giovedì, 17 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Qui banche, “abbiamo un problema”
Pubblicato il 10-03-2017


Dopo anni di mattanza praticata dalle banche ai correntisti con ogni tipo di prodotto “immondizia”, scrupolosamente controllato e autorizzato dalla Banca d’Italia; dopo un tempo infinito in cui il nostro sistema bancario veniva raccontato come il migliore del mondo, oggi, dalla viva voce del “banchiere lunare” Jack Swigert (alias, Fabrizio Viola, promosso da pochi mesi amministratore della Banca Popolare di Vicenza, perché è uno che i problemi li sa risolvere!), ex comandante dell’equipaggio di MPS, comunica al quartier generale della BCE: “Okay Houston, qui abbiamo avuto un problema,”. 35 miliardi più tardi, il Controllo Missione a Houston risponde “This is Houston. Say again, please.” (“Qui Houston, ripetere prego”). Passa qualche anno dall’acquisto di Antonveneta. Questa volta a parlare è il comandante Lovell: “Houston, we’ve had a problem” (“Houston, abbiamo avuto un problema”) e inizia a spiegare i dettagli tecnici dell’avaria. C’è stata un’esplosione a bordo e la navicella MPS sta perdendo rapidamente ossigeno. Comincia così, per l’equipaggio e un’intero Paese, l’odissea del difficile rientro nel mettere in sicurezza la missione bancaria più antica del mondo.

la metafora – fuori dal mondo -, disegna drammaticamente la situazione del sistema bancario italiano, e di una Banca d’Italia assolutamente incapace di fare i controlli adeguati all’interno di un contesto finanziario che sta letteralmente degenerando. Ed è soprattutto per queste incapacità manageriali che BankItalia promuove i dirigenti e gli amministratori delegati delle banche. Una situazione, inoltre, che ha permesso ai funzionari “disonesti”, oltre che incompetenti, di distruggere il tessuto economico-sociale italiano; una situazione che non si può, e non si deve, chiudere con la solita commissione di inchiesta Parlamentare, perché è di tutta evidenza che una parte politica del Paese era consapevole di quello che stava accadendo dentro gli istituti di credito; una situazione che deve essere verificata dalla magistratura attraverso le denunce che dovrebbero fare i tanti amministratori delegati onesti; una situazione che deve sgomberare assolutamente il campo dal quel clima omertoso che si è insediato dentro il sistema bancario. Un sistema bancario conosciuto nelle sue azioni ai confini della legalità, a partire dall’ultimo degli impiegati fino ad arrivare ai vertici dei consigli di amministrazione, che tramavano contro i correntisti e i risparmiatori italiani; i primi subivano addebiti di spese arbitrarie, e i secondi la vendita dei derivati prima, e delle azioni dopo. Tutti comportamenti che hanno alimentato la mattanza finanziaria praticata dagli istituti bancari per massacrare i risparmiatori fino a non sentirne le grida. Banche quindi, sorde e cieche, come sorda e cieca è stata la Banca d’Italia.

Il caso MPS che si dice sia costato a tutti gli italiani, bambini inclusi, oltre cento euro all’anno, ha l’obbligo di sgomberare dal campo ogni sospetto di possibile “intesa” tra il ministero delle Finanze e gli amministratori delle banche imputate. Ed è proprio per tutto ciò che bisogna fare assoluta chiarezza proprio a partire da MPS. Per questo buon motivo vogliamo sapere a chi sono stati concessi i prestiti milionari non restituiti, i quali superano il 70% delle sofferenze della banca di Siena, e soprattutto con quali garanzie. Inoltre desideriamo conoscere anche i nomi dei mandanti e quelli dei sicari, mi riferisco ai funzionari di filiale che eseguivano gli ordini non solo della banca senese, ma anche degli altri istituti beneficiati dal Decreto. Il Parlamento non avrebbe dovuto negare la pubblicazione dei grandi debitori della banche finanziate dallo Stato, perché i contribuenti avrebbero partecipato con più consapevolezza al risanamento del sistema bancario italiano. Invece il Decreto Salva Banche è stato imposto senza fare nessuna chiarezza in merito alle responsabilità e, non solo, dentro ci avevano pure “imbucato” la fideiussione di 97 milioni di euro della Royal Cup che non centrava nulla. Sì, qui banche e politica, “abbiamo un problema”!

Angelo Santoro

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento