sabato, 27 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. Più della metà sono sotto i 750 euro
Pubblicato il 30-03-2017


anziani-poveriSe in Italia i giovani piangono, gli anziani di certo non ridono. All’inizio del 2017 risultano in essere 18.029.590 pensioni, con “una forte concentrazione nelle classi basse”. Lo rileva l’Inps nell’ultimo osservatorio sulle pensioni, che non include però le gestioni dipendenti pubblici ed ex Enpals, spiegando che il 63,1% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. Questa percentuale per le donne raggiunge il 76,5%. Si tratta, viene precisato, solo di una misura indicativa della “povertà”, per il fatto che molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi. Inoltre negli ultimi cinque anni il numero delle pensioni è diminuito nel complesso del 2,7%, secondo quanto rileva l’Inps nell’Osservatorio sulle pensioni vigenti, aggiornato a gennaio 2017 (che non include i trattamenti pubblici ed ex Enpals). In particolare, a partire dal 2013 si assiste “ad una inversione di tendenza”: mentre da gennaio 2004 a gennaio 2012 il numero delle pensioni è aumentato mediamente dello 0,7% annuo per un complessivo 6,1%, negli ultimi cinque anni è iniziato a decrescere mediamente dello 0,6% annuo, con un calo complessivo del 2,7%.
Del totale di prestazioni versate, più di 14 milioni sono di natura previdenziale: hanno avuto origine dal versamento di contributi previdenziali (vecchiaia, invalidità e superstiti), durante l’attività lavorativa del pensionato. Le rimanenti sono costituite dalle prestazioni erogate dalla gestione degli invalidi civili (comprensive delle indennità di accompagno) e da quella delle pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale, cioè prestazioni erogate per sostenere una situazione di invalidità congiunta o meno a situazione di reddito basso. L’importo complessivo annuo risulta pari a 197,4 miliardi di euro di cui 176,8 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali.

Tanto che Tito Boeri, il presidente dell’Inps, ha invitato ad “affrontare in Italia il problema dei vitalizi e dei trattamenti che hanno creato delle differenze di trattamento molto forti tra consiglieri regionali e i parlamentari e il resto degli italiani. Questo credo che sarebbe un modo molto incisivo per ridurre il sostegno alla piattaforma dei populisti”, ha spiegato a RaiNews24. Nel suo intervento a tutto tondo ha sostenuto poi la necessità di un “reddito minimo garantito”, che vada “ai più poveri”, ai più bisognosi, piuttosto che un “reddito di cittadinanza”, che viene dato “in modo indiscriminato a tutti i cittadini ed è troppo costoso”. Da ultimo, un passaggio sugli “immigrati che hanno tutte le caratteristiche di un comodo capro espiatorio: visibili, circondati spesso da pregiudizi, con forti difficoltà di integrazione culturale e sociale”.

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