sabato, 24 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Pensione anticipata, le date entro fine marzo
Pubblicato il 27-03-2017


Pensione-anticipata-apeDopo il confronto del governo con i sindacati, si accorciano i tempi per i decreti attuativi della riforma previdenziale. I decreti dovrebbero essere varati a breve per delineare l’Ape e l’Ape social, misure che dovrebbero essere attivate a partire dal primo maggio prossimo e che consentiranno ad alcune categorie di lavoratori di andare in pensioni 3 anni e 7 mesi prima della scadenza.
Per presentare le istanze di accesso, la data potrebbe essere tra il primo maggio e il 30 giugno 2017 per la prima tranche, mentre dopo essere stati registrati presso il consiglio di Stato e la Corte dei Conti, i decreti attuativi saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
Tuttavia, il confronto tra governo e sindacati al momento non sembra aver trovato una soluzione a due dei principali nodi dell’accesso al pensionamento anticipato.
Il primo nodo che i sindacati vorrebbero sciogliere riguarda i lavorati addetti alle cosiddette attività gravose, (unità composta da 11 attività, che potrà andare in pensione con 41 anni di contributi e 12 mesi di lavoro effettuato prima dei 19 anni) che prima del pensionamento agevolato devono aver maturato 6 anni di attività continuativa.
Il secondo nodo da sciogliere è invece quello che prevede l’esclusione dall’Ape social di quei lavoratori cessati da un contratto a termine, senza perciò essere stati licenziati o che abbiano da tempo terminato la Naspi o la mobilità. Tra le richieste avanzate dai sindacati, che avevano chiesto delle modifiche ad hoc per ampliare la platea dei lavoratori coinvolti, ma che non sono state accolte, anche la possibilità di introdurre una franchigia di 24 mesi con cui calcolare la continuità lavorativa. Stesso discorso vale per l’inclusione di lavoratori cessati naturalmente da un contratto a termine e i disoccupati di lunga durata che sono decaduti dalla Naspi da tempo.
Importante l’apertura concessa dal governo alla misura che consente l’accesso all’Ape social ai lavoratori che abbiano esaurito la Naspi da tre mesi o che, pur essendo stati riutilizzati in lavori a termine, non sono ancora decaduti dalla Naspi. Di questo si discuterà comunque in un proseguo del confronto necessario per ‘monitorare’ l’andamento dell’Ape social e far confluire eventuali correzioni o modifiche nella prossima legge di stabilità 2018.
Una volta arrivati i decreti, i lavoratori precoci che vogliono uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, accedendo alla pensione un anno e dieci mesi prima (se uomini) o 10 mesi prima (se donne) e i lavoratori dipendenti e autonomi che intendono accedere all’Ape Social dovrebbero presentare apposita domanda a decorrere dal 1°maggio e non oltre il 30 giugno del 2017. La suddetta finestra temporale però sarà valida solo per quest’anno. A partire dal 2018 sia i lavoratori precoci che i lavoratori che intendono usufruire dell’Ape Social dovranno trasmettere l’istanza all’INPS entro la fine del mese di marzo.
Le date sopra riportate non sono ancora ufficiali, ma lo saranno entro la fine di marzo, quando dovrebbero arrivare i decreti necessari all’attivazione del pacchetto previdenza. I sindacati, al momento, esprimono il loro dissenso su una finestra così rigida, chiedendo l’attivazione di due o tre finestre d’accesso l’anno.
Attraverso la suddetta tempistica i tecnici riusciranno a controllare i flussi di uscita dal mondo del lavoro e soprattutto a capire se i soldi stanziati (360 milioni per l’Ape social e 300 per i precoci nel 2017) basteranno a finanziare le uscite.
L’INPS gestirà il tutto e dovrà occuparsi delle domande pervenute. In base alle stime ministeriali la platea di riferimento dovrebbe corrispondere a 25mila lavoratori precoci e a 35mila lavoratori che possono usufruire dell’Anticipo pensionistico social.
Nel caso in cui le domande presentate e accolte fossero eccedenti rispetto alle risorse stanziate, l’uscita anticipata verrà differita, dando priorità ai lavoratori in base alla maturazione dei requisiti e alla data di presentazione della domanda.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha reso noto in un comunicato stampa sul sito ufficiale del ministero che si è tenuta giovedì pomeriggio una riunione tra il Governo e le organizzazioni sindacali per tirare le somme in materia di riforma previdenziale con la predisposizione dei decreti attuativi sull’APE.
La giornata è stata utile anche per avviare la c.d. seconda fase, dedicata a questioni strutturali e di lungo periodo. Il governo è in procinto di varare i decreti per far partire l’Ape a maggio 2017.
Il Ministro Poletti ha dichiarato che l’ obiettivo prioritario del Governo è quello di “presentare i decreti di attuazione rispettando le scadenze fissate dalla legge, in modo che l’Ape possa entrare in vigore dal primo maggio”.
Sulla seconda fase, oltre ai possibili correttivi sulle misure già adottate, il confronto intende affrontare nuovi temi. Sono già in aula la discussione sulle carriere discontinue dei giovani, la previdenza complementare, la sanità integrativa, la flessibilità in uscita, il lavoro di cura della famiglia, la condivisione dei parametri per definire i prossimi aumenti delle aspettative di vita e infine la perequazione delle pensioni.
Il tema in dibattito per il 6 aprile prossimo sarà dedicato alle pensioni dei giovani. Alcune notizie sono uscite in merito ai costi per accedere all’anticipo pensionistico APE attraverso il prestito bancario. I decreti attuativi finalizzati all’applicazione delle norme sull’anticipo pensionistico devono infatti essere completati dai dati sui costi finanziari dell’operazione, guardando ai tassi di interesse massimi che le banche convenzionate potranno applicare.
Per quanto riguarda il tasso annuo nominale (Tan) previsto dalle banche che aderiranno alla convenzione con l’Inps, questo dovrebbe essere fissato al 2,75%. Inoltre, con il rateo annuo, il pensionato non potrà superare il 30% della sua pensione. Anche la pensione stessa non potrà essere inferiore a circa 700 euro al mese. È previsto un Fondo di garanzia ministeriale per coprire fino all’80% dei rischi legati al finanziamento dell’Ape (il mancato pagamento delle rate, la morte prematura del pensionato ed il fallimento dell’istituto di assicurazione). Per questo motivo si dovrebbe calcolare un valore aggiuntivo compreso tra lo 0,05% e lo 0,1% l’anno. In totale quindi l’incidenza del rateo di rimborso dovrebbe oscillare tra il 4,6 e il 4,7%, come del resto anticipato dal sottosegretario Nannicini nella fase di presentazione dell‘APE a fine 2016. Questo valore si applicherebbe per ogni anno di anticipo su una richiesta Ape pari all’85% della pensione, contando anche sulla detrazione fiscale del 50% sulla quota interessi e premio.
Solo così i cittadini potranno fare una valutazione sull’opportunità di adesione e sulla forma  di anticipo da richiedere. Infatti, la rata di prestito da restituire con la pensione sarà molto diversa in funzione del numero di anni di anticipo e della quota di pensione richiesta.
I decreti attuativi potrebbero già essere varati per la prossima settimana. L’opportunità dell’anticipo pensione che viene offerta ai lavoratori è comunque a titolo oneroso. Tenuto conto della situazione congiunturale poco favorevole che colpisce principalmente le capacità reddituali delle famiglie, è legittimo dubitare sull’adesione degli aventi diritto a parte alcuni casi “social”.

Salvatore Rondello

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