giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Previdenza, disoccupazione per Dis-coll. Visite fiscali, reperibilità per 7 ore. Fisco: Record Incassi per Equitalia
Pubblicato il 09-03-2017


Previdenza
DIS-COLL CONTINUERÀ FINO A NUOVA NORMA

Il Governo ha recentemente inserito nel Milleproroghe una disposizione per “garantire la continuità” dell’erogazione dell’indennità di disoccupazione Dis-coll ai collaboratori che perdono il lavoro in vista però della definizione di una nuova norma strutturale nella legge delega sul lavoro autonomo non imprenditoriale all’esame della Camera. Lo ha comunicato il ministero del Lavoro. L’indennità di disoccupazione Dis-Coll era stata istituita in via sperimentale nel 2015 con la parte di riforma del jobs act relativa agli ammortizzatori sociali ed era poi stata rifinanziata per il 2016 con la legge di Stabilità. In precedenza, ad annunciare che la norma “non era stata oggetto di proroga” in relazione agli eventi di disoccupazione intervenuti dal primo gennaio 2017 era stato l’Inps in un comunicato. Nessuna indennità quindi – aveva avvertito l’istituto di previdenza – sarà erogabile a fronte delle cessazioni involontarie di contratti di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto intervenuti dall’inizio del 2017. La prestazione Dis-coll era stata istituita dal Governo Renzi con il Jobs act in via sperimentale per gli eventi di disoccupazione verificatesi nel 2015 e prorogata per il 2016. Finora non c’era stata invece proroga per il 2017. La misura prevedeva che fosse corrisposta mensilmente per la metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del rapporto di collaborazione e l’evento stesso (con almeno tre mesi di contribuzione accreditata) fino a un massimo di sei mesi. La fruizione dell’indennità Dis-coll non dava diritto alla contribuzione figurativa. La misura della prestazione era pari al 75% del reddito medio mensile se inferiore all’importo di 1.195 euro. In ogni caso l’importo dell’indennità non poteva superare la misura massima mensile di 1.300 euro per l’anno 2015, rivalutato annualmente.

Visite fiscali
BOERI: TUTTI REPERIBILI A CASA ALMENO 7 ORE
Stretta in arrivo sulle visite fiscali con regole uniformi per lavoratori dipendenti pubblici e privati: il presidente dell’Inps, Tito Boeri, si è detto convinto della necessità di equiparare le regole sulle fasce di reperibilità in malattia con “almeno sette ore” giornaliere obbligatorie a casa per tutti e quindi con l’estensione delle fasce di reperibilità per il privato adesso pari a quattro ore complessive (a fronte delle sette per i lavoratori pubblici). I controlli sulla malattia, secondo quanto previsto dalla riforma della pubblica amministrazione, saranno tutti in capo all’Inps, anche quelli sui dipendenti pubblici finora effettuati dalle Asl. Ma l’armonizzazione delle fasce di reperibilità per le visite fiscali – ha sottolineato Boeri – dovrebbe andare nel senso dell’estensione. “Non ha senso – ha detto Boeri – che ci siano differenze tra pubblico e privato”. Al momento le fasce per le visite fiscali sono due in entrambi i comparti ma nel privato vanno dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 mentre nel pubblico sono fissate dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. L’armonizzazione delle regole potrebbe portare a “risparmi significativi”, a una gestione migliore dei medici e a controlli più efficienti. Le “esternazioni” del presidente dell’Inps non piacciono però ai sindacati. La Cgil le giudica “inaccettabili”, rimarcando che la materia compete al legislatore, o semmai alle parti sociali, non certo all’Istituto previdenziale. La Cisl parla invece di “una forzatura” che creerebbe solo confusione. La strada “è quella di uniformare le fasce di reperibilità tra pubblico e privato e non viceversa”, evidenzia la confederazione. La Uil ricorda poi che gli statali “pagano di tasca propria i giorni di malattia”, quindi spesso “vanno a lavorare anche in non perfette condizioni fisiche per evitare la penalizzazione in busta paga”. Secondo i dati Inps riferiti al 2015 i giorni di malattia sono stati quasi 111 milioni (+2,07% sul 2014) con percentuali molto diverse tra pubblico e privato. Nel pubblico i giorni di malattia sono stati 32,5 milioni (quasi 11 in media per dipendente) con una crescita del 3,3%. Nel settore privato i giorni persi per malattia sono stati 78,4 milioni (poco più di sei in media per dipendente) con una crescita dell’1,56%. Ma la stretta dei controlli non dovrebbe limitarsi ai giorni di malattia. Boeri ha puntualizzato che ci sono “differenze molto forti” nell’uso dei permessi per l’assistenza ai familiari disabili previsti dalla legge 104 nel pubblico e nel privato con 6 giorni per dipendente in media nella pubblica amministrazione e un giorno e mezzo nel privato. Ci sono differenze molto forti anche tra i comparti della pubblica amministrazione e questo – ha continuato Boeri – “fa pensare a potenziali forme di abuso”. La stretta sui controlli e il recupero di risorse nel caso di permessi non dovuti – ha precisato ulteriormente il presidente Inps – dovrebbe essere destinato ad aumentare i fondi per la non autosufficienza al momento ancora troppo limitati. E maggiori fondi dovrebbero arrivare, secondo Boeri, anche dalla revisione delle attuali regole sull’indennità di accompagnamento. Invece di dare a coloro che sono inabili al 100% l’indennità di accompagnamento indipendentemente dal reddito che ha la persona disabile come accade ora sarebbe opportuno “graduare” questa prestazione sulla base dei redditi. A definire le fasce orarie di reperibilità e i criteri per i controlli su chi si assenta in caso di malattia sarà comunque un decreto interministeriale ad hoc.

P.A.
IN ARRIVO LE PAGELLE DEI CITTADINI SULLA QUALITÀ DEI SERVIZI

Pubblica Amministrazione, si cambia. Tra le novità in arrivo, le pagelle dei cittadini sulla qualità dei servizi pubblici. “I cittadini e le organizzazioni della società civile partecipano al processo di misurazione delle performance organizzative”, è scritto nella versione definitiva del decreto Madia. Si potrà direttamente segnalare il proprio “grado di soddisfazione” per il servizio agli Organismi indipendenti di valutazione. I risultati saranno pubblicati, con cadenza annuale, sul sito dell’amministrazione e se ne terrà conto anche per i premi.
Premi al merito – I premi di produttività saranno distribuiti in base a quanto stabiliranno i contratti di lavoro. Nel testo del decreto Madia viene così rivisto il sistema delle fasce di merito (o demerito) inserite con la legge Brunetta. Ma resta l’indicazione per evitare elargizioni a pioggia. Si parla infatti di criteri volti a differenziare in modo significativo giudizi e trattamenti economici per premiare chi merita.
Le sentinelle delle performance – La Pubblica Amministrazione si doterà di vere e proprie ‘sentinelle’, che monitoreranno le performance degli uffici, anche attraverso un canale aperto con i cittadini. Un cambio di rotta quello inserito nel provvedimento Madia, stando alla disposizione finale. Gli organismi indipendenti di valutazione già esistevano, ma ora saranno rafforzati i loro poteri e la loro indipendenza.
‘Penalità per assenteisti’ – Saranno i contratti nazionali di lavoro a stabilire per il pubblico impiego “le condotte” e a fissare “le corrispondenti sanzioni disciplinari” nei casi “di ripetute e anomale assenze dal servizio in continuità con le giornate festive e di riposo settimanale” come anche nei casi di “anomale assenze collettive in determinati periodi nei quali è necessario assicurare continuità nell’erogazione dei servizi all’utenza”. Faro dunque acceso espressamente, in particolare, sui weekend lunghi e le date da ‘bollino rosso’.

Fisco
EQUITALIA: RECORD INCASSI 2016

Incasso record per Equitalia che nel 2016 ha riscosso 8,7 miliardi di debiti dei cittadini con il fisco, segnando un +6,17% rispetto al 2015, cioè oltre mezzo miliardo in più. A trainare il saldo positivo resta il Centro-Nord (dalla Toscana alla Valle d’Aosta) che fa segnare oltre 4,8 miliardi, mentre nelle regioni del Centro-Sud (Umbria e Lazio comprese) la riscossione sfiora i 3,9 miliardi. Al top la Lombardia, in cui Equitalia ha incassato oltre 1,8 miliardi, (+0,2%) seguita da Lazio, 1,28 miliardi (+8,8%) e Campania (875 milioni, +5,6%). I risultati record di Equitalia “confermano che le riforme messe in atto dal governo in questi tre anni, l’impegno alla lotta all’evasione e al recupero delle risorse con nuovi strumenti, così come i nostri progetti per costruire un nuovo rapporto coi cittadini grazie anche all’impegno e alla professionalità dei dipendenti vanno nella giusta direzione “. A dirlo è stato di recente l’ad di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, commentando i dati del 2016. Secondo i dati diffusi dall’ente di riscossione lo scorso anno a beneficiare del risultato record della riscossione è stata innanzitutto l’Agenzia delle Entrate, per la quale sono stati riscossi 4,66 miliardi di euro, 414,6 milioni di euro in più rispetto al 2015 (+ 9,75%). Molto positivo, evidenzia Equitalia, anche il saldo per conto dell’Inps, che nel 2016 sfiora i 2,5 miliardi (+5,5%), 124 milioni di euro in più rispetto al 2015. In leggera flessione, invece, il dato relativo ai Comuni, per i quali sono stati riscossi nel 2016 530 milioni di euro, 20 in meno rispetto al 2015.

Carlo Pareto

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