sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Una priorità
la lotta ai trafficanti
Pubblicato il 20-03-2017


migranti-in-libiaLa lotta ai trafficanti di esseri umani e al loro modello di business criminale “deve essere una priorità da affrontare con uno sforzo comune e in uno spirito di partenariato e solidarietà”. E’ uno dei passaggi più significativi della “dichiarazione di intenti” sottoscritta dai ministri dell’Interno di Algeria, Austria, Francia , Germania, Italia, Libia, Malta, Slovenia, Svizzera e Tunisia che stamane a Roma hanno partecipato alla prima riunione del Gruppo di contatto sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale.

All’incontro hanno partecipato anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il commissario europeo per le Migrazioni e gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, e –
smentendo i dubbi circolati alla vigilia – il premier libico Fayez al-Serraj: una presenza, quella di Serraj, “estremamente importante”, ha sottolineato il ministro dell’Interno Marco
Minniti nella conferenza stampa seguita al vertice, “considerata anche la situazione particolarmente impegnativa di queste ore a Tripoli: testimonia l’impegno frutto del
convincimento che la lotta al traffico di esseri umani e la stabilità della Libia rappresentino due facce della stessa medaglia”.

Il Gruppo di contatto, formalizzato monitorerà costantemente l’attuazione concreta dello sforzo teso a “governare” e “non a subire” i flussi migratori, attraverso la promozione di politiche di sviluppo sociale ed economico, di controllo delle frontiere e di rimpatrio: la prossima riunione si terrà entro qualche mese a Tunisi. Per Gentiloni, “la cooperazione nella lotta ai trafficanti è anche una cooperazione umanitaria”. La collaborazione tra Paesi europei e nordafricani serve a “prevenire, limitare e impedire comportamenti da parte dei trafficanti che sono la negazione di qualsiasi principio umanitario”. “Gestire i flussi migratori – ha ricordato nel suo intervento – è una delle domande più forti indirizzate all’Unione europea”. E’ necessario “lavorare sulle cause” del fenomeno, ma “l’impegno europeo in questi ultimi anni si è molto rafforzato”. Nell’evidenziare “il sentire comune” emerso dal meeting, Minniti ha parlato di “primo passo molto importante”: c’è “un impegno molto forte”, da parte del nostro Paese e da parte dell’Ue, sul terreno della solidarietà, ma bisogna anche dimostrarsi “pronti ad investimenti molto significativi: la cattiva moneta del
traffico di esseri umani produce un indotto di convenienza economica, e se si incide su quell’indotto bisogna garantire un’alternativa credibile”. In merito all’accordo recentemente
sottoscritto con Tripoli, il ministro dell’Interno ha ricordato come tra fine aprile e la prima meta’ di maggio saranno rese ai libici le prime delle 10 motovedette che abbiamo in custodia dal 2011. A quel punto la Guardia costiera locale, con personale formato proprio dall’Ue, potrà attivarsi in attività di ricerca e soccorso, con campi di accoglienza sul posto “allestiti con le ong e nel pieno e assoluto rispetto dei diritti umani”. Portare i migranti in Tunisia? “Non esiste, non è mai stata aperta una discussione al riguardo”, ha assicurato
Minniti, cui ha fatto eco Avramopoulos. “Non se ne è mai parlato”. Il commissario Ue ha ‘promosso’ invece l’accordo tra Ue e Turchia: “Basti pensare che l’anno scorso passavano attraverso l’Egeo 10-12 mila persone , oggi non più di 40-50 al giorno”. ” Certo – ha ammesso – il clima non è positivo dopo quello che è accaduto ma l’accordo va separato dalle vicissitudini politiche. Lo sforzo della Turchia, dove oggi vivono 3 milioni di rifugiati, è notevole: l’ accordo va mantenuto vivo e potrà essere replicato con la Libia in futuro”.

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