martedì, 21 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Prima i banchieri, i terremotati aspettino
Pubblicato il 02-03-2017


Fiumi di inchiostro e di lacrime sono stati versati per il terremoto che ha frantumato la vita dei cittadini della terra di Abruzzo e di Marche dall’ormai lontano 24 agosto 2016, quando la terra ha iniziato a tremate quasi ininterrottamente fino agli inizi di quest’anno.

La macchina del volontariato, insieme alla protezione civile, è stata la più efficiente, come efficaci sono state le visite e le parole spese da politici poi scoperti politicanti. Ma a questo siamo abituati. Lo siamo meno quando ascoltiamo che quei luoghi sono ancora abbandonati a loro stessi come fossero un malato terminale, non abbiamo più saputo nulla che riguardi il ritorno alla normalità di quegli italiani di serie “B” ormai rassegnati ad essere tali.

La vita continua, ci sentiamo dire con rassegnazione quando non si hanno risposte alle promesse, c’è sempre una nuova emergenza che impedisce di curare l’emergenza precedente, e così via fino a quella successiva. Non entrerò nei particolari noti a tutti noi, per rispetto di quelle donne e uomini fin troppo strumentalizzati, per conoscere a che punto è la situazione basta andare sulla rete e sapere lo stato delle cose.

Sembra che lo stadio della Roma sia diventato più importante dei terremotati, l’informazione segue la moda del momento e, francamente, della terra d’Abruzzo e di Marche ne abbiamo un rigetto per quante volte ci sono stati raccontati i fatti, non parliamo poi della incredibile nevicata e la conseguente drammatica valanga, dove torneremo sul luogo in primavera quando la neve sarà sciolta e si potrà ricordare l’accaduto con una nuova e spettrale scenografia.

Non riesco a capire perché mai un presidente del Consiglio si dimette senza essere stato sfiduciato, anzi aveva addirittura ottenuto la fiducia il mattino stesso e, per un gioco di parole aveva ottenuto la fiducia sulla legge di Stabilità. Unico caso nella storia della Repubblica. Ma, come si dice, c’è sempre una prima volta e fin qui niente da eccepire, quello che eccepiamo è che contestualmente alle sue dimissioni il presidente avrebbe dovuto incaricare lui stesso di portare a compimento, insieme a Vasco Errani, gli impegni presi con i terremotati. E dare, così, esempio di efficienza, amore per gli italiani, e di uomo affidabile oltre che responsabile di governo.

Peraltro, sarebbe stato un’ottimo viatico elettorale alle prossime elezioni politiche, e che male c’è se gli interessi dell’uomo avrebbero risolto i problemi degli altri (i terremotati)? Ecco, la storia recente del nostro Stato si identifica nella tragedia nazionale dai costi spaventosi, in vite umane e danni economici, al punto che si parla di 20 miliardi di euro, tanti quanti sono occorsi per varare, in quattro e quattr’otto, il Decreto Salva Banche che ha permesso di mantenere i compensi faraonici agli stessi dirigenti di banca che hanno accompagnato il sistema bancario al collasso alla faccia della ricostruzione delle scuole d’Abruzzo e di Marche ancora in alto mare…

Ho chiuso l’articolo con tre puntini perché ogni lettore possa lui stesso continuare a scrivere idealmente secondo il suo personale punto di vista.

Angelo Santoro

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Pregiatissimo Dottor Santoro
    Per riempire quei tre puntini occorrerebbe aprire due Libri. Uno Nero per le cose fatte o fatte male ed un altro Bianco per le cose che si sarebbero dovute fare e quelle ora da fare.
    Nella vita comune della Società quando un singolo, un gruppo o un’azienda vogliono costruire o realizzare qualcosa, si affidano a un Progetto in cui si definiscono e pianificano gli elementi dell’opera da realizzare e poi si sviluppano nei dettagli le opere ingegneristiche da realizzare alle quali si assegnano le Risorse e i Tempi per la loro realizzazione. Dopo di ché si seleziona per qualità e costi chi dovrà realizzare l’opera, predisponendo anche un efficace Servizio per il Controllo dei costi, del programma di realizzazione, di una efficace assistenza ispettiva durante l’esecuzione dei lavori ed infine un collaudo finale che garantisca che i parametri di progetto siano risultati conformi a quanto realizzato.
    La strada ed il metodo che viene seguito nell’azione Governativa e nell’Amministrazione pubblica, è invece quella dell’improvvisazione, della superficialità, dell’incompetenza, della fuga dalle responsabilità, della demagogia degli annunci, delle promesse, della concessione di bonus e mance elettorali per l’acquisizione del consenso personale. E poi……………….altri puntini e puntini e la scrittura dei due Libri in Bianco e in Nero.
    La ringrazio per la costante attenzione che dedica alle tematiche del Disagio sociale e alla difesa dei più deboli.
    Con una forte stretta di mano da Nicola Olanda

Lascia un commento