in area socialista, come è vero che ci fu una connessione tra FGSI e il “partito armato” ma è anche vero che in seguito tornò sui suoi passi dicendo che il “Grane Vecchio” non era mai esistito. Senza contare che poi è intervenuta sui gruppi armati la “sovragestione”, cioè il cambio dei vertici delle BR fu funzionale alla gestione Santovito (Giuseppe Santovito, generale dell’esercito il cui nome fu trovato negli elenchi della P2 n.d.r.) che doveva realizzare gli scopi di quella tremenda organizzazione che fu “Stay Behind”, il cui obiettivo era impedire che i partiti comunisti prendessero il potere e quindi considerare la lotta armata ideologicamente schierata a sinistra  come il miglior strumento di lotta anticomunista. Il mondo era diviso in aree di influenza. Il  motivo per cui l’Unione Sovietica aveva potuto mandare i carri armati a Praga nel ’68 fu lo stesso per cui il Pci non poteva raggiungere il potere in Italia.

Stiamo parlando quindi di una sovragestione di marca atlantista, non sovietica?

Ma certo, le Br del resto hanno fatto comodo agli Americani, non ai Russi. C’entra la P1, è sempre lei. La P2 era solo uno strumento per altro limitato  il cui anello di collegamento era Gelli ed era uno strumento che metteva in fila politici di secondo piano, tutti i vice.

In Italia proprio su questi fatti, dal 2002 al 2006, ha indagato la commissione parlamentare “Mitrokhin”, il cui presidente era il senatore Paolo Guzzanti. Che ne pensa dei risultati prodotti da quell’esperienza?

A tal proposito la commissione “Mitrokhin” azzeccò la metà delle cose, non le cose intere. Nel senso che la grande connessione tra servizi segreti non l’ha azzeccata, ha portato a casa il minimo sindacale perché poi si è rivelata uno zero. Questo perché il potere era determinato affinché su queste inchieste non si andasse troppo a fondo. C’era una specie di saldatura per la quale i problemi gestiti a livello  d’intelligence  dovevano rimanere un affare dell’intelligence.

Cosa può dirmi in merito alla P1?

Il GOI non ha mai mostrato i provvedimenti relativi  alla P1: la bolla di riconoscimento, quando è stata ricostituita… nessuno ha mai messo il GOI alle strette sul problema delle logge Propaganda.

Perché si chiamava Propaganda? Perché dovevano entrarci personaggi di primo piano il cui livello doveva fare propaganda alla Massoneria, in questo senso doveva essere un emblema della dottrina massonica. Quindi la loggia Propaganda nasce con lo scopo opposto dall’essere segreta, perché non avrebbe molto senso fare propaganda attraverso una loggia segreta.

Nel mio libro (Dalla Massoneria al terrorismo, rEvoluzione Edizioni, 2016. N.d.r.) tra le righe indico anche chi era il Venerabile della P1, cioè Eugenio Cefis.

Probabilmente la Propaganda vera e propria è nata subito dopo la guerra, dopodiché la Propaganda 2 la ritroviamo operante ufficialmente dal 1970 , nonostante poi in realtà tutte le fonti riportano che Gelli ci entrò nel 1967. È probabile a questo punto che Gelli, affiliato alla Massoneria nel 1962,  nel ’67 entra nella P1 e dal 1970 iniziano le attività della P2. Una carriera garantita da uno sponsor potente quale era il Maestro Aggiunto Roberto Ascarelli (Avvocato, uomo di spicco della comunità ebraica romana,  vicino politicamente al Partito radicale di Pannunzio e in seguito aderente al PSDI, n.d.r.) che lo fa entrare prima nella loggia (riservata n.d.r.) “Hod” e poi lo sposta nella loggia Propaganda.

Sembra quasi che la “sovragestione”, per dirla con Lei, abbia scelto la forma della loggia massonica per operare in Italia

È una forma che hanno adoperato dappertutto. Pensi che anche per far fuori Salvador Allende hanno utilizzato la Massoneria, perché Augusto Pinochet era membro della stessa loggia del leader socialista cileno (Pinochet era “Primo Sorvegliante” della Gran Loggia del Cile n.d.r.). Non è una particolarità italiana.

La P1 vive e lotta insieme (o meglio contro) a noi?

Secondo me si ed è il motivo per cui si è messo su il teatrino della P3 della P4 e molto probabilmente su alcune cose riesce ad influire e su altre no. Sicuramente con la globalizzazione è molto meno potente di prima. Tutto in Italia è meno potente di prima

Quindi anche la Mafia?

Chi domina sono ormai i rapporti internazionali non quelli nazionali, nella misura in cui la Mafia è entrata negli uffici affari riservati delle grandi banche europee e mondiali sicuramente si muove anche usando il canale della finanza. Ma voglio dire è un contesto di estrema debolezza perché è tutto il Paese ad essere debole

Cioè Lei dice che nel contesto in cui stiamo vivendo anche la parte peggiore del Paese si è indebolito

Precisamente. Ci rifletta: domani mattina Draghi si alza, chiude i rubinetti e noi siamo di nuovo nei guai

La Mafia ha un’origine di società segreta ma anche di cultura esoterica? Mi vengono in mente i tre leggendari cavalieri che si narra abbiano fondato la ‘Ndrangheta: Osso, Malosso e Carcagnosso

Guardi, sicuramente le strutture mafiose, ndranghetiste e camorriste, hanno dovuto “schiavizzare” delle persone nel loro esercito,  hanno dovuto avvalersi anche di argomenti di questo tipo. I capi bastone hanno avuto bisogno anche di argomentazioni religiose/esoteriche anche per poter attirare persone a sé. Ma non è il legame più importante

E qual è il più importante?

La gestione del potere sicuramente. E per gestire il potere devo avere 1000 picciotti che mi obbediscono perché pensano di dovere la vita a Santa Rosalia e Santa Rita, allora uso queste credenze. Non è l’aspetto fondamentale però. Poi l’origine di queste organizzazioni è molto meno misteriosa di quello che sembra: gli esseri umani si associano per raggiungere uno scopo, in questo caso il potere.

Le risulta che il vecchio PSI abbia mai avuto rapporti con queste realtà?

La Mafia in meridione tende ad avere rapporti con chi gli serve: che sia un massone, un politico, un giornalista, una suora… nel periodo di cui stiamo parlando la Mafia era siciliana par exellence. Ebbene, mi citi un solo Siciliano che ha fatto carriera all’interno del PSI. Non gliene viene in mente nessuno vero? Sa perché? Perché Craxi ha sempre ostacolato la crescita del partito in Sicilia tanto è vero che il cartello siciliano lo hanno fatto assieme democristiani e comunisti. La “rete” di Orlando era questo.

Martelli da Guardasigilli nel ’91 chiamò Falcone al ministero per tradurre l’esperienza del Pool di Palermo in leggi dello Stato…

L’unico partito che ha cercato di non avere rapporti con la Mafia è stato il Partito socialista, vale a dire l’unico partito senza referenti siciliani

…E i radicali

Ma i radicali sono una storia a parte. Pannella tra le righe lo diceva che esisteva la P1. Quando diceva “la P2 e la P38” si riferiva ad Eugenio Cefis, il quale  aveva l’abitudine di girare armato. Pannella riusciva a dire queste cose solo perché nessuno le capiva, Cefis sapeva che una frase del genere poteva capirla solo lui e quindi lasciava correre. Marco non era furbo per fregare il prossimo ma lo era sufficientemente per difendersi

Pannella godeva di qualche protezione?

La sua purezza ero lo scudo più resistente che si potesse avere. Era totalmente avulso rispetto al sistema. Non lo potevi colpire sui soldi, non lo potevi colpire sul malaffare, non lo potevi colpire in nulla. Anzi se lo avessero colpito sarebbe diventato pericolosissimo. Era la volta buona che i Radicali prendevano il 50% dei voti.

Sarebbe stato certamente un altro Paese. Come lo sarebbe stato se i tre politici che hanno incentrato la propria attività politica al servizio del concetto di Autonomia, sia del Paese rispetto alla logica dei blocchi e sia  nella politica interna, non avessero fatto una fine prematura. Mi riferisco al già citato Bettino Craxi, ad Aldo Moro e ad Enrico Berlinguer. Della fine di  Moro e Craxi bene o male si è sempre discusso pubblicamente, mentre sulla morte di Enrico Berlinguer solo da poco tempo gira, quasi sussurrata, una tesi complottista. Che ne pensa?

No è morto di emorragia cerebrale, non c’è spazio per nessuna dietrologia. Anche perché Berlinguer in realtà era doppio: con la mano destra prendeva i soldi del PCUS e con l’altra faceva segno di no. Berlinguer prima di morire fa con Craxi il cosiddetto “incontro delle Frattocchie” nel quale stendono il piano per cui il Pci avrebbe dovuto essere riconosciuto dai socialisti, così da garantire ai comunisti la rimozione del veto per l’entrata nl PSE. Il problema è che poi Berlinguer e il Partito comunista non solo non si attennero minimamente a quanto fu deciso con Craxi in quell’incontro ma anzi fecero tutto l’opposto (nell’ottica della chiusura dell’esperienza comunista così da compiere “un ritorno a casa”, cioè all’unità precedente alla scissione del 1921. n.d.r.) . La solita “doppiezza togliattiana”. Del resto Craxi fu fatto fuori non per motivi inerenti alla sua persona, ma piuttosto relativamente allo spazio che occupava. Era l’ostacolo alla legittimazione definitiva del Partito comunista

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