mercoledì, 26 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

CONGRESSO STRAORDINARIO
Pubblicato il 17-03-2017


apre

Quello che inizia al Marriott di Roma è un congresso straordinario del Psi, reso necessario per mettere in sicurezza il partito dopo la sospensiva (non la sentenza, che purtroppo è destinata a tardare) del tribunale a seguito del ricorso di alcuni socialisti. Ma può diventare uno straordinario congresso se verrà riempito di idee, di proposte, di confronti utili e costruttivi. Le idee che mi auguro saranno al centro della due giorni di Roma dovranno rispondere innanzitutto alla esigenza di difendere una storia oggi cancellata e non mi riferisco solo a quella degli anni ottanta, cancellazione di una violenza inusitata e alla quale si sono colpevolmente adoperati quasi tutti i soggetti della seconda repubblica mai nata. Siamo un partito storico e identitario, l’unico, per quanto piccolo, rimasto in piedi. E a noi soprattutto spetta il compito di rinverdire e diffondere la storia del socialismo italiano. Non si può infatti essere socialisti europei, vedasi il Pd, democratici in Italia e dotati di una tradizione comunista e democristiana.

L’esigenza politica parte di qui. La fine del Pd uno potrebbe consentire la nascita del Pd due coi radicali, non solo la Bonino, i Verdi, i laici. Un Pd che superi il suo carattere post comunista, in parte attenuato dalla scissione di Dp, e post democristiano e acquisisca anche caratteri liberalsocialisti non è per ora all’orizzonte. Altro non vedo che un’intesa sempre più stretta nell’area socialista, aperta a tutti i socialisti sia ben chiaro, radicale e ambientalista che si proponga con un programma innovativo ed eventualmente si apra anche al cosiddetto campo progressista di Pisapia, che però pare oggi una sorta di araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. Poi i contenuti, che già le tesi espongono con chiarezza. Parlo dell’Assemblea costituente che è pero più lontana e non più vicina dopo la bocciatura della riforma costituzionale, la cogestione sul modello tedesco, un piano massiccio di opere pubbliche in particolare rivolto alla messa in sicurezza del nostro territorio, sulla quale si sta impegnando l’on. Pastorelli, e che transitoriamente ci porti anche fuori dai parametri europei rientrandovi anche grazie a un Pil al 2 per cento e a una disoccupazione in media con l’Europa.

Poi i diritti civili, in particolare la legge sul fine vita sulla quale in prima fila si trova oggi la nostra Pia Locatelli, vice presidente dell’Internazionale socialista, ma anche la proposta di amnistia finanziaria relativa ad alcune categorie oggi segnalate dalla Centrale rischi delle Banche, proposta quest’ultima già depositata dal sen. Buemi, su sollecitazione della associazione Interessi comuni e non da ultima la legge per la separazione delle carriere dei magistrati e lo sdoppiamento del Csm, sulla base di una vecchia proposta della Rosa nel pugno rilanciata in questi giorni dalla Marianna di Giovanni Negri. L’associazione musulmani laici, in prima fila nel combattere l’integralismo e non solo la violenza, sarà con noi, dopo la sua separazione dal Pd e questo non può che inorgoglirsi. La sua presidente e la sua vice si sono iscritte al Psi. Su tutto questo ci confronteremo coi nostri ospiti, dalla Bonino a Turco, da Negri a Cicchitto, da Bonelli a tutti gli altri. Il congresso sarà straordinario se sarà una fucina d’idee e di proposte e una grande e stimolante occasione di confronto. Dipende, soprattutto, da noi.

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Commenti all'articolo
  1. E’ senz’altro buona cosa il proporre “un programma innovativo”, che dovrebbe avere un’impronta liberalsocialista, quella cioè che “non è per ora all’orizzonte” in casa del partito maggior azionista della attuale maggioranza governativa, per dirla col Direttore, e proprio nel solco liberalsocialista punterei a concepire iniziative che sostengano la nostra economia (dal momento che senza economia vengono a mancare le risorse per gli altri settori).

    Va sicuramente in tale direzione “un piano massiccio di opere pubbliche in particolare rivolto alla messa in sicurezza del nostro territorio…”, e purtuttavia non avrà effetti rapidi, mentre a me pare che occorra invece qualcosa dalle ricadute più immediate sul nostro sistema imprenditoriale e produttivo, inteso nel suo complesso, che fortunatamente ha le proprie ed autonome potenzialità, ma parte del quale si trova in condizioni di non piccola sofferenza, ed è altresì esposto alla concorrenza esterna, che talora deve affrontare ad “armi impari” come si usa dire, per un insieme di ragioni alle quali la politica non è estranea..

    Proprio sulla stampa odierna si legge della scarsa fiducia dei nostri concittadini verso la classe politica, e va dunque ricercato il modo per invertire quanto prima possibile tale sentimento, ma il tempo stringe e l’economia non può aspettare a lungo, e per ridarle abbastanza in fretta fiato e respiro a me sembra che si dovrebbe agire tramite due principali vie, ossia una significativa riduzione delle imposte e una semplificazione della normativa che la riguarda (che mi sembrano essere due aspettative ripetutamente espresse dal mondo economico).

    So bene che la riduzione delle imposte non appartiene alla logica della sinistra tradizionale, bensì a quella del pensiero liberale, il quale vorrebbe semmai giungere alla aliquota fiscale unica, anche perché ritiene che così facendo arriverebbero poi maggiori entrate alle casse pubbliche, dal recupero delle aree di evasione, ecc…, ma a questo punto occorre fare una scelta di campo, e di riflesso anche il tema delle alleanze andrebbe portato in discussione.

    Paolo B. 18.03.2017.
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