martedì, 25 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Maurizio Turco: le battaglie della nostra storia
Pubblicato il 18-03-2017


maurizio turcoSintesi dell’Intervento di Maurizio Turco


Ero arrivato a questo Congresso con un pregiudizio, ossia che fosse un Congresso fotocopia. Devo dare atto a Riccardo Nencini che rispetto a Salerno si è volato davvero  in alto. Ho sentito nella relazione delle assonanze con quella storia comune che ci lega. E che ci ha legato nelle lotte. Lotte che dobbiamo fare negli intessi dei cittadini. Ora se dico 0,38% non parlo di un sondaggio elettorale, ma del tempo che la televisione di Stato ha dato al Partito Socialista. Il problema del diritto a conoscere per poter decidere è urgente oltre che indispensabile. Su questo è indispensabile chiamare a raccolta tutti coloro che in questo paese si vedono negato questo diritto. È un diritto dei cittadini sapere quello che succede. Perché, Riccardo, questa tua relazione deve essere negata e quella degli altri deve essere conosciuta? Perché gli altri possono parlare ai cittadini e spesso in assenza di dibattito? Quello 0,38% è qualcosa che ci crocifigge e che rende un obbligo questa battaglia. Una battaglia per un diritto violato. Una battagli in cui qualcuno dovrà perdere qualcosa, di solito un privilegio, e tanti dovranno ottenere qualcosa, di solito un diritto violato. C’è un’altra storia di Italia che non è quella che ci viene raccontata e che noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Le nostre idee dobbiamo farle vivere. Quando si tirano fuori nazionalismo e protezionismo, si deve avere il coraggio di dire federalismo e liberismo. Mi auspico che tra le vostre decisioni ci sia quella di fare un campagna per  il diritto a conoscere.

Del Bue ha la tessera del Partito Radicale. Il Partito Radicale è un partito che nel 1989 ha deciso di non presentarsi alle elezioni. Auspico che alla riunione programmatica che volete promuovere si possa partecipare anche a titolo  individuale. Ci sono parecchie persone in questo paese che, sulla base di quello che qui è stato detto, possano trovare un nuovo impegno politico.

Vediamo sempre che di fronte alle emergenze c’è la folla, ma di fronte alle cause di quanto ha provocato le emergenze c’è il vuoto. L’immigrazione, lo sterminio di massa, sono il frutto dell’ordine economico internazionale, era il 1992, quando c’è stata la finanziarizzazione del cibo con gente che guadagna per quanta in più fame c’è nel mondo. Questa cosa la possiamo mettere all’ordine giorno. Credo che vi assumerete un onere, che oggi Riccardo ha manifestato: quello di  una riunione programmatica e auspico che non sia semplicemente una riunione tra i gruppi dirigenti ma che possa essere un incontro aperto a tutti.

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