giovedì, 17 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Minzolini. Il Senato vota contro la decadenza
Pubblicato il 16-03-2017


Riforme: Senato boccia primo emendamento a ddlL’aula di Palazzo Madama ha votato no alla decadenza da senatore di Augusto Minzolini respingendo il parere, fornito dalla Giunta per le Immunità. Sono stati 137 i voti a favore dell’ordine del giorno a firma di Giacomo Caliendo (Fi), che chiedeva di respingere la deliberazione dell’organo parlamentare guidato da Dario Stefano. Contrari invece in 94, 20 gli astenuti. L’ex direttore del Tg1 è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per peculato continuato nel novembre del 2015 a causa dell’utilizzo della carta di credito Rai.

Minzolini ha comunque detto in Aula di volersi dimettere. “Ora mando la lettera” di dimissioni, ha poi confermato entrando in ascensore ai giornalisti che gli hanno chiesto le sue intenzioni sulle proprie dimissioni. Dimissioni che l’ex direttore del Tg1 aveva assicurato sarebbero arrivate qualunque fosse stato l’esito della votazione.

Furiosi i 5 Stelle che hanno attaccato i Pd per i 19 voti del gruppo contrari all’arresto. Il garantismo dei 5 Stelle infatti vale solo quando gli fa comodo.

L’ordine del giorno di Fi respingeva la deliberazione della giunta per le immunità che nel luglio scorso aveva dichiarato decaduto l’ex giornalista dal mandato di parlamentare perché condannato con sentenza passata in giudicato. Il voto dell’odg è stato accolto da un lungo applauso. In precedenza Forza Italia aveva presentato 3 odg, ritirandone poi due prima del voto. In uno di questi vi era la richiesta di ritorno in Giunta del caso dell’ex direttore del Tg1 condannato per peculato in via definitiva per l’utilizzo improprio delle carte di credito aziendali. La decisione dell’assemblea è stata accolta da un lungo applauso.

“Siamo chiamati a decidere su questioni particolarmente delicate – ha detto il Senatore del Psi Enrico Buemi nel corso della dichiarazione di voto – che investono frontalmente la nostra concezione della democrazia e dello Stato di diritto. Apparentemente discutiamo del destino del senatore Minzolini, ma in sostanza discutiamo della nostra civiltà giuridica, della nostra democrazia e dell’autonomia e separazione dei poteri. Discutiamo della nostra capacità di tenere separato il campo delle responsabilità penali da quello delle strumentalizzazioni politico-giudiziarie che sono state causa del disastro politico-giudiziario del nostro Paese”. “Di fronte ad una condanna, perché di questo si tratta colleghi, non di un automatismo ma di una decisione di condanna nei confronti del collega, io assumo l’atteggiamento della prudenza che in colui che deve giudicare deve essere sempre mantenuta: prudenza nell’attribuire, prudenza nel giudicare, prudenza in particolare quando la decisione è definitiva”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento