martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pensioni e vitalizi
Pubblicato il 14-03-2017


Non lasciamoci ingannare dalle parole, dai buoni propositi, dagli obiettivi di presunta equità. In tanti si affannano a sfoderare lo spadone contro le cosiddette pensioni d’oro e contestualmente contro i vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali, che tutto sono tranne che d’oro. Tanto che il principale alfiere della crociata, il Giordano, esponente giornalistico della destra trumpiana, parla di pensioni che superano i dieci-venti-trentamila euro, mentre la stragrande parte dei vitalizi non supera i quattromila netti. Ma adeguiamoci pure all’assunto giordaniano. Partendo da un presupposto. Non stiamo parlando, come si fa oggi, di politici. Il vitalizio scatta infatti per chi non é più parlamentare. Quindi generalmente per gli ex politici.

La riforma dei vitalizi é stata approvata nel 2012 e da allora i vitalizi sono stati aboliti, e nessuno lo dice, e sostituiti con un minimo di pensione calcolata col metodo contributivo e che scatta a 65 anni per chi ha fatto una sola legislatura. Cioé tanto versi e tanto avrai. Il problema riguarda il pregresso. Si vuole cambiare o eliminare il vitalizio per chi ce l’ha già e lo ha maturato secondo le vecchie regole. E qui si entra nel merito dei famosi diritti acquisiti, che sono costituzionalmente inappellabili. Non importa, perché la campagna continua. E’ di moda accusare la politica di sperperi in barba agli interessi del paese. I parlamentari incassano, non ribattono, anzi accondiscendono, con poche eccezioni, perché l’antipolitica porta voti.

Nessuno ribatte che i giornalisti e i magistrati sono soggetti alle stesse regole. Anzi che ci sono 13milioni di italiani cui si versa una pensione non calcolata col contributivo, ma solo col retributivo o col sistema misto. Nessuno, solo Gasparri provocatoriamente l’ha fatto ieri sera, propone di calcolarle tutte col contributivo. Ci sarebbe la rivoluzione. Quello che si può fare subito per dare segnali giusti sarebbe invece di abbassare lo stipendio netto dei parlamentari, oggi superiore ai 13mila euro mensili, calcolando stipendio e rimborso. Si potrebbe valutare la possibilità di chiedere un contributo straordinario per tutte le pensioni, compresi i vitalizi, superiori ai 3mila euro, per consentire di innalzare quelle più basse, si potrebbe tentare di abolire i doppi e tripli vitalizi, quelli che vanno alla stessa persona che ha svolto l’incarico di parlamentare italiano, europeo e di consigliere regionale. Ma parlare di cose forse possibili e utili con chi chiede la testa di chi ha fatto politica, e magari ha anche sacrificato la sua professione, rischia di confliggere con l’intento da crociato dei vari Giordano, stipendio da ventimila e più euro al mese….

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Commenti all'articolo
  1. Condivido l’articolo caro Direttore, ma aggiungo una nota polemica a cui qualcuno dovrebbe dare risposta, certa. Tu giustamente dici che i diritti acquisiti, ed io lo condivido, sono intangibili, soprattutto sotto il profilo economico e non normativo; ma allora perché questa questione vale esclusivamente per certe categorie, tra cui i politici (che son lavoratori dopotutto), e non per il restante mondo del lavoro privato o pubblico che sia, dove, anche con la complicità di sindacati interessati al mantenimento del proprio status quo, si è permesso ad Aziende sovvenzionate dal denaro pubblico, di taglieggiare gli stipendi ai dipendenti e con essi i contributi pensionistici creando nuove sacche di povertà (giudice del lavoro consenziente relativamente ai ricorsi presentati)? Eppure anche di questo la politica è stata interessata, ma ha preferito voltare lo sguardo altrove.

  2. Proprio per non farci ingannare Direttore, la tua proposta così come l’hai descritta mi sembra realistica, il problema è come farla accettare ai diretti interessati. Comunque è argomento di grande interesse pubblico, che cattura l’attenzione di milioni di Italiani e se il Partito, assieme alle altre anomalie, ai privilegi che tutti conosciamo, ne facesse una campagna informativa, non una tantum, ma con persistenza, contestualmente a livello nazionale e locale, probabilmente riuscirebbe a far breccia nella coscienza degli italiani e magari acquisire anche qualche consenso.

    Un Caro Saluto.

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