domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Protezionismo Trump e dazi Usa sui prodotti europei
Pubblicato il 30-03-2017


prodotti europeiSi sapeva sin dalla sua elezione a Presidente degli Stati Uniti che Donald Trump fosse un fautore del protezionismo, ma non ci si aspettava che avrebbe provato a metterlo in atto così presto.
L’amministrazione Usa sta valutando di imporre dazi punitivi del 100% sugli scooter Vespa (Piaggio), l’acqua Perrier (Nestle’, che produce anche la San Pellegrino) e il formaggio Roquefort in risposta al bando Ue sulla carne di manzo Usa di bovini trattati con gli ormoni: lo scrive il Wall Street Journal. Dietro la misura ci sarebbero le proteste dei produttori di carne di manzo americani, secondo i quali l’Ue non ha aperto abbastanza i propri mercati alla loro carne di manzo non trattata con gli ormoni, come prevedeva un accordo del 2009. La motivazione è pretestuosa poiché il divieto Ue è fatto soltanto alle carni trattate con ormoni per tutelare la qualità della catena alimentare e quindi a tutela della salute dei cittadini europei.
Il caso, commenta il Wsj, dovrebbe fornire un primo squarcio sul grado di aggressività che la nuova amministrazione intende adottare nei confronti dei suoi partner commerciali. Già in campagna elettorale Donald Trump aveva attaccato la politica commerciale degli Stati Uniti minacciando più volte di colpire le principali economie mondiali – come la Cina – con pesanti dazi per presunte violazioni dei trattati commerciali. Il Congresso Usa ha approvato una legge nel 2015 che rende più facile l’applicazione di dazi punitivi: sarà uno tra i primi compiti di Robert Lighthizer – il rappresentante Usa per il commercio estero nominato da Trump – decidere sui super-dazi nei confronti dei prodotti Ue se verrà confermato dal Senato.
Il valore delle importazioni sotto esame è comunque relativamente basso, commenta il Wsj ricordando che secondo il Wto gli Usa possono imporre dazi punitivi solo su importazioni per un valore di circa 100 milioni di dollari (ma quale autorità sarà in grado di chiedere il rispetto di tale limite?). Tuttavia, già nel Paese è partita una campagna per scongiurare il pericolo dei super-dazi nel settore delle motociclette di piccola cilindrata provenienti dall’Ue, come appunto la Vespa o le moto da cross prodotte dalla svedese Husqvarna Group e dall’austriaca KTM-Sportmotorcycle. Timori sono stati espressi anche dalla Confederazione dei produttori del formaggio roquefort.
Le voci dall’America si sono fatte sentire anche in Italia, in particolare a Piazza Affari. Dove Piaggio ha aperto al ribasso, con una perdita del 4%. Il primo commento arriva da analisti di Mediobanca: «La notizia non è positiva ma restiamo cauti fino a quando non sarà ufficializzata». Nella nota, l’istituto di Piazzetta Cuccia ha spiegato che «le vendite di Piaggio negli Usa ammontano a circa il 5% del giro di affari annuale». L’eventuale dazio colpirebbe pesantemente la Piaggio anche perché si tratterebbe solo di importazioni, dato che non esistono stabilimenti di produzione della holding di Pontedera negli Usa.
Ma nel mirino di Trump c’è anche la Cina. L’amministrazione americana si appresta a sfidare Pechino nelle dispute commerciali per assicurarsi che i prodotti cinesi continuino a poter essere soggetti a forti dazi. Washington si sta preparando a revisionare lo “status di economia di mercato” della Cina nell’ambito della Wto.
Le intenzioni americane rischiano di aprire un lungo contenzioso con la Repubblica popolare. Secondo Pechino i paesi membri dell’Organizzazione mondiale del commercio sono tenuti a considerare la Cina integrata ad una ‘economia di mercato dal dicembre 2016, ovvero dal 15 anniversario della sua appartenenza all’organismo internazionale.
L’ufficialità della nuova linea di Washington potrebbe arrivare nei prossimi giorni, precedendo l’incontro fra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. La linea di Trump si inserirebbe in senso di continuità con quella del suo predecessore. Infatti Obama si è sempre rifiutato di garantire lo status di economia di mercato alla Cina.
La politica di Trump negli Usa apre un nuovo scenario internazionale per alcuni aspetti imprevedibile. Al momento attuale i segnali sono quelli del passaggio dalla globalizzazione al protezionismo iniziando con motivazioni pretestuose. Basterebbe questo per destabilizzare il già precario equilibrio dello scenario politico internazionale. Senza avere pronta una prospettiva alternativa proponibile agli altri Paesi del mondo, sorgono serie preoccupazioni per gli equilibri economici e politici. Quale futuro per l’umanità? È questa la domanda che urgentemente dovrebbero porsi tutti gli uomini di governo che si incontrano all’Onu.

Salvatore Rondello

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