domenica, 25 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Nencini: Sì a una legge che si ispiri al Mattarellum
Pubblicato il 29-03-2017


Riforma-legge-elettorale“Sia alla Camera che al Senato ci sono i voti per approvare una legge elettorale che si ispiri al Mattarellum. Basta fare bene i conti. I socialisti la voterebbero subito”. Così Riccardo Nencini, segretario del Psi, intervenendo sulla modifica della legge elettorale che torna al centro dell’agenda politica con la discussione in Commissione affari costituzionale della Camera delle modifiche al testo della norma.
L’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, oggi uscito dal partito e fondatore di Mdp si è detto pronto a votare il Mattarellum a tutte le ore del giorno e della notte. Poi vediamo se c’è l’intenzione di farlo sul serio”. Sulle scelte della legge elettorale pesa fortemente la campagna in atto per la scelta del segretario del Pd scaricando le tensioni interne sul dibattito politico. Tanto che il deputato di MDP Arturo Scotto afferma che “il Parlamento può lavorare anche durante le primarie del partito democratico, non è una sessione staccata del Pd”.

Ieri il capogruppo del Pd Ettore Rosato aveva ribadito la volontà di portare il Mattarellum alla Camera, ma i senatori del Pd che sostengono la candidatura di Andrea Orlando alla segreteria Pd affermano che “insistere sul Mattarellum significa portare nella palude ogni seria possibilità di approvare la legge”. Per i Senatori Pd serve “una legge – proseguono – che renda omogeneo l’impianto in base al quale verranno eletti deputati e senatori, superi i capolista bloccati, abbia a sua base i collegi uninominali, valorizzando il ruolo dei cittadini e che raccolga il massimo possibile di condivisione in Parlamento. Sulla bontà in linea di principio del Mattarellum nessuno nei gruppi parlamentari democratici ha alcun dubbio. Ma tutti sanno benissimo che oggi quella proposta, anche se con una forzatura politica passasse alla Camera, non avrebbe alcuna chance al Senato”. Parole a cui il candidato alla guida del Pd Orlando aggiunge che “votare con la legge elettorale attuale sarebbe la cosa più pericolosa. E allora non bisogna partire da ipotesi preconcette: non vorrei che si presentasse una proposta non gradita agli altri per poi andare a votare con questa legge che tra l’altro ha i capilista bloccati”. “Il Pd deve aprire subito un confronto su un ventaglio di ipotesi aperte che contemplino il premio di maggioranza”.

Ma oggi vi è una novità. Lo smarcarsi nel centrodentra della Lega che con Salvini che si è detto pronto a votare subito il Mattarellum: “Noi – ha detto – il Mattarellum lo votiamo domani mattina per andare a votare il prima possibile”. “Il Mattarellum è già stato utilizzato, ha eletto governi di centrodestra e di centrosinistra, è democratico e aperto alla scelta dei cittadini”.

E mentre il leader di Ap Angelino Alfano afferma che la legge elettorale non prevede alleanze e quindi “andremo da soli”, il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio, chiede di scongiurare il rischio ingovernabilità: “Non è più il tempo delle bandiere identitarie da sventolare contro gli avversari, ma quello di un realistico e leale tentativo di convergenza sulle cose possibili”.

I 5 stelle scelgono la strada più facile e che meglio conoscono. Quella di tirsi fuori dal dibattito e dalla responsabilità di scegliere. Mettendo sotto accusa il Pd che usa il Parlamento per i propri giochi potere, chiedono di votare subito con “il Legalicum applicato al Senato, con un tratto di penna si potrebbe tornare alle urne in tre giorni”. Anche Brunetta, capogruppo di Forza Italia, se la prende con il Pd. “Si faccia subito la legge elettorale, su cui ci si era impegnati. Purtroppo il Partito

democratico continua, ‘stop and go’, ad accelerare e rallentare in ragione soprattutto dei suoi interessi di partito, di congresso, di potere”. “Questo non è più accettabile, che l’Italia si fermi, si

blocchi o cancelli i voucher, le norme sugli appalti, quelle di semplificazione, semplicemente perchè il Pd ha in corso un congresso, dove tra l’altro stanno votando 4 gatti, e questo è anche abbastanza ridicolo”, conclude.

Intanto si è decisa la data per elezioni amministrative. Si voterà domenica 11 giugno e srannao chiamati alle urne i residenti di 1021 Comuni, di cui 153 superiori ai 15.000 abitanti per eleggere sindaci, consigli comunali e consigli circoscrizionali. La data è stata fissata dal ministro dell’Interno Marco Minniti con proprio decreto, in cui si precisa che l’eventuale turno di ballottaggio per l’ elezione diretta dei sindaci avrà luogo domenica 25 giugno. Al voto quattro capoluoghi di regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L’ Aquila.

Ginevra Matiz

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