sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Nencini: per Fazio la colpa dei misfatti è della politica
Pubblicato il 31-03-2017


fabio-fazioBotta e risposta tra Fabio Fazio e Michele Anzaldi, deputato del Pd e componente della Commissione di vigilanza Rai. “In questi mesi abbiamo assistito a un’intrusione della politica nella gestione della Rai che non ha precedenti. La politica si è intromessa nella gestione ordinaria di un’azienda”, ha detto Fazio in un’intervista a Repubblica. È subito arrivata, sempre su Repubblica, la replica di Anzaldi.”Il Pd non ha smarrito la strada, anzi sta seguendo quella giusta. Non abbiamo riformato il canone per permettere a una piccola casta di sopravvivere”. Insomma uno scontro vero e proprio. E sulla misura che impone un tetto agli stipendi di conduttori e artisti, Fazio non ha usato mezzi termini. “Stavolta si è creato un vulnus insuperabile”. E ha spiegato: “Ciò che si arriva a guadagnare deriva dal valore di ciò che si produce”. Parole che non sono piaciute affatto ad Anzaldi che ha replicato che Fazio si definisce “artista-giornalista” e ritiene per questa sua caratteristica di doversi sottrarre al tetto dei 240mila euro annui stabilito per i giornalisti. Ma, per il parlamentare Pd, “questa figura non esiste”.

“Anche per Fazio – è il commento del segretario del Psi Riccardo Nencini – la politica e solo la politica è responsabile dei misfatti in Rai. È bastato che si ponesse il problema di mettere un tetto ai contratti delle star perché si alzasse il dito contro la politica”. Prosegue Nencini: “Se le qualità di un artista sono tali da raccogliere pubblicità, ‘calmierare per contratto’ è una pratica da valutare con attenzione. Servono regole che non pianifichino l’egualitarismo penalizzando il talento ma che tengano conto di una verità: in Italia, la Rai produce audience ben oltre le private. Anche questo è un valore per chi vi lavora. Ma in tempi di emergenza, stringere la cinghia non fa male a nessuno. Chi comincia? Non ho dubbi: chi porta responsabilità pubbliche. La questione vitalizi – spiega Nencini – è proprio lì, davanti ai nostri occhi. Le modifiche ci sono state e vanno nella direzione giusta. Si può fare qualcosa di più. Riallineare il più possibile al contributivo, toccando chi gode di assegni ben superiori alle quote versate. La strada da battere: contributi di solidarietà da commisurare in maniera progressiva sulla base di alcuni criteri, dal livello della pensione percepita al gap tra contributi versati e pensione (vitalizio) riscossa, dalla condizione economica della famiglia (tipo ISEE) alla previsione di principi che escludano, nel percepimento, differenze di età con i cittadini. Questo dovremmo fare. Ora. La risposta migliore – conclude Nencini – ai Fazio di turno”.

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