domenica, 25 giugno 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Quell’irresistibile voglia
di unto…
Pubblicato il 31-03-2017


cibo untoAlle prese con “un vortice” di consigli nutrizionali (in verità, doverosi!) – talvolta capita di avere il desiderio di una “trasgressione” culinaria! Al diavolo – siamo umani – guai se non sentissimo l’acquolina di “un qualcosa” che scavalchi le solite pietanze ultra-light! Così, come avviene durante una seduta spiritica dove prendono forma spettri di improbabili antenati capitolati ai tempi della guerra di Crimea – ecco che nei piatti si materializzano leccornie off limits…

Sarebbe assurdo non desiderare una porzione seppur lillipuziana di patate fritte, una bisteccona cotta a puntino, una frittura mista di calamari con un aerosol di maionese, oppure un succulento panino da addentare così, in due morsi! In sostanza, una qualsivoglia “bontà” che puntualmente ci è proibita quasi fosse materiale radioattivo da evitare. Negli ultimi anni “l’italiano” s’è scoperto attento a due aspetti effettivamente di rilievo, e cioè la bilancia e la prevenzione. A questo punto “necesse est” una premessa! Vivere strizzando l’occhiolino al colesterolo e alla pancetta addominale– non solo è importante, ma denota rispetto per se stessi e per il sempre più “ansimante” servizio sanitario nazionale, poiché prevenire è meglio che curare. Perciò, “okay” limitare i condimenti, bene non esagerare con le porzioni di cibo, saggio bere la quantità giusta d’acqua per idratarci – senza tralasciare il consumo di frutta, ortaggi, verdura e via discorrendo. Ovviamente il tutto integrato da un’adeguata attività fisica, anche una blanda passeggiata all’aria aperta senza fretta e senza meta!

Et voilà, dato per buono che quelle relative alla sana alimentazione sono regole “auree” – è altrettanto inopinabile che “semel in anno licet insanire” come si diceva nella Roma dei Cesari; in parole micragnose, sporadicamente archiviamo senno e salubrità, celebrando come si deve sua maestà la forchetta! Certo, non sempre, altrimenti sarebbe una sciagura, tuttavia quando è fattibile non si indietreggi innanzi a un boccone squisito, e perché no – persino “unto” – nell’accezione più lodevole dell’aggettivo, ci mancherebbe. Ciononostante per dirsi soddisfatti non serve che “la scappatella pappaiola” sia a base di vivande esose servite in chissà quale contesto faraonico, “l’elusione” può benissimo essere declinata all’insegna dell’economico street food – se piace, ovvio. Comunque, decidendo di trasgredire, lo si faccia sino in fondo – sia per quanto concerne il dolce che il salato, così, d’emblée – senza pentimenti, magoni e sensi di colpa che manderebbero a ramengo la digestione a chiunque.

Da sempre è noto che l’occasione è tentatrice, perciò se all’improvviso prende le mosse la smania di un super gelato – e che si fa? Nessun problema – che sorbetto sia – con i gusti preferiti, praline e nocciole comprese, al massimo, per qualche pasto, si starà un po’ più leggeri per “bruciare” le calorie accumulate. Non succede nulla se una tantum si dà forma (e sostanza) a un comprensibile sfizio gola, anzi, fa bene allo spirito e alla mente, forse di più d’altro. Va però tenuto presente che ci sono delle patologie e dei fattori di rischio cronici, che non consentono di trasgredire, nemmeno la notte di San Silvestro! In questo caso va seguito il consiglio del medico, ed è determinate attenersi alle limitazioni che purtroppo innesca quel tipo di malanno. Ci mancherebbe se così non fosse – ubi maior minor cessat – in questo caso la salute, che viene prima di qualsiasi abboffata. I più fortunati, invece, non manchino saltuariamente di ascoltare il cuore e… la loro rumoreggiante panza!

Per chiuder baracca e burattini si sappia che in Italia oltre a mangiare bene non abbiamo (per ora) tutte quelle annose problematiche specifiche di altri paesi, gli USA in primis – dove l’obesità e la cattiva nutrizione stanno assumendo proporzioni endemiche innescando – come conseguenza – patologie serie (malattie metaboliche), a tal punto che si è deciso di correre ai ripari dissuadendo la popolazione dall’alimentarsi esclusivamente di cibo-spazzatura, il cosiddetto “trash food”. No, per fortuna il belpaese è la culla della dieta mediterranea, del buon olio extravergine d’oliva, della pasta e di tante cose ghiotte, che tra l’altro prevengono parecchi acciacchi. Tuttavia, pur avendo queste “garanzie” quale supporto del nostro fantasioso desinare, qualche volta avvertiamo quell’irrefrenabile “voglia di unto” – intesa come fuga dalla routine mangereccia, e cioè di effettiva possibilità di approdare in lidi culinari ove regnano cibi mostruosamente impossibili, che di norma ci vengono negati con rigore draconiano. Ebbene, nessuno ci proibisce (a patto di non avere impedimenti di salute) di concederci un morso tentatore, una sorta di “polpetta peccatorum” – poiché trasgredire con intelligenza è gratificante per chiunque abbia una visione epicurea della vita, già di per sé sfigata e non affatto semplice da affrontare.

Stefano Buso

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento